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Sale la tensione anche nel mercato italiano del rottame. Secondo quanto appreso da siderweb intervistando alcuni operatori, al momento la situazione del settore è complicata. Si segnalano infatti forti aumenti di prezzo a livello internazionale: le quotazioni del rottame turco sono passate, dal 4 febbraio al 4 marzo, da 492 a 595 dollari la tonnellata per la categoria HMS 80:20, ma con un incremento di 87 dollari la tonnellata concentrato negli ultimi 8 giorni. L’onda lunga di questi rincari, per ora, sembra aver colpito solo in parte l’Italia, dove le acciaierie si trovano ad affrontare molteplici sfide: il caro-energia, che è tornato ad essere elemento critico negli ultimissimi giorni, la riduzione della produzione, la difficoltà nel reperire alcuni input produttivi (ghisa, DRI, ferroleghe) ed una situazione poco chiara sul versante dei prezzi di vendita dei prodotti finiti. Il risultato dell’interazione di queste forze è una situazione confusa, molto variegata e molto dipendente da situazioni contingenti, come il livello di scorte e la volontà-possibilità di proseguire la produzione. Guardando ai prossimi giorni, gli operatori si sono detti sicuri di due cose: il rincaro del rottame (di entità ancora non definibile) e gli stop produttivi di alcune acciaierie, approntati al fine di cercare di mitigare l’impatto del caro-energia.
Per quanto concerne la ghisa, invece, la situazione è ben più difficile. La guerra russo-ucraina ha tagliato fuori i due principali fornitori nazionali (ed europei) della materia prima ed al momento l’unico materiale disponibile sul suolo italiano è quello nei magazzini dei commercianti o nelle banchine portuali. I volumi, però, sono insufficienti a garantire la sostenibilità della produzione di acciaierie e fonderie nel breve-medio periodo e quindi la preoccupazione da parte degli operatori per il prosieguo della produzione è molto viva. Il prezzo della ghisa, ad oggi, è difficilmente indicabile, in quanto in questa situazione di crisi la disponibilità di materiale sta facendo la differenza ed il potere negoziale è quasi interamente in mano a chi detiene i volumi.

 

FONTE: SIDERWEB.COM

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