È stato raggiunto un accordo politico sulla revisione degli strumenti di difesa commerciale dell’UE: Commissione Europea, Consiglio Europeo ed Europarlamento l’hanno formalizzato nella serata di ieri, dopo 4 anni di trattative avviate con la proposta di riforma firmata dalla Commissione.Un accordo che entrerà in vigore dopo la ratifica formale del Consiglio e del Parlamento Europeo.

 Secondo quanto annunciato, le modifiche approvate al regolamento europeo anti-dumping e anti-sussidi permetteranno di imporre «dazi più alti su prodotti commercializzati in dumping» e introducono regole di utilizzo «più efficace, più facile e trasparente per le imprese» assicura la Commissione.

Viene accorciato il periodo necessario all’imposizione di dazi provvisori, oggi fissato a 9 mesi. L’UE potrà, inoltre, modificare l’applicazione della “regola del dazio inferiore”, imponendo dazi maggiori rispetto a quelli sufficienti a compensare il danno per i produttori europei, compensando l’intero margine di dumping. Sarà possibile per importazioni di prodotti sovvenzionati o in dumping provenienti da Paesi dove verrà riscontrata una distorsione dei prezzi di energia e materie prime.

«Meglio tardi che mai – ha commentato il Commissario per il Commercio, Cecilia Malmström -. Ci ha richiesto del tempo, ma l’accordo permette all’UE di dotarsi degli strumenti necessari a contrastare in modo veloce ed efficace pratiche commerciali scorrette. Insieme ai cambiamenti sulla metodologia anti-dumping recentemente approvati – ha continuato – la “cassetta degli attrezzi” di difesa commerciale dell’UE è completa e pronta per le sfide globali».

«Non siamo fautori naïf del libero commercio – ha aggiunto il presidente della Commissione, Jean-Claude Juncker – e le regole sulle quali oggi si è arrivati ad un accordo lo confermano ancora una volta. L’Europa continuerà a difendere un mercato aperto e basato su regole condivise, ma non esiteremo nell’utilizzare i nostri strumenti a difesa di un “level playing field” per i nostri lavoriatori e le nostre imprese».

Eurofer, l’associazione europea dei produttori di acciaio, ritiene l’accordo «un passo avanti nella modernizzazione degli strumenti di difesa commerciale dell’UE (TDI – Trade Defence Instruments)», in un compromesso tra la visione del Consiglio e dell’Europarlamento. Ora, ha dichiarato il presidente di Eurofer, Axel Eggert, «le istituzioni europee adottino l’accordo in tempi brevi». Accordo che, ha continuato Eggert, non è «ambizioso come speravamo. Tuttavia, contiene alcuni miglioramenti, come il profitto minimo al 6%. Un obiettivo che funge da rete di salvataggio per il settore». Potrà anche rendere possibile «l’applicazione di dazi anti-dumping più efficaci».

 

 

Fonte: siderweb.com