Lunedì, 25 Febbraio 2008 00:00

Focus sulla settimana dal 18/02/08 al 22/02/08

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ArcelorMittal rimette mano su un importante portafoglio azionario. La società anglo-indiana ha infatti proceduto al riacquisto delle proprie azioni detenute dalla Carlo Tassara International del finanziare polacco Romain Zaleski. Il valore complessivo dell’operazione è di 1 miliardo e 165 milioni di euro.

Ancora un passo in avanti per i listini di ArcelorMittal a brevissima distanza dall’allungo registrato nei listini del minerale ferroso. Il produttore ha ufficializzato nuovi rincari per i prodotti piani.

In particolare, «gli aumenti di prezzo – si legge in nota – per i prodotti piani in Europa saranno di 40 euro/t». È un’operazione correttiva che porterà «il prezzo minimo dei coils a caldo a 600 euro/t», mentre «coils a freddo e rivestiti avranno un prezzo minimo di 680 euro/t».

Le trattative per il rinnovo del contratto di fornitura di minerale ferroso portano i propri frutti. Le giapponesi Nippon Steel, JFE Steel, Nisshin Steel e Sumitono Metals, la coreana Posco e la tedesca ThyssenKrupp hanno raggiunto l’accordo con la brasiliana Vale per il 2008. Le acciaierie pagheranno all’estrattore un aumento del 65% rispetto al prezzo pagato lo scorso anno.

Continua a crescere l’output mondiale di acciaio. Secondo i dati raccolti dall’IISI, infatti, a gennaio la produzione globale di acciaio è salita del 4,9% rispetto allo stesso periodo del 2007, portandosi a 113.039.000 tonnellate. Rallenta la marcia dell’Europa a gennaio. Il mese scorso infatti, le acciaierie del Vecchio Continente hanno sfornato 17,92 milioni di tonnellate, con un decremento dello 0,4% rispetto allo stesso mese del 2007. Bene invece l’Italia che fa segnare +6,6% rispetto al 2007 a 2,85 milioni di tonnellate.

Non si ferma la marcia dei prezzi nel mercato tedesco del rottame. Nel mese di febbraio, infatti, le quotazioni delle principali categorie della materia prima hanno fatto segnare un incremento con la sola eccezione del proler che perde, rispetto al mese precedente, lo 0,3%.

Novolipetsk e Duferco hanno annunciato un cambio nell’accordo per la gestione di Steel Invest & Finance (SIF), la joint-venture 50-50 attiva nella produzione dei piani in Europa e negli Usa. A partire da oggi, infatti, Novolipetsk avrà un'opzione perpetua per acquisire un’azione di SIF, controllando di fatto la maggioranza della società. Inoltre, a partire dal 18 febbraio 2010 Novolipetsk avrà una perpetua opzione per comprare, e Duferco per vendere, la restante partecipazione in SIF.

Il cambiamento dei termini dell’accordo non porterà però ad un cambio nella gestione di Steel Invest & Finance. Parola di Antonio Gozzi, amministratore delegato del gruppo Duferco.

«Ad un anno di distanza dalla firma dell’accordo ci eravamo impegnati a fare il punto della situazione – ha spiegato a Siderweb -. E ciò è stato fatto». Il risultato, in primo luogo, è stato «la proroga degli accordi di joint-venture fino a fine 2010, con il mantenimento della gestione Duferco degli impianti». In secondo luogo, «Novolipetsk, essendo una società quotata in borsa, ci ha chiesto, nel caso avesse bisogno di utilizzare la partecipazione nel consolidato, un’opzione su un’azione della joint-venture». Questa opzione, che «per ora non sarà esercitata», non muterà però i termini della gestione della joint-venture, che resterà “targata Duferco” almeno fino al 2010.

Il Gruppo CLN della famiglia Magnetto si allunga in Italia con due nuove braccia operative. La società torinese ha rilevato un centro di servizio, Commercio Nastri Speciali Spa (CNS), ed un rilