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I paesi dell’Unione europea stanno affrontando una contrazione economica che per entità e rapidità non ha precedenti in tempi di pace. Le misure adottate per il contenimento della diffusione del coronavirus hanno provocato un arresto di gran parte dell’attività economica in tutti i paesi dell’area. Gli indicatori della produzione industriale mostrano una riduzione del 12% a marzo rispetto allo stesso mese del 2019 e del 4,9% nel primo trimestre di quest’anno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

All’interno dell’UE, l’Italia è il Paese che sta soffrendo di più: il calo tendenziale della produzione è stato del 31,3% a marzo, 2,5 volte la media dei Paesi dell’area UE, mentre la diminuzione relativa al primo trimestre, rispetto allo  stesso periodo del 2019, è stato del 12%, più del doppio della media. I dati sono tremendi, ma non ci si poteva aspettare qualcosa di diverso. Essi sono la somma di un gennaio che non e stato per nulla male, di un febbraio che ha visto il primo contagio italiano solo a fine mese e di un lockdown che è ufficialmente partito con il Dcpm del 22 marzo, concretizzandosi di fatto con la chiusura delle attività il 25 marzo, diversi giorni prima degli altri partner europei. Parliamo quindi di un trimestre in cui tra difficoltà inimmaginabili ed un mercato internazionale bloccato, le imprese hanno comunque in parte lavorato. È chiaro che aprile sarà peggio, quindi l’impatto sulla produzione e sul fatturato sarà molto più violento e si trasferirà anche  sui dati di  maggio e giugno.

I settori utilizzatori di acciaio

In tutti i paesi dell’Ue i settori utilizzatori di acciaio hanno registrato un calo dell’attività superiore alla media dell’industria manifatturiera. Il settore più colpito è quello dell’automotive, che ha registrato mediamente una riduzione della produzione di circa il 35% e del 16% rispettivamente a marzo e nel primo trimestre rispetto allo stesso mese e al medesimo periodo del 2019.

L’Italia è il Paese con il calo della produzione più marcato (-64,3% marzo su marzo e -22,4% sul primo trimestre 2019), seguita dalla Francia (-54,4% e -25,3%). In Germania, la contrazione dell’attività nel settore automobilistico è stata meno violenta, ma comunque 3 punti superiore alla media Ue.

La produzione di tubi ha registrato un calo tendenziale del 22,1% a marzo e del 10,1% nel primo trimestre a livello comunitario. Anche in questo caso l’Italia presenta la performance peggiore (-51,7% e -19,3%), con una differenza negativa rispetto agli altri Paesi molto pronunciata. La produzione nel settore degli elettrodomestici è diminuita del 25,2% e del 9,7%, rispettivamente a marzo e nel primo trimestre rispetto allo stesso periodo del 2019. Il differenziale negativo dell’Italia, è molto più marcato per il mese di marzo rispetto al dato trimestrale. L’attività nel settore della fabbricazione di macchine ed apparecchi meccanici è diminuita nell’Ue del 18,5% su base annua in marzo e dell’8,3% nel primo trimestre. Anche in questo caso la differenza rispetto agli altri partner europei risulta molto più accentuata con riferimento al dato puntuale del mese di marzo (+21,8 punti). Lo stesso vale per l’andamento della produzione nel settore dei prodotti in metallo, con una differenza rispetto agli altri paesi dell’Ue pari a 20 punti per quanto riguarda il calo tendenziale del mese di marzo e di 6 punti per quello della produzione del primo trimestre. Il settore degli altri mezzi di trasporto è quello che, all’interno dell’Ue, ha registrato nel primo trimestre di quest’anno il calo della produzione più ridotto. Ciò lo si deve alla Germania dove la produzione è addirittura cresciuta nei primi tre mesi. Violenta è stata invece la contrazione dell’attività di questo settore in Italia: -56,1% e -16,6% rispettivamente a marzo e nel primo trimestre di quest’anno rispetto allo stesso periodo del 2019.

Per quanto riguarda il settore delle costruzioni, a livello europeo l’impatto del coronavirus è stato meno forte rispetto al settore manifatturiero. Il calo della produzione è risultato quasi irrilevante rispetto al primo trimestre del 2019 (-0,3%), mentre nei confronti di marzo dello scorso anno la diminuzione dell’attività è stata di poco superiore al 5%, meno della metà del calo registrato dal manifatturiero nel suo complesso e meno di due terzi  degli altri settori utilizzatori di acciaio. In diversi paesi europei il settore delle costruzioni ha registrato addirittura un aumento dell’attività rispetto al primo trimestre del 2019. Tra questi la Germania, dove il settore delle costruzioni è cresciuto del 5% marzo su marzo e del 6,1% nel primo trimestre sullo stesso periodo del 2019. In Italia, nei primi due mesi di quest’anno il settore delle costruzioni ha mostrato un incremento del 3,7% rispetto allo stesso periodo del 2019; nel mese di marzo l’attività è crollata del 40%, portando il risultato del primo trimestre a -11% rispetto al primo trimestre dell’anno precedente.

Acciaio: Italia “maglia nera” Ue nei settori utilizzatori

 

FONTE: SIDERWEB.COM

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