Un risultato peggiore di quello stimato dalla World Steel Association. Frena ancora l’output italiano di acciaio a luglio: in accordo con i dati diffusi oggi da Federacciai, nel settimo mese dell’anno infatti sono state sfornate 2,4 milioni di tonnellate di acciaio, l’8,9% in meno rispetto ad un anno fa. Al momento tuttavia la produzione complessiva nei primi sette mesi paga solo uno 0,8% nei confronti del 2011.

Ricontrollando i dati relativi a giugno si può notare come il maggior calo percentuale riguardi i lunghi, scesi del 14,7% a 1,01 milioni di tonnellate; in crescita del 2,7% invece i piani di cui nel sesto mese dell’anno sono state prodotte ben 1,1 milioni di tonnellate.

 

 

 

Fonte Siderweb.com

 

 

Leggere variazioni per i non ferrosi al LME. Nell’ultima rilevazione infatti il nickel registra un ribasso di 5 dollari la tonnellata, il rame segna -9 dollari la tonnellata mentre alluminio e zinco mettono a segno rincari di 48 dollari la tonnellata e 21 dollari la tonnellata.

 

Anche le quotazioni del petrolio segnano leggere variazioni, comprese tra il -0,62% e il +0,12%.

 

L’euro perde lo 0,01% sul dollaro e lo 0,02% sulla sterlina mentre guadagna lo 0,02% sullo yen e sul franco svizzero.

 

Fonte Siderweb.com

Se è chiaro che parlare di mercato adesso sia un po’ prematuro, serve però a chiarirsi almeno un minimo le idee dopo la lunga pausa agostana. Sia per i lunghi che per i piani, secondo gli operatori intervistati da Siderweb, nei prossimi giorni potrebbero profilarsi rincari, per diverse motivazioni. Sul fronte dei piani infatti l’incognita principale che potrebbe  dare il via agli aumenti è la questione dell’Ilva di Taranto, di cui resta difficile leggere la capacità produttiva e i cui listini vanno verso la direzione dell’aumento, che dovrebbe essere  ufficializzato nei prossimi giorni. Inoltre alla luce dei livelli di prezzo, molto bassi, delle materie prime potrebbe essere anche possibile che i prodotti in importazione diventino competitivi movimentando il mercato. Un primo effetto è l’immediato rincaro al rientro per i tubi, forse uno dei prodotti in precedenza con le quotazioni più sofferenti,  che cerca immediatamente di rialzare la testa dall’acqua.

Per i lunghi invece tutto è affidato al rottame, i cui rincari agostani potrebbero far scattare incrementi sui prodotti finiti, anche se tuttavia a preoccupare è una domanda depressa, e che senza l’avvio di nuove opere potrebbe restare tale. Ma maggior chiarezza arriverà tra il 4 e il 10 settembre.

Allo stato attuale comunque settembre si preannuncia come un mese in cui il mix di consumo apparente e reale potrebbe movimentare un po’ di materiale, ma per il resto sembra profilarsi all’orizzonte un autunno freddo e nonostante qualche punta di ottimismo e una grande speranza di fondo, la bilancia pende ancora una volta a favore del pessimismo e dell’incertezza, soprattutto da parte dei commercianti, alla luce del permanere della difficile situazione sul fronte pagamenti.

 

Fonte Siderweb.com

Pubblicati gli Extra di lega di Acciaierie Bertoli Safau per il mese di Settembre 2012

Pubblicati gli Extra di lega di Cogne Acciai Speciali per il mese di Settembre 2012

Pubblicati gli Extra di lega di Cogne Acciai Speciali per il mese di Agosto 2012

Pubblicati gli Extra di lega di Acciaierie Bertoli Safau per il mese di Agosto 2012

Prezzi dell’acciaio - Ancora in discesa le quotazioni dei prodotti italiani in acciaio. Secondo la rilevazione siderweb infatti solamente l’inox registra aumenti mentre il resto del paniere incassa ulteriori ribassi.

Stainless Steel Market Outlook - Tutti gli interventi dei relatori che hanno animato la quinta edizione dell’evento Siderweb dedicato al mondo dell’acciaio inossidabile. Disponibili sul sito tutti gli articoli. 

Ilva Spa - Il gruppo chiude il 2011 con una perdita di 35,5 milioni di euro contro un utile di 43,7 milioni di euro dell’anno precedente e con un reddito operativo di -360 milioni di euro contro - 261 milioni di euro nel 2010.

Bruno Ferrante - Nicola Riva lascia la presidenza, al suo posto Bruno Ferrante. Il dialogo con le istituzioni, con la cittadinanza e con le parti sociali: questa sarà la “missione” per il neo presidente dell’Ilva.

