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Giovedì, 07 Febbraio 2019 06:00

Produttori: salvaguardia da correggere - I contingenti di incremento dell’import per il 2020 e 2021 vanno armonizzati ai consumi

«La recente volatilità del mercato e del commercio ha avuto un forte impatto sull'industria siderurgica europea. Queste misure di salvaguardia devono arginare il fenomeno. La chiave del successo del provvedimento è racchiusa nella sua durata».

Questo il commento finale del direttore di Eurofer Axel Eggert sulle misure definitive di salvaguardia pubblicate oggi sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea. Una misura di cui Eurofer, come già ribadito in passato, denuncia alcuni limiti. «Queste misure sono completamente giustificate in considerazione della distorsione scatenata sul mercato europeo dalle misure della section 232 e dall’overcapacity globale» ha aggiunto Eggert.
Eurofer resta però ampiamente critica sugli incrementi annui del 5% delle quote di import previsti per il 2020 e il 2021. Un «rilassamento» delle misure che rischia di inficiarne l’efficacia, «soprattutto nel 2019, che sul fronte della domanda dovrebbe essere un anno piatto».
Per questo Eurofer esorta la commissione a valutare nel dettaglio la situazione del mercato al momento della prima revisione del provvedimento, prevista per il mese di luglio.

Sulla stessa linea anche i produttori italiani rappresentati da Federacciai, come spiegato dal direttore generale Flavio Bregant.
«In buona sostanza valgono le considerazioni elaborate sulla base della bozza del provvedimento – ha detto Bregant -. Una cosa che riteniamo fondamentale sarà far valere le due clausole di revisione presenti, vale a dire quella sui Paesi terzi, in particolar modo per l’Indonesia, e quella relativa alle quote di aumento all’import».
Per Federacciai l’incremento della domanda europea per il 2019 è stimabile in uno 0,5% rispetto all’anno precedente e aumentare l’import del 5% vorrebbe dire «perdere quella vocazione all’equilibrio del sistema alla base dell’intero provvedimento».
«Alla luce dei dati sulle importazioni conclusivi del 2018 – conclude Bregant - sarà evidente come l’introduzione dei dazi americani abbia comportato un incremento anomalo delle importazioni in Europa e come debbano essere rivisti i numeri su cui la Commissione ha basato il provvedimento».

 

 

Fonte: siderweb.com

Ultima modifica il Mercoledì, 06 Febbraio 2019 07:41

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