Uno studio appena pubblicato da Coface, la società di assicurazione dei crediti, e relativo allo stato del settore imprenditoriale privato della Turchia, Paese con il quale il settore siderurgico italiano ha stretti contatti e scambi commerciali, fotografa con precisione lo stato delle cose.

«Negli ultimi due anni – spiega Coface – i ritardi di pagamento delle imprese turche sono diminuiti: in media 41 giorni sul mercato domestico e 58 giorni per le vendite all’esportazione. Nel caso in cui non si riescono ad incassare i crediti sul mercato interno, il 40% delle imprese copre la perdita con risorse proprie mentre il 28% si orienta verso prestiti bancari. Più di un terzo delle imprese (37%) chiede ai propri clienti un acconto. Per le imprese turche, il ricorso all’assicurazione dei crediti non è un processo automatico, malgrado la sua importanza sia ben conosciuta dalla maggioranza (62%). Solamente il 26% utilizza la copertura crediti come prevenzione del mancato pagamento da parte dei propri clienti».

Malgrado la recente ripresa dell’attività economica, si legge ancora nello studio di Coface, «numerose imprese (44%) prevedono un nuovo peggioramento delle condizioni economiche nel 2020. La carta, i prodotti farmaceutici, i metalli e le costruzioni sono tra i settori più colpiti. Le condizioni più difficili di accesso ai finanziamenti e la riduzione della domanda interna sono tra i fattori che pesano sulla capacità di pagamento delle imprese».

Per leggere il testo integrale dello studio basta cliccare sull’icona qui

 

fonte: SIDERWEB.COM

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