Venerdì, 16 Luglio 2010 00:00

Sette giorni d’acciaio - Un breve focus sulla settimana siderurgica appena trascorsa

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Italia & prezzi dell’acciaio – Scendono ancora i prezzi dei prodotti siderurgici italiani. È quello che emerge dalla rilevazione effettuata da Siderweb tra gli operatori del comparto. A parte i piani in inox, il comparto registra cali anche pesanti come nel caso dei coils a caldo (-35/40 euro la tonnellata) mentre il rottame subisce un rallentamento e scende da un minimo di 15 euro la tonnellata per le demolizioni ad un massimo di 25 euro la tonnellata per le altre categorie rilevate.

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Classifica mondiale produttoriArcelorMittal si conferma al primo posto nella classifica mondiale dei produttori di acciaio con 77,5 milioni di tonnellate prodotte nel 2009. La lista, pubblicata dalla World Steel Association vede al secondo posto il gruppo cinese Baosteel con 31,3 milioni di tonnellate mentre sul terzo gradino del podio troviamo Posco con 31,1 milioni di tonnellate di acciaio. Per ciò che concerne gli italiani in classifica, al primo posto c’è sempre Riva, che però scende dalla 16° alla 18° posizione del ranking con una produzione di 11,3 milioni di tonnellate contro le 16,9 milioni di tonnellate dell’anno precedente.

Cina e Prezzi – Scendono ancora le quotazioni dei prodotti siderurgici cinesi. Secondo le rilevazioni della China Iron And Steel Association, infatti, per la terza settimana consecutiva il maggior ribasso è delle lamiere a freddo che perdono circa 19,3 euro la tonnellata (-3,38%), seguite a livello percentuale dalla vergella -3,14%. Le lamiere da treno scendono di 12,4 euro tonnellata mentre il tondo per cemento armato perde il 2,81%. Le lamiere zincate calano del 2,15% seguite dai coils a caldo con -9,2 euro tonnellata, lamiere a caldo -8,4 euro tonnellata e i tubi senza saldatura anch’essi a -8,4 euro tonnellata e -1,56%.

Samuel Pengel – Il credito e i pagamenti restano tutt’ora in affanno nel settore acciaio in Italia. Questa è l’opinione di Samuel Pengel, country manager di Atradius per l’Italia, convinto però che la situazione non sia drammatica se confrontata con l’anno scorso. La recente crisi economica, inoltre, ha messo l’accento su uno dei rischi più insidiosi: il rischio di insolvenza dei clienti. Pengel ritiene infine possibile una ripresa dell’economia italiana solo dal 2011.

Cogne Acciai Speciali – Chiude in rosso con un calo del fatturato vicino al 60% e un risultato negativo per 35 milioni di euro il gruppo siderurgico Cogne Acciai Speciali. Giuseppe Marzorati, presidente del cda del gruppo, ha spiegato che le ragioni del bilancio negativo sono da ricercare nell’eccesso della capacità produttiva europea, combinato con un livello delle scorte ai massimi storici e una capacità finanziaria poco flessibile dell’utilizzo. Inoltre, il calo delle materie prime ha ulteriormente contribuito all’erosione del fatturato.

Tuxor – Positivo invece, nonostante la crisi, il bilancio 2009 di Tuxor. Il gruppo chiude l’anno con un utile superiore al milione di euro e con volumi per 60.000 tonnellate, di cui 45.000 di tondo.

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Letto 4886 volte Ultima modifica il Venerdì, 15 Marzo 2013 11:21

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