Lunedì, 21 Giugno 2010 00:00

Assemblea Generale di Federmeccanica - Gli interventi di Sacconi, Ceccardi e Emma Marcegaglia

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Mantova – Sono stati Emma Marcegaglia (presidente di Confindustria), Maurizio Sacconi (ministro del Welfare) e Pier Luigi Ceccardi (presidente di Federmeccanica) i protagonisti dell’assemblea generale di Federmeccanica che si è tenuta venerdì a Mantova.

Secondo Emma Marcegaglia «il 2009, con la sua crisi devastante, è ormai alle spalle ed il mondo ha ricominciato a crescere. L’Asia sta trascinando l’economia globale e l’Italia, attualmente molto forte nell’export verso Usa e Ue, dovrà lavorare per incrementare le proprie esportazioni verso quell’area». Oltre a ciò il nostro Paese «avrà bisogno di una semplificazione burocratica, di liberalizzazioni, di una minor presenza dello stato in economia e di un taglio “lineare” (penalizzando cioè di più chi ha sprecato di più) della spesa pubblica». A livello internazionale, invece, «servono regole comuni per tutto il mondo per regolare la finanza e ci vuole una leadership europea, con un maggiore coordinamento tra gli stati». Maurizio Sacconi, invece, si è soffermato sulle modifiche legislative proposte dal governo, ribadendo che la parola d’ordine dell’esecutivo sarà «meno stato e più società in economia» e, in quest’ottica, è prevista una riforma costituzionale per riconoscere il valore dell’impresa, togliendo le regole che imbavagliano il mercato. Dal punto di vista industriale, Sacconi ha rilevato che «dopo Cina, India e Brasile il Mediterraneo è la quarta area economica emergente del mondo. L’Italia è in una posizione strategica e dovrà fare di tutto per partecipare a questa crescita e goderne i frutti». Pier Luigi Ceccardi ha rilevato che «dal quadriennio che comincia nel 2008 l’Italia uscirà con un prodotto interno lordo diminuito di quattro punti percentuali. A fronte di un risultato positivo italiano ed europeo, però, la ricchezza mondiale sarà cresciuta di oltre 10 punti percentuali. La crisi sarà quindi durissima per tutti ma, per un Paese export oriented come il nostro, le opportunità non mancheranno. Per coglierle dovremo essere capaci di intercettare la domanda, riorientare i flussi esportativi verso i mercati in crescita e riposizionare l’offerta su tipologie e segmenti di prodotti a più alto valore aggiunto. Soprattutto in tempi rapidi dobbiamo recuperare competitività». Andando più nello specifico del settore della meccanica «nella seconda metà del 2009 si è avviata una moderata ripresa della produzione metalmeccanica che è proseguita nei mesi dell’anno in corso. I recuperi registrati, tuttavia, costituiscono tuttora una piccola parte dei volumi complessivamente persi durante la fase recessiva». Per favorire la crescita, anche del comparto metalmeccanico, «c’è bisogno di una terapia shock, liberando l’economia produttiva dal peso delle rendite, dei monopoli, delle corporazioni e delle sacche di economia protetta».

Emma Marcegaglia all'assemblea

Pier Luigi Ceccardi
 

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