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Poco o nulla è cambiato nel mercato italiano del rottame negli ultimi sette giorni: i prezzi sono rimasti sostanzialmente invariati in un contesto di domanda ridotta da parte delle acciaierie a causa della forte incertezza sia sul fronte dei costi sia su quello della domanda di prodotti finiti.

«Il prezzo dell’energia si è leggermente ridimensionato rispetto alle punte di qualche settimana fa – ha commentato un produttore –. Tuttavia, la forte volatilità continua a preoccuparci». In questa situazione, le produzioni continuano ad essere programmate giorno per giorno, non solo per colpa della crisi energetica ma anche a causa della carenza di richiesta di prodotti finiti. «Ci sono i presupposti per ulteriori rallentamenti produttivi», ha aggiunto la stessa fonte, spiegando che «i prezzi dei prodotti finiti sono schiacciati dall’elevato costo dell’energia ma non c’è molto margine per farli scendere. Qualsiasi ulteriore ribasso appare insostenibile e quindi si andrà inevitabilmente incontro a una riduzione degli output».

Diversi commercianti hanno confermato lo stesso quadro di generale pessimismo. «I prezzi del rottame si stanno mantenendo stabili, ma le acciaierie non stanno acquistando – ha commentato una fonte –. Pertanto, si tratta di prezzi “sulla carta” che servono solo a sostenere le quotazioni dei prodotti finiti».

Sempre secondo qualche commerciante, forse il mercato turco, che nell’ultima settimana è rimasto in standby, «potrebbe avere un certo impatto positivo su quello italiano qualora ripartisse nei prossimi giorni con acquisti a prezzi in rialzo».

 

FONTE: SIDERWEB.COM

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