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Gli Stati Uniti e alcuni mercati emergenti rappresentano l’acceleratore dell’economia mondiale. L’Eurozona, al contrario, ne rappresenta il freno. Secondo il report diffuso da Confindustria, infatti, «l’economia globale sta ritrovando slancio grazie agli USA e ad alcuni mercati emergenti. Nell’Eurozona, invece, la ripresa appena partita è già in affanno».

Ciò che, però, è evidenziato con fermezza è che «in Italia non è nemmeno ancora cominciata». Secondo l’ufficio studi dell’associazione nazionale degli industriali, «l’economia USA, grazie alla corretta sequenza e al pragmatismo delle politiche, si è instradata su un sentiero di solida espansione ed è ben oltre i picchi pre-crisi». L’Eurozona, invece, rappresenta «il buco nero della crescita mondiale (…) dove i divari nelle performance sono sempre meno sostenibili e la lista dei paesi che stentano a ritrovare il rilancio va ben oltre i soliti noti». Confindustria afferma, inoltre, che «È sempre più palese la contraddizione tra una BCE che fa tutto quel che può per contrastare la minaccia di deflazione e tutte le altre politiche che verso la deflazione spingono, sia come meccanismo di aggiustamento degli squilibri competitivi sia come conseguenza delle simultanee restrizioni dei bilanci pubblici». Ciò che denuncia il report non è solo la carenza di flessibilità, ma la mancanza di simmetria: «il disordine nei conti c’è anche con un eccessivo surplus, come in Germania, negli scambi con l’estero». In questo quadro, si afferma pertanto che «l’Italia era in crisi prima della crisi e continua a esserlo. – e continua – Gli ultimi dati confermano le stime CSC di dinamica piatta del PIL nel 2014». Ora la rotta è puntata sul 2015 «il cui risultato va costruito nella seconda metà di quest’anno». Un cambiamento che non è facile da raggiungere, ma che secondo Confindustria, può essere raggiunta «se si agisce in prima battuta sul credito, sulla competitività e sugli investimenti pubblici. E se si lavora con ancor più lena sui molti fronti delle riforme, per restituire fiducia alle famiglie e alle imprese».

Fonte: siderweb.com