Martedì, 18 Ottobre 2016 00:00

Domanda di acciaio in leggero recupero nel 2017 - Per lo «Short Range Outlook» della World Steel Association la richiesta toccherà 1,51 miliardi di tonnellate

Un 2017 migliore del 2016 per la domanda mondiale di acciaio. Queste le attese della World Steel Association sintetizzate nello Short Range Outlook che accompagna l'Annual Meeting dell'associazione.
Da Dubai, infatti, l’associazione mondiale dei produttori siderurgici annuncia di attendersi nel 2017 un recupero della domanda di acciaio nell’ordine del +0,5%, pari a volumi di acciaio per 1,51 miliardi di tonnellate complessive.

Un dato che però, come esplicitato nella nota di commento al documento, dovrà fronteggiare ancora una serie di incognite a livello globale. Tra queste compaiono gli effetti della Brexit, i debiti corporate cinesi e i rincari di dollaro e jen che stanno condizionando le relative economie. Il tutto a fronte di investimenti che restano ancora a livelli troppo bassi, soprattutto in ambito privato.

Nel dettaglio, la crescita del Pil cinese toccherà nel 2016 il valore più basso dal 1990 e, nonostante gli incentivi, il rimbalzo del mercato immobiliare è più contenuto rispetto alla aspettative. E lo farà al punto da far scendere del 2% la domanda di acciaio in Cina dopo il -1% del 2016.
Il continente asiatico dovrebbe però «limitare i danni» ad un -0,4% grazie soprattutto al contributo dell’India, che dovrebbe guidare il recupero dell’area asiatica (Cina esclusa) stimato in un +4%.

Nonostante l’incertezza Brexit, l’Europa vedrà un rafforzamento delle richieste di acciaio che passeranno dal +0,8% del 2016 ad un +1,4% previsto per il 2017. Oltre all’uscita dell’Uk, tra le incertezze indicate per il continente europeo vi è anche la crisi dei migranti che sta creando tensioni politiche all’interno dell’Unione.

Infine gli Stati Uniti stanno mostrando un rafforzamento della propria economia che però al momento non sembra produrre gli effetti sperati sull’industria a causa, da un lato, del caro dollaro che penalizza l’export e della crisi del fenomeno shale oil a causa del calo delle quotazioni del petrolio.

 

In allegato la tabella dettagliata

 

 

 

 

 

Fonte: siderweb.com

Ultima modifica il Lunedì, 17 Ottobre 2016 16:13

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