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Stesso livello di crescita del mese precedente per l’acciaio mondiale ad ottobre 2017.

 

Nel report mensile della World Steel Association,   si registra un output complessivo dei 66 Paesi censiti di 145,254 milioni di tonnellate mensili (+5,9% rispetto ad ottobre 2016), che portano il totale annuale a superare gli 1,41 miliardi di tonnellate, pari ad una crescita del 5,6% rispetto al dato dei primi 10 mesi dell’anno nel 2016. 

In accordo con quanto registrato da gennaio ad ottobre, le principali aree siderurgiche mantengono una crescita equilibrata, con l’Asia a +6%, il Nord America a +4,1% e l’Europa a +3,7%.

Più forte invece il trend rialzista in l’Africa con un +14,3%, il Medio Oriente ad un +13,3% e i Paesi europei non compresi fra i 28 che salgono del 13,2%.

Se invece si considerano i singoli Paesi tra quelli che hanno una produzione mensile superiore al milione di tonnellate, in dieci mesi dall’inizio dell’anno, l’Iran non dà segni di cedimento e mantiene un saldo positivo del 20,9% (17,9 milioni di tonnellate), seguito ancora dalla Turchia con un +13,3% (31,01 milioni di tonnellate) e dalla Francia a +9,5% (13,09 milioni di tonnellate).

Il Brasile, con un +8,5% (28,51 milioni di tonnellate), si conferma in quarta posizione. Anche il quinto piazzamento non registra cambiamenti, con Taiwan, ad un +7,3% e 19,38 milioni di tonnellate.

Scala due posizioni invece l’India che con un guizzo da +6,4% supera la Cina e affianca il Messico in sesta posizione. I due Paesi registrano una produzione di 84,1 e 16,6 milioni di tonnellate.

La Cina si ferma ad un +6,1% e nonostante gli stop ambientali fa segnare un output di 709,5 milioni di tonnellate.

Ottavo posto in classifica per gli Stati Uniti con +3,9 (68,36 milioni di tonnellate), seguiti dalla Corea del Sud a +3,7% (59,1 milioni di tonnellate). Contro ogni pronostico sale nella top ten della crescita anche l’Italia con un +3,1% e 20,07 milioni di tonnellate di produzione.

In territorio positivo restano anche Russia (60,4 milioni di tonnellate), Germania (36,4 milioni di tonnellate), Canada (10,9 milioni di tonnellate) e Spagna (11,8 milioni di tonnellate) rispettivamente con un +3%, +2,7% (sia Germania che Canada), e +2%.

Variazioni negative infine per il Giappone -0,2% (87,2 milioni di tonnellate) e Ucraina -10,9% e (18 milioni di tonnellate).

Da segnalare infine come complice anche la crisi ucraina l’Italia sia riuscita a riconquistare la decima posizione nella classifica del 2017.

 

L’andamento della produzione mondiale a settembre e il confronto tendenziale con il nono mese del 2016 secondo la World Steel Association

 

 

 

 

Fonte: siderweb.com

 

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