Giovedì, 20 Dicembre 2012 00:00

Lech Stahlwerke - L’intervista a Jochen Henze e Maurizio Romani

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Esiste un posto dove le acciaierie hanno utilizzato l’intera capacità produttiva nel 2012. Dove l’edilizia sta vivendo una congiuntura positiva e dove l’industria consuma acciaio. E questo posto è a pochi chilometri dall’Italia: in Baviera. Lo hanno spiegato a Siderweb Jochen Henze (direttore commerciale di Lech Stalwerke) e Maurizio Romani (responsabile per le vendite in Italia). «Il 2012 è stato un anno positivo per la nostra acciaieria – ha dichiarato Henze (nella foto a destra) -: lahenze_jochen_171212_200 capacità d’utilizzo degli impianti è stata sfruttata appieno e abbiamo prodotto circa 1,1 milioni di tonnellate di acciaio liquido. Delle nostre due linee produttive, il tondo per cemento armato e le barre in acciaio speciale, la prima ha registrato un incremento dei volumi, mentre la seconda ha leggermente rallentato». Per il 2013 le prospettive per Lech-Stahlwerke continuano ed essere buone: «il soddisfacente andamento dell’edilizia in Baviera e l’export di auto di alta gamma tedesche continueranno a sostenere la richiesta, che potrebbe risentire solo marginalmente del rallentamento del comparto degli autocarri». Qual è il segreto per continuare a crescere nonostante la crisi? «Per sopravvivere Lech Stahlwerke ha puntato molto sulla specializzazione, ampliando la gamma e incrementando la percentuale dei prodotti a maggior valore aggiunto. Per questo motivo negli anni scorsi abbiamo potenziato le nostre linee di finitura, al fine di «verticalizzare la produzione, fornendo prodotti finiti più pregiati ai nostri clienti». Per ciò che concerne il punto di vista di un’azienda tedesca sul mercato italiano, Romani (foto a sinistra) ha sottolineato che «rispetto al nostro mercato interno in Italia la situazione è diversa perché molti settori sono in crisi e con sovraccapacità. C’è una crescente difficoltà di molti clienti come gli stampatori, che sono messi sotto pressione dai loro clienti. Inoltre, per le barre di qualità, in Italia c’è una forte competizione sui prezzi». Per ciò che concerne maurizio_romani_small_171212_200la liquidità, ha continuato Romani, «noi lavoriamo solo con clienti assicurati. Se in Italia la liquidità rappresenta un grosso problema, in Germania la situazione è migliore, anche se si inizia a vedere qualche piccola incrinatura». Per il futuro, un altro aspetto importantissimo da seguire, oltre alla gamma, alla qualità ed alla solidità finanziaria, sarà «la flessibilità, necessaria a causa delle forti riduzioni di stock da parte dei clienti». Per ciò che concerne il comparto automotive «a livello globale la vendita di vetture salirà ancora – ha detto Henze – e le stime attuali indicano che entro il 2020 si raggiungerà quota 100 milioni di autoveicoli venduti all’anno. C’è ancora molto spazio per l’acciaio, per le forge e per la subfornitura in generale, anche perché certamente non assisteremo ad una fuga totale dall’Europa da parte delle case automobilistiche. Sicuramente sarà però necessario continuare a specializzarsi e ad innalzare costantemente sia il livello della qualità che la puntualità delle consegne».

 

 

Fonte: Siderweb.com

Letto 6579 volte Ultima modifica il Venerdì, 15 Marzo 2013 11:21

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