Sabato, 22 Settembre 2012 00:00

Beltrame - Parola d’ordine: concentrarsi sul core business

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Beltrame punta a ristrutturarsi per diventare più forte. Un po’ come quando su una pianta è giunto il momento di potare i rami che non portano frutti, per renderla più forte eliminando la dispersione di energie. Forse l’immagine potrà essere un po’ forte, ma è in questa direzione che vanno le scelte di riorganizzazione messe in campo dal board dell’azienda vicentina che punta a concentrarsi sul proprio core business, la produzione di laminati mercantili.

Ben si capisce quindi come mai l’azienda abbia deciso per la chiusura della ex Sidermarghera, specializzata nella produzione di parti per cingolati di macchine movimento terra, il cui mercato ormai si e spostato quasi totalmente ad oriente, rendendo non competitivi i prodotti e facendo risultare inutili e non remunerativi eventuali investimenti per il rilancio dell’azienda.

«L'interruzione della produzione è, infatti, irreversibile – precisa l’azienda in una nota -. Pur avendo tentato in tutti i modi di rilanciare lo stabilimento, predisponendo tra l’altro un piano di investimenti che avrebbe dovuto vedere impegnati circa 6 milioni di euro nel biennio compreso tra maggio 2011 e maggio 2013, Acciaierie Beltrame considera impossibile l'ottenimento del pareggio di bilancio in una situazione congiunturale che, almeno per quanto riguarda il settore dell'acciaio, non accenna a migliorare, anche a causa della concorrenza sleale degli impianti dell'estremo oriente. Il risultato di questa situazione, ormai economicamente insostenibile, è che, solo nel primo semestre 2012, contrariamente alle aspettative, l'impianto di Porto Marghera ha dovuto registrare un ulteriore flessione del 20-30% nel settore "movimento terra" con un conto economico che ha consuntivato perdite per 3 milioni di euro. Al fine di ridurre il più possibile l'impatto sociale derivante dalla chiusura dell’impianto e per valutare eventuali future manifestazioni di interesse da parte di imprenditori industriali, l’azienda, così come anticipato nell'incontro tenutosi in Prefettura lo scorso 7 settembre, conferma la disponibilità a sospendere la procedura di mobilità e ad attivare la procedura di cassa integrazione straordinaria per cessazione di attività».

In Italia inoltre resta ancora aperto anche il punto interrogativo sullo stabilimento toscano di San Giovanni Valdarno, sul futuro del quale dovrebbe tenersi un nuovo vertice nella sede della Regione Toscana il 20 settembre.

Ma la razionalizzazione delle strutture produttive del gruppo riguarda però anche l’Europa come conferma il responsabile delle risorse umane dell’azienda Roberto Valente.

«L’intenzione dell’azienda è quella di concentrarsi sulla produzione di laminati mercantili, da sempre il nostro core business. Non possiamo però ignorare come il difficile contesto produttivo imponga di fare scelte che vadano nell’ottica della migliore efficienza e della razionalizzazione. In questo senso vanno anche le chiusure dei laminatoi in Belgio e Lussemburgo della controllata Lme (Laminés Marchands Européens), concentrandosi invece sull’ottimizzazione dei siti francesi in cui vi erano già sia l’acciaieria che due laminatoi».

 

Fonte: Siderweb.com

Letto 4877 volte Ultima modifica il Venerdì, 15 Marzo 2013 11:21

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