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Nella prima settimana di ottobre sul mercato siderurgico cinese si sono registrate leggere variazioni in aumento nei prezzi in dollari delle materie prime e dei principali prodotti siderurgici con due eccezioni.

Turbo &stop. I dazi antidumping - soprattutto sulla Cina - producono da sempre una doppia reazione: prima un'accelerata delle vendite, poi una brusca frenata. Con spegnimento del motore. A tutto vantaggio della produzione "Made in Ue". Il solo effetto-annuncio mette, da sempre, il turbo all'export dei prodotti "sotto osservazione"(prima che si chiudano i cancelli e sia troppo tardi). Ma già 5 mesi prima del debutto dei dazi provvisori, gli ordini normalmente si azzerano. E se i conti si potranno fare solo a fine anno, non stupisce che il lungo braccio di ferro tra Ue e Cina che ha in questi mesi moltiplicato i dazi antidumping sull'import in Europa di laminati a freddo e a caldo, possa aver giocato la sua parte nel drastico calo dell'export di Pechino diffuso ieri.

Un settembre a due facce. La nota relativa alle materie prime diffusa da Assofermet ha rimarcato come la prima parte del mese per i mercati di ghisa e rottame siano stati in sostanziale equilibrio, per poi rallentare.
«Il mese di settembre ha rilevato nella prima parte un mercato nel complesso equilibrato – spiega la nota – mentre nella seconda parte, le scarse vendite dei prodotti finiti hanno in parte frenato gli acquisti. L’andamento dei prezzi ha registrato una flessione che nella seconda parte del mese è risultata più contenuta.

Sette princìpi e 17 obiettivi. Questi i numeri per rendere l’acciaio più ecocompatibile presentati dalla World Steel Association nell’ultima pubblicazione dedicata a «policy and indicators 2016» per l’acciaio sostenibile (scaricabile in allegato).
I sette principi sono: salute, ambiente, valore per gli stakeholder, trasparenza, standard etici, attenzione alle comunità locali ed allargamento degli interlocutori.

La messa in campo di dazi di protezione commerciale nei confronti dell’import di acciaio di varia provenienza, cinese in particolare, non sembrano ancora aver messo in salvo l’industria siderurgica statunitense.
A dirlo, i dati diffusi dall’American Iron and Steel Institute che nelle scorse ore ha annunciato l’ammontare della produzione siderurgica complessiva e fino al 1° ottobre scorso pari a 67,17 milioni di tonnellate, in calo dell’1,8% rispetto ai 68,43 milioni di tonnellate del 2015, anno, quest’ultimo, considerato non certo tra i più felici della storia dell’acciaio a stelle e strisce.

Disponibilità alla collaborazione e fiducia nella correttezza del mercato e nei risultati dell’indagine antitrust. All’indomani della notizia dell’allargamento ad altre realtà dell'indagine sul presunto cartello sul tondo per cemento armato, il presidente di Federacciai Antonio Gozzi conferma quanto ribadito anche nelle precedenti occasioni: «Ho incontrato il presidente di Agcm Giovanni Pitruzzella in aprile, consegnando uno studio che abbiamo realizzato in Federacciai sul funzionamento del mercato del rottame e del tondo per cemento armato.

La distribuzione europea di acciaio si interroga sulle sfide del futuro. Il Regional Meeting di Eurometal della scorsa settimana, focalizzato sui centri servizio del sud Europa organizzato in collaborazione con Assofermet, ha visto affrontare nel corso dei primi interventi affidati al presidente dell'associazione dei distributori europei e CEO di Tata Steel Distribution Jens Lauber (immortalato nella foto in alto durante il suo intervento) ed a Justin Cox, Head of European Production di Lmc Automotive, alcune delle principali sfide dei prossimi anni.

È positivo il clima di fiducia delle imprese nel mese di settembre. Ad affermarlo il report diffuso quest’oggi da Istat, secondo il quale il dato aggregato dei quattro comparti di attività indagati evidenzia un passo in avanti, sino a toccare i 101 punti, a fronte dei 99,5 di agosto, e tornando ai livelli dello scorso giugno.

L’incremento dei prezzi nelle quotazioni dell’acciaio contribuisce a spingere verso l’alto gli utili delle grandi imprese cinesi ad agosto. A diffondere il dato aggiornato è l’Ufficio Nazionale di Statistica Cinese. L’ente ha evidenziato che nell’ottavo mese del 2016 gli utili delle grandi imprese industriali della Cina sono aumentati del 19,5% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente raggiungendo i 534,8 miliardi di yuan (circa 80 miliardi di dollari).

Un confronto franco, intenso e diretto. Senza tatticismi, ma a cuore aperto. Il primo incontro del tavolo Geografia e Mercato dell’Acciaio si è chiuso nel pieno spirito degli Stati Generali dell’ACCIAIO, con la filiera dell’acciaio che si è interrogata sulle proprie prospettive, con consapevolezza e con una forte dose di autocritica.

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