ArcelorMittal Poland spegnerà definitivamente l’altoforno e l’acciaieria di Cracovia. Il processo comincerà già da questo mese sull’impianto che aveva fermato temporaneamente a novembre dello scorso anno, nel sito, dove negli ultimi 5 anni sono stati investiti 110 milioni di euro, resteranno attive le operazioni downstream: due laminatoi, la linea di zincatura a caldo e la linea di verniciatura. L’impianto sarà alimentato con bramme provenienti soprattutto dall’altro impianto polacco a ciclo integrale del gruppo, a Dabrowa Gornicza. A comunicarlo oggi è stata la stessa ArcelorMittal.

L’impianto era stato temporaneamente fermato a novembre. Poi «la pandemia di Covid-19 ha avuto conseguenze senza precedenti sull’industria siderurgica europea. Anche se la domanda nelle ultime settimane si è in qualche modo ripresa, per lo più spinta dal rifornimento degli stock, resta considerevolmente al di sotto dei livelli pre-Covid. Questo ci ha portato a prendere decisioni difficili, e cioè purtroppo lo spegnimento dell’altoforno di Cracovia» è il commento di Sanjay Samaddar, CEO e presidente del board di ArcelorMittal Poland.

Il gruppo punta il dito contro due cause principali a monte della decisione: livelli di domanda più bassi, ed è «improbabile una ripresa veloce»; mancanza di «misure commerciali di emergenza, sommata alla recente decisione della Commissione europea di incrementare ulteriormente la quota di import extra Ue senza dazio, in un momento in cui la domanda europea è crollata drammaticamente».

A ciò, sottolinea il gruppo nella nota, si aggiungano l’alto costo dell’energia e la concorrenza sleale di quei Paesi fuori dall’Emissions Trading System.

Sanjay Samaddar non ha fornito dettagli relativi al taglio dei posti di lavoro, ma l’agenzia di stampa statale polacca PAP ha parlato di 650 persone che sarebbero state direttamente colpite dalla chiusura e che la società avrebbe cercato di trovare modi per proteggerle.

 

FONTE: SIDERWEB.COM