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News 2007

Cesare Cibaldi:Quando la metallurgia diventa libro e cultura

By 3 Dicembre 2007No Comments

Non è mai stato facile imbrigliare una scienza in un libro. Non lo è, a maggior ragione, quando la scienza in questione è la metallurgia. Tuttavia, c’è chi si è cimentato da anni nella raccolta di dati, norme, caratteristiche chimiche e meccaniche per farne un tesoro letterario, seppur prettamente tecnico. È stato Cesare Cibaldi, chimico per estrazione formativa e metallurgista per professione e passione, a realizzare l’opera magna «I criteri di scelta e di trattamenti degli acciai da costruzione e da utensili» che spazia da cognizioni metallurgiche di base fino alle più evolute informazioni specialistiche. L’edizione prende in considerazione tutti gli acciai normati fino ad oggi in Europa.
{mosimage} Excursus storico. Bisogna riportare il calendario al 1979 per tornare all’anno in cui al dott. Cibaldi (foto a lato) balenò un’idea che da lì a due anni avrebbe già dato importanti frutti. «In quell’anno – ha raccontato l’autore a Siderweb – decisi, assieme ad alcuni colleghi ed all’AIB (Associazione industriale Bresciana), di raccogliere in un unico volume le 18 dispense presentate dai migliori metallurgisti italiani, docenti in un corso per progettisti meccanici e metallurgisti. «Delle dispense furono stampate circa 1.500 copie – ha continuato – ed andarono letteralmente a ruba. Tuttavia, il lavoro che ne risultò fu sì completo, ma disorganizzato e senza un filo conduttore razionale». A quel punto, la strada era già stata intrapresa. «Il passo seguente, nel 1988, fu quello di dare maggior organicità al volume, aggiornandone i contenuti e suddividendo il lavoro in due parti, il primo dedicato alla metallurgia di base, il secondo all’analisi delle differenti categorie di acciai». Furono oltre 4 mila le copie vendute, un successo non certo trascurabile, data la natura tecnica dell’opera. Terzo passaggio, ancora in fase evolutiva, a distanza di diciotto anni. È del 2006 il primo volume (la metallurgia di base) e del 2007 il secondo (acciai speciali da costruzione – parte prima). La pubblicazione dei prossimi volumi è prevista per il 2008 e per gli anni successivi. Ad oggi, infatti, sono stati pubblicati i primi due volumi.
{mosimage} L’obiettivo. «Il fine di questo lavoro – ha spiegato Cibaldi – è stato dall’inizio quello di stendere un’edizione che fosse quanto più completa e comprensiva delle nozioni fisiche, chimiche, tecniche, meccaniche e normative attinenti alla metallurgia. Esistono molteplici fonti informative, ma frazionate e parziali. Solo in questa edizione è possibile trovarle raggruppate e rielaborate». Non solo: «una particolare attenzione – ha precisato – è stata prestata nell’adottare un approccio ed un linguaggio privo di tecnicismi che superino lo stretto necessario». Ecco perché l’edizione è rivolta ad una platea non certo ristretta. Se è vero che, a partire dal secondo numero, l’approccio tecnico cresce di intensità, il primo volume (la metallurgia di base) ha una “barriera culturale d’entrata” il più possibile bassa.
Carenze culturali. Le presenza di questo volume ha voluto anche essere uno strumento per sopperire, ove possibile, alla carenza – ormai strutturale in Italia – di poli formativi espressamente dedicati alla metallurgia. «Col tempo – ha sottolineato l’autore – sono diventati sempre meno gli istituti in grado di formare nuove leve in campo metallurgico, un campo che sembra aver perso appeal tra i giovani». Anche a livello imprenditoriale, Cibaldi lamenta «una tendenza a percorrere i binari posati in passato, usando sempre la stessa tipologia di acciai nonostante oggi, grazie ai nuovi acciai, sia possibile ottenere ottime performance a costi inferiori». Occorre, dunque, un salto culturale.
«La metallurgia – ha ricordato Cibaldi – è ben lungi dall’essere al capolinea. C’è ancora un intero universo da scoprire. La creatività umana non ha confine così come i campi di applicazione dei metalli. Per ogni progetto umano ci sarà sempre un metallo in grado di rispondere ad ogni richiesta». Tutta questione di volontà e cultura. Basti leggere la dedica iniziale del primo volume: «a tutti coloro che, con la conoscenza, contribuiscono a migliorare le condizioni di vita». Quando si dice “il peso della cultura”, a volte, si è detto ancora poco.
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