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Lievi flessioni, a maggio, per l’industria italiana. Sulla scorta dei dati diffusi da Istat, infatti, viene evidenziato come il fatturato del quinto mese dell’anno in corso, rispetto al precedente, ha ceduto l’1,1%, mentre gli ordinativi hanno perso il 2,8%. La diminuzione del fatturato mostra andamenti simili sia sul mercato interno (-1,1%) sia su quello estero (-1,2%). Il calo degli ordinativi è dovuto soprattutto al mercato estero (-5,7%), mentre quello interno registra una flessione più contenuta (-0,6%).

Si assottiglia a 51 mila tonnellate il divario negativo mensile di produzione tra il 2015 e il 2016. E sul volume di 135,7 milioni di tonnellate prodotte a giugno è veramente un’inezia. Si assesta quindi ad uno 0,0% la variazione della produzione mondiale di acciaio a giugno, secondo i dati diffusi dalla World Steel Association.

Un nuovo approccio per provare a bypassare l’impasse della concessione di un possibile status di economia di mercato alla Cina. Un nuovo approccio frutto anche del vertice Cina-Ue della scorsa settimane, che fonda la propria strategia su tre assi fondamentali: il rispetto da parte dell’Ue degli impegni WTO, la separazione della questione della concessione dell’economia di mercato alla Cina dalle pratiche antidumping e una profonda riforma del sistema di protezione commerciale dell’Ue che non prenda più in considerazione lo status di economia di mercato o meno di un paese, ma il fatto che vi sia la presenza o meno di pratiche di dumping statale nella sua economia.

Si appesantisce di altre 79 mila tonnellate il saldo commerciale negativo per l’acciaio italiano. L’aggiornamento mensile di Federacciai relativo ai dati sul commercio estero di prodotti siderurgici evidenzia come il segno negativo del saldo commerciale sia salito a 1,403 milioni di tonnellate.

Il bilancio sul fronte delle importazioni è ancora simile a quello di un campo di battaglia. Nell’ultimo «Economic and Steel Market Outlook 2016-2017», Eurofer evidenzia che il deficit commerciale dell’Unione Europea è salito da 381.000 tonnellate medie mensili del 2015 a 911.000 tonnellate nei primi quattro mesi dell’anno in corso, frutto del doppio effetto di picco delle importazioni e frenata dell’export.

Ogni traguardo ambizioso necessita di due elementi inscindibili e irrinunciabili: obiettivi chiari e minuziosa pianificazione. Sembra aver seguito questo modello il processo di profonda trasformazione messo in atto da Euro Sider Scalo, azienda di Cividate Camuno (BS) operante nella commercializzazione di prodotti in acciai speciali (tondi laminati, pelati, trafilati, fucinati) e sorta nel 1987.

L’esercizio 2015 di Euro Sider Scalo si è chiuso con un risultato positivo leggermente superiore a quello dell’anno precedente. I ricavi delle vendite si sono attestati a 26,8 milioni di euro, con un incremento del 2,4% rispetto al 2014. Il risultato lordo della gestione caratteristica (Ebitda) è stato pari a 2,2 milioni di euro, con un aumento dello 0,5%.
La redditività netta della gestione caratteristica (Ebit) presenta un valore positivo di 1,9 milioni di euro, con una diminuzione di circa l’1%.

Dopo il Parlamento, anche il Comitato Economico e Sociale Europeo manda un segnale forte alla Commissione Europea sulla contrarietà alla concessione dello status di economia di mercato alla Cina. Con l'approvazione quasi all'unanimità (194 favorevoli e solo quattro contrari) dei pareri forniti dalla CCMI (Commissione Consultiva per le Trasformazioni Industriali) a firma del relatore Barceló Delgado e dei correlatori Enrico Gibellieri e Gerhard Kreuzer, di fatto anche i membri del CESE si aspettano un parere contrario della Commissione al Mes.

I decisori politici «devono mantenere la loro posizione» rispetto alla non concessione di status di economia di mercato alla Cina nel vertice Ue di domani, mercoledì 13 luglio. È questa l’esortazione di Eurofer riportata in una nota per la stampa e rivolta alla politica continentale, caldeggiata a dire no a Pechino, in quanto non ancora ottemperante dei suoi impegni con l'OMC.

Una possibile «fiammata» per le quotazioni del rottame anche nella seconda parte dell’anno. Ne è convinto il presidente di Fersovere, Romano Pezzotti, che, intervistato da Siderweb, descrive così il primo semestre del mercato del rottame.

 

Una fiammata da +50%
«Come emerso anche dai vostri approfondimenti, il 2016 ha vissuto un primo trimestre di estrema fiacchezza – spiega Pezzotti -. Fiacchezza in cui hanno avuto un ruolo diversi fattori, per citarne uno il blocco dell’export di tondo dovuto al nuovo sistema delle licenze in Algeria, che si è fatto sentire soprattutto a gennaio.

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