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La produzione di acciaio in Cina crescerà a livello annuo in una forbice compresa tra il 3% e il 5%.

 

Ne sono convinti gli analisti intervistati dall’agenzia di stampa Reuters, e a confermarlo sono arrivate anche le parole del vice presidente della CISA Qu Xiuli, che ha evidenziato come l’output del dragone passerà da 808 milioni di tonnellate a 840 milioni di tonnellate, nonostante il taglio di 120 milioni di tonnellate di capacità produttiva di impianti obsoleti e inquinanti.

I tagli produttivi sebbene non frenino la crescita dell’output hanno avuto un effetto importante sulle quotazioni dei prodotti siderurgici cinesi ed allo stesso tempo sull’intero sistema di scambi mondiali.

I prezzi all’esportazione nei primi sette mesi dell’anno sono cresciuti del 43,3% nel confronto con il medesimo periodo del 2016; allo stesso tempo la media di quotazione a Shanghai del tondo per cemento armato per il mercato interno è risalita del 50%, fino a toccare il picco quadriennale a settembre con 640,31 dollari la tonnellata.

«L’incremento delle quotazioni ha avuto effetti benefici anche sui bilanci delle nostre aziende siderurgiche – ha detto Qu -, i cui profitti sono saliti del 390% nei primi sette mesi dell’anno raggiungendo i 70 miliardi di yuan (circa 9 miliardi di euro), ma ci aspettiamo che possano arrivare a 100 miliardi di yuan (12,73 miliardi di euro) entro la fine dell’anno».

 

 

 

 

Fonte: siderweb.com

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