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Prosegue, in alcuni casi anche in maniera violenta, l’arretramento delle quotazioni del rottame: «Con le categorie di qualità più bassa – dice a siderweb un addetto ai lavori – che stanno subendo i ribassi più sensibili, mentre le categorie di qualità più alta, pur con perdite non trascurabili, pagano meno caro questo momento di riflusso».

Con il risultato, però, «che il mercato è di fatto spaccato in due – dice un altro operatore – visto che il differenziale tra le due macro-tipologie ha toccato anche punte di 150 euro la tonnellata, un fenomeno decisamente anomalo e provocato anche dal fatto che i piccoli commercianti stanno vendendo molto materiale proprio delle qualità meno pregiate, determinando un ulteriore riposizionamento delle quotazioni».

Secondo un altro addetto ai lavori, però, «visto che da Cina e Turchia arrivano segnali di rilancio, con i prezzi turchi che sono superiori anche di 100 euro la tonnellata di quelli italiani, ci stiamo probabilmente avvicinando ad un punto di equilibrio, con le quotazioni nazionali che potrebbero tornare a salire già da novembre».

Anche se, fa notare un altro operatore di mercato, «si dovrà verificare l’atteggiamento delle acciaierie a fronte delle problematiche legate ai rincari delle tariffe energetiche: se davvero, come minacciano, daranno vita a delle fermate produttive, ci sarà inevitabilmente un calo delle richieste, con inevitabili nuove ricadute sui prezzi».

 

FONTE: SIDERWEB.COM