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News 2007

Trasporti: Tensione per l

By 22 Giugno 2007No Comments

C’è una forte tensione nel mercato dei trasporti dedicati al settore siderurgico. Da gennaio a questa parte, infatti, i noli marittimi hanno visto lievitare le quotazioni. A darne conferma a Siderweb sono le parole di Sergio Mazzucchelli della Zaninoni International Forwarding Agent e di Giuseppe Domenighini della Logic Sped.

A gonfiare i listini è soprattutto l’esplosione dei flussi di acciaio via mare che ha rimesso “in ammollo” qualunque mercantile fosse in grado di galleggiare. «A partire dall’inizio del 2007 sulle operazioni di sbarco – ha dichiarato Domenighini – i costi hanno subito un incremento del 10% rispetto allo scorso anno».

La causa principale è l’intensificarsi degli scambi di prodotti siderurgici con la Cina, soprattutto sul versante delle importazioni dal Paese asiatico. Il forte incremento dei prezzi dell’acciaio che ha interessato il Belpaese nei primi mesi dell’anno ha spinto gli operatori del settore a forti acquisti di materiale dall’estero soprattutto nell’area del Far East.

«La conseguenza delle crescenti importazioni siderurgiche si fa sentire ora sui porti italiani – ha dichiarato Mazzucchelli – dove gli addetti ai lavori lamentano ritardi nelle operazioni di sbarco con tempi d’attesa in banchisa spesso troppo lunghi e costosi».

Questa situazione di impasse interessa i principali porti italiani nonostante Domenighini riscontri delle differenze. «Il porto di Ravenna è letteralmente ingolfato – ha spiegato lo spedizioniere – a differenza di Marghera che risulta essere in una situazione di minore emergenza». Ma perché questa differenza? «La minor presenza di materiale nello scalo veneto – continua Domeneghini – dipende dal disservizio offerto ai clienti lo scorso anno che ha portato quest’ultimi a cambiare porto».

Non si può certo dire che adesso la situazione sia rosea a Ravenna. « Gli arrivi sono giornalieri e le navi trasportano merce differente con tipologie di sbarco difficoltose – ha dichiarato il dirigente di Logic Sped -. Il porto non sta facendo nulla per strutturarsi a partire dalle infrastrutture insufficienti alle modalità operativo-organizzative che dovrebbero essere migliorate. Gli operatori sono infatti stanchi di lavorare in queste condizioni e già pensano di spostarsi verso gli scali del Tirreno come Genova e La Spezia».

Ad aggravare la situazione è lo stop dell’export. «Un’altra ragione che porta all’ingorgo dei porti – continua Mazzucchelli – è il rapporto sbilanciato tra importazioni ed esportazioni. Si è verificato infatti un vero e proprio arresto all’export che provoca forti disagi».

A differenza dello scorso anno quando si era riscontrato un buon flusso di merce verso l’estero. «Nel 2006 – ha spiegato Domenighini – le esportazioni, specialmente di tondo c.a., verso l’Algeria erano state forti. Al contrario quest’anno le vendite verso l’estero sembrano essere bloccate con l’unica eccezione dell’impiantistica che fa registrare ancora dei buoni flussi verso il Medio Oriente».

La merce viene quindi trattata male perché non ci sono spazi disponibili. A risentirne, di conseguenza, anche i trasporti su gomma vincolati ai porti. «Attualmente c’è una mancanza di camion – hanno spiegato i due spedizionieri -. Le operazioni di trasporto tra i porti ed il luogo finale di destino delle merci sono molto lunghe e creano ulteriori fastidi».

Per quando riguarda il trasporto terrestre svincolato dai porti si registra una situazione di equilibrio. Ma questa fase è destinata a cambiare. «Presto si registreranno tensioni anche nel trasporto su gomma – conclude Mazzucchelli -. A partire dal 15 luglio ci saranno le chiusure da fare ed allora sarà tutta un’altra storia». 

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