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News 2011

Lucchini ricorre alla cassa integrazione a causa delle difficoltà del mercato

By 23 Novembre 2011No Comments

L’altoforno di Piombino sta vivendo l’ennesima fase critica della sua travagliata storia recente. Dopo le difficoltà legate alla ristrutturazione del debito di 770 milioni, la crisi del comparto siderurgico ha costretto la direzione a decidere per l’avvio della cassa integrazione (come riportato da lanazione.it) di 400 dipendenti dei reparti laminazione, ad esclusione del treno rotaie, a partire da metà dicembre.
L’altoforno, per ragioni di costi, non può lavorare al di sotto di determinati standard di produzione: le 2700 tonnellate al giorno che si era tentato di produrre non bastano a garantire il sostentamento di un impianto che dovrebbe marciare a 4200 tonnellate giornaliere.
Le previsioni per il 2012 non danno adito a speranze di ripresa, pertanto, dal 24 dicembre al 18 gennaio, l’altoforno sarà fermato con la conseguente cassa integrazione per 2200 dipendenti. Lo stop è temporaneo ma è comunque un segnale negativo in una ambiente che aveva visto pochi giorni fa scendere in piazza 4000 persone per manifestare il proprio disagio dovuto alla forte incertezza che il personale di Lucchini e tutto l’indotto sta vivendo. Proprio le aziende appaltatrici, poi, aggiungono protesta alla protesta, visto che l’acciaieria di Piombino, in crisi di liquidità, sta ritardando i pagamenti delle forniture.

A. Sabini Fender

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