Le lobby americane dell’acciaio scrivono direttamente al presidente eletto USA Joe Biden per chiedere il mantenimento dei dazi sull’import di acciaio imposti dal predecessore Donald Trump. A pochi giorni da quel 20 febbraio in cui Biden, dopo il giuramento, assumerà ufficialmente la carica di presidente degli Stati Uniti d’America, diverse associazioni siderurgiche non perdono tempo e cercano di frenare preventivamente qualsiasi slancio di apertura sul fronte del commercio estero.

La missiva è firmata dall’American Iron and Steel Institute, la Steel Manufacturers Association, la United Steelworkers Union, il Committee on Pipe and Tube Imports e l’American Institute of Steel Construction. Associazioni che rappresentano una buona parte dell’acciaio americano e che evidenziano come, a causa della crisi per il Covid-19, il settore resti più vulnerabile che mai.

La richiesta è quella di mantenere i dazi basati sulla Section 232 in vigore ed esentare eventualmente solo i Paesi che possano dimostrare di aver risolto i problemi di overcapacity interna per evitare che gli Stati Uniti vengano inondati dagli eccessi di output degli altri Paesi.

«L’eliminazione o l’indebolimento di queste misure prima che i principali Paesi produttori di acciaio eliminino la loro sovraccapacità – e le sovvenzioni e altre politiche di distorsione del commercio che hanno alimentato la crisi dell’acciaio – porterà solo una nuova ondata di importazioni con effetti devastanti lavoratori» insistono le lobby americane.

Tornando in Italia, ha avuto un’eco importante l’accordo firmato da Tenaris, Snam ed Edison per la realizzazione di un progetto per la produzione di acciaio ad idrogeno sul sito di Dalmine (Bg), mentre dalle pagine del Bresciaoggi il presidente di Federacciai Alessandro Banzato conferma il proprio ottimismo per il recupero della siderurgia italiana nel 2021.

Lo scenario di fondo potrebbe però essere più rosso che roseo, dal momento che il presidente della Lombardia, dove hanno sede la maggior parte delle realtà siderurgiche del Nord Italia, Attilio Fontana, non ha nascosto il proprio timore per una nuova entrata della sua regione in Zona Rossa, dopo l’incremento di severità per i parametri di rischio sanitario.

Una zona rossa lombarda che potrebbe durare almeno fino a febbraio, incrementando la pendenza della salita del recupero nell’anno appena iniziato.

 

FONTE: SIDERWEB.COM