Ferrosider - Bilancio 2011 positivo per il gruppo Ferrosider. Il risultato operativo della gestione industriale si è attestato a 2,9 milioni di euro, con un incremento del 41,2% rispetto al precedente esercizio. L’utile ha raggiunto quota 854.000 euro, quasi il doppio rispetto al 2010.

Officine Tecnosider - Officine Tecnosider punta ad espandersi all’estero e conta di realizzare entro il 2016 due nuovi laminatoi, per lamiere da treno di qualità, oltre i confini italiani. «Il nostro obiettivo è replicare l’esperienza di successo di OTS in Italia» ha spiegato a Siderweb il direttore generale Giorgio Pinto.

Amato Stabiumi - «Per rimanere competitivi c’è una sola via: il consorzio di acquisto del rottame». Questa la proposta di Amato Stabiumi, amministratore delegato di Siderurgica Investimenti, lanciata durante la presentazione del bilancio della holding siderurgica.

Siderurgica Investimenti - Fatturato vicino al miliardo e mezzo per la Siderurgia Investimenti. La holding, che controlla tra le altre anche Alfa Acciai, ha infatti ottenuto un incremento del 17,8% del giro d’affari, arrivando a 1,47 miliardi di euro, con un utile netto di 3,626 milioni di euro (-39,3%).

 

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Mercoledì, 11 Luglio 2012 08:42

Siderurgia: raggiunto il picco ?

 

Secondo un recente articolo del Financial Times, la siderurgia potrebbe aver raggiunto il picco massimo di sviluppo; in base a quanto riportato dall’autorevole quotidiano britannico, il livello produttivo mondiale dovrebbe infatti attestarsi e stabilizzarsi intorno ad 1,5 - 1,6 miliardi di tonnellate annue, che consiste essenzialmente all’output previsto per il 2012.

A sostegno di questa tesi, la testata finanziaria inglese cita le opinioni di vari esperti finanziari e del settore, tra cui Eiji Hayashida, CEO della giapponese JFE, e Peter Marcus, managing partner di World Steel Dynamics, che, con parole diverse, esprimono lo stesso concetto: il mondo dell’acciaio deve fare i conti con un’economia che non ha più margini di sviluppo. Le strade per garantire un futuro alle aziende del settore sono quindi quelle della differenziazione e della ricerca della qualità.

Sempre secondo il Financial Times, la stessa Cina, che finora ha trainato la siderurgia mondiale,  desta preoccupazione in virtù di possibili rallentamenti tanto nella produzione quanto nei consumi.

A fronte di quelli che comunque, per quanto autorevoli, sono pur sempre pareri, sono i dati di fatto che forniscono al problema chiavi di lettura più oggettive; non si possono però non prendere in considerazione alcuni segnali significativi che giungono dalle attività messe in atto soprattutto dai grandi gruppi siderurgici per riorganizzare i propri stabilimenti, rendendo le imponenti strutture societarie più sostenibili nel mercato attuale. A tal proposito, allo sguardo degli operatori del settore non è sfuggita ad esempio la volontà di ThyssenKrupp di fare a meno dell'acciaieria Siderurgica do Atlantico (Brasile) e del centro di produzione acciai piani di Calvert (USA), due progetti collegati tra loro e costati complessivamente 12 miliardi di euro al gruppo tedesco, che ne aveva pianificato la realizzazione prima della crisi del 2008/2009.

 

A. Sabini Fender

 

E’ calato anche per quest’anno il sipario sulla fiera di Düsseldorf, dedicata agli impianti e tecnologie per la lavorazione del tubo, ma che, per l’importanza che ha acquisito e per il forte carattere internazionale che le viene riconosciuto, riesce a focalizzare interesse ed attenzione dall’intero mondo della siderurgia.

La kermesse si è articolata in 5 giorni, e dopo i primi due, sostanzialmente interlocutori, è entrata nel vivo, con una progressiva crescita di visitatori tra mercoledì e giovedì, fino al calo fisiologico dell’ultimo giorno, tradizionalmente dedicato più alle attività di commiato che ai contatti commerciali veri e propri.

Le impressioni ricavate dalla fiera sono globalmente incoraggianti: buona la presenza di espositori e di ospiti, indicazione già di per se positiva in una situazione di mercato globale fortemente frenata da venti di crisi.

La sensazione che si respira è di una grande operosità, nel tentativo di cercare sbocchi alternativi e nuovi orizzonti in cui investire per far fronte alla stagnazione dei mercati tradizionali.

Volgere lo sguardo al di fuori dei confini continentali, verso India, Brasile, Cina e gli altri paesi emergenti potrebbe essere la medicina per guarire le economie dei paesi europei ed occidentali in generale.

Secondo gli operatori presenti in fiera, però, la bontà della fiera verrà valutata a partire dalla sua chiusura: consolidare e concretizzare i numerosi contatti avuti sarà il leitmotiv dei prossimi mesi.

 

A. Sabini Fender

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