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Il cancelliere dello Scacchiere potrebbe presentare questo mese un piano per la sua istituzione nel 2026

Il Regno Unito punta a introdurre il proprio Cbam (meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere) nel 2026. Lo ha riportato il Financial Times, secondo cui Jeremy Hunt, cancelliere dello Scacchiere, ovvero ministro delle Finanze, potrebbe annunciare questo mese un piano relativo a tariffe sui beni ad alta intensità di carbonio importati da Paesi meno rispettosi del clima, sulla falsariga dell’Ue.

Il lancio di un meccanismo simile nel 2026 – anno in cui nell’Ue entrerà in vigore il Cbam nella sua forma definitiva – eviterebbe che il Regno Unito diventi una “discarica” di prodotti ad alta intensità di carbonio.

«Poiché l’industria siderurgica britannica sta passando alla produzione di acciaio verde, è essenziale che non venga continuamente surclassata da acciaio ad alte emissioni importato», ha dichiarato recentemente Gareth Stace, direttore generale dell’associazione di categoria UK Steel. «L’Europa – ha aggiunto – sta implementando il proprio Cbam e il Regno Unito rischia di creare una barriera commerciale dannosa con il suo principale partner commerciale se non sviluppa e istituisce rapidamente le proprie misure».

Anche le esportazioni di elettricità rinnovabile potrebbero essere soggette a tariffe, perché non è possibile stabilire se le forniture di energia provengano da fonti verdi oppure da combustibili fossili nel passaggio da una rete a un’altra. «Collegare il nostro regime di tariffazione del carbonio a quello dell’Ue esenterebbe le aziende britanniche da questi costi», ha affermato Adam Berman, vicedirettore dell’associazione Energy UK.

Un sondaggio condotto il mese scorso su un campione di 400 dirigenti dell’industria manifatturiera britannica, in settori che vanno dall’edilizia ai macchinari, dall’industria automobilistica a quella alimentare, ha rivelato che i tre quarti degli intervistati sono favorevoli all’introduzione di un Cbam britannico, mentre solo l’8% vi si oppone. Dall’indagine, commissionata dal think-tank E3G, è emerso inoltre che secondo sette produttori britannici su dieci qualsiasi futura misura sul carbonio alle frontiere dovrebbe essere compatibile con lo schema europeo.

Il Cbam è stato tuttavia criticato da diversi partner e competitor commerciali – in particolare Stati Uniti, Cina e Sudafrica – che ritengono che il provvedimento penalizzi ingiustamente i loro produttori.

 

FONTE: SIDERWEB.COM

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