Skip to main content

L’Ue risponde all’acciaio europeo. Il vicepresidente Jyrki Katainen ha presentato oggi il documento da 13 pagine in cui la Commissione Europea affronta i problemi e propone eventuali strategia di soluzione per i nervi scoperti della siderurgia europea.

Difesa commerciale, sovraccapacità, innovazione, formazione ed ambientalizzazione i temi fondamentali affrontati nel documento da 13 pagine che punta dichiaratamente a supportare l’acciaio e riportarlo in una zona di eque condizioni operative rispetto ai competitor.

L’Ue vuole fare di più
«Dobbiamo fare di più per aiutare la siderurgia e altre industrie energivore ad adattarsi, innovare e competere sulla qualità, le tecnologie di punta, l’efficienza produttiva e una forza lavoro altamente qualificata – ha detto Katainen -. Abbiamo predisposto un numero senza precedenti di misure antidumping sui prodotti siderurgici: la Commissione è decisa a ripristinare la parità di condizioni a livello mondiale. Ci adopereremo per snellire ulteriormente le procedure, ma anche gli Stati membri devono agire di concerto e adottare con urgenza la proposta legislativa di ammodernare gli strumenti di difesa commerciale dell’UE per realizzare davvero scambi commerciali più equi».

 

Il primo obiettivo: la difesa commerciale
Per quanto riguarda la difesa commerciale l’Ue punta ad accelerare sulle tempistiche necessarie per l’adozione dei provvedimenti antidumping, stabilendo delle situazioni di particolare gravità che permettano di aggirare la lunga procedura burocratica attualmente in vigore, con la possibilità di far entrare in vigore le misure anche prima di averle notificate a tutti i paesi membri. Inoltre si vuole abolire la norma relativa ai dazi minimi di importazione tanto contestata dalle imprese siderurgiche. L’Ue vuole porre in atto anche un sistema di vigilanza preventiva, che possa far scattare determinati campanelli d’allarme anche senza attendere la denuncia a posteriori degli operatori.
Una particolare attenzione è stata dedicata anche al Mes alla Cina, sul quale la Commissione ha precisato che l’analisi è ancora in corso, e prima di prendere una qualsiasi decisione si sta conducendo uno studio approfondito dell’impatto che la concessione o meno dello status di economia di mercato potrebbe avere in Europa. Per questo è già stato chiesto agli stakeholders di far pervenire il proprio parere al fine di poter raccogliere il maggior numero possibile di informazioni e punti di vista.

 

Sovraccapacità una questione da risolvere a livello mondiale
Sul fronte sovraccapacità mondiale invece, l’Ue si propone di avviare un’opera di mediazione con i maggiori partner commerciali (Cina, Giappone, India, Russia, Stati Uniti e Turchia) oltre che a livello dello stesso G20 perché il problema venga affrontato in maniera costruttiva e organica.

 

Investire per continuare a crescere
È il Fondo Europeo per gli Investimenti Strategici lo strumento con il quale l’Europa vuole affrontare il problema dell’innovazione siderurgica. Fondo che ha una capacita da 315 miliardi di euro al quale attingere per il sostegno a progetti di innovazione e ambientalizzazione siderurgica è che ha già erogato un finanziamento da 100 milioni di euro ad Arvedi che va proprio in questo senso. Altre risorse possono essere ricavate dai fondi disponibili nel progetto Horizon 2020, che già sta sostenendo, ad esempio, il progetto Ulcos sulla riduzione delle emissioni di anidride carbonica nel processo siderurgico.

 

Investimenti non solo in impianti ma anche in formazione
Un capitolo a sé l’Ue lo dedica alla necessità di un’innovazione anche nella formazione del personale creando una sorta di agenda delle nuove competenze necessarie in una siderurgia che si evolve. Un passaggio in cui dovranno giocare un ruolo cruciale sia le parti sociali che i singoli stati membri, grazie alle risorse messe a disposizione sia del Fondo Sociale Europeo sia del Fondo Europeo di Adeguamento alla Globalizzazione.

 

Energia ed emissioni tra rischi ed opportunità
Ultimi temi presentati dal documento della commissione sono quello relativo ai costi energetici e quello per la riforma dell’Emission Trading System (ETS).
Sul fronte energia l’obiettivo sarebbe quello di arrivare ad un miglioramento a livello di sistema dell’efficienza energetica, oltre a promuovere una sorta di «cooperazione» tra i mercati energetici che possa stabilizzare il sistema dei costi energetici. Un documento dedicato a questo particolare tema è atteso per quest’estate.
Se l’Europa vede la riforma del sistema di gestione delle quote di emissione come un’opportunità, così non è per i siderurgici. Eurofer intatti ha definito più volte la riforma dell’ETS come un rischio, scontrandosi con i membri della Commissione che invece lo indicano come un aiuto al: «settore siderurgico ad ottenere un sostegno adeguato del contesto della distribuzione delle quote».

 

Dopo questo lungo elenco quel che appare evidente è che qualcosa nella Commissione Europea è cambiato nei confronti dell’acciaio. Anche l’Action Plan del 2013 sembra sia stato resuscitato, e l’Ue vuole affrontare in maniera seria i problemi.

 

In allegato il documento presentato all’UE

 

 

 

Fonte: siderweb.com

com2016-155-final_en.pdf

Close Menu