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In sei mesi tagliati 42,39 milioni di tonnellate di capacità produttiva. A tale cifra si è attestata l’attività condotta da Pechino volta alla riduzione dell’overcapacity del settore nel primo semestre 2017.

 

Una soglia equivalente all’84% dell’obiettivo annuale fissato dal Governo.

Lo riferisce l’agenzia Reuters, riportando le parole di un funzionario nel corso di una riunione del settore siderurgico del Paese.

Xia Nong, membro della CISA, ha inoltre aggiunto che la Cina ha pressoché adempiuto al proprio impegno quinquennale, fissato nel 2016, e che prevedeva l’eliminazione di capacità tra i 100 e i 150 milioni di tonnellate.

Inoltre, va sottolineato che da tale quota è esclusa l’eliminazione dal mercato delle aziende produttrici di acciaio di basso livello sfornato con pratiche illegali che ammonta a circa 100 milioni di tonnellate. Tale azione, infatti, è stata considerata conclusa lo scorso giugno.

A questi dati, però, ne rispondono altri: nel primo semestre, la produzione di acciaio in Cina è cresciuta del 4,6%, toccando i 419,75 milioni di tonnellate. Lo dicono i dati diffusi dall’Ufficio nazionale delle Statistiche (NBS).

 

 

 

 

Fonte: siderweb.com

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