Prosegue il braccio di ferro tra Washington e Pechino sull’overcapacity del settore acciaio. Questa volta però è il Governo cinese a passare al contrattacco, e lo fa tramite il suo ministro delle finanze, Lou Jiwei, che, in occasione del confronto tra le due superpotenze economiche nella Diaoyutai Guesthouse di Pechino, ha ribadito che la Cina non ama le intrusioni in materia di politica interna. Inoltre, ha aggiunto: «la metà delle aziende cinesi dell’acciaio è privata e non pubblica.

Quindi noi non possiamo fare molto per incidere sulle loro decisioni concrete».
Una frase quindi che non fa presagire un intervento fermo e deciso del Governo centrale per porre rimedio ad un problema che ormai è diventato globale, come testimoniato dal suo inserimento nelle risoluzione dell’ultimo G7 in Giappone.

 

Fonte: siderweb.com

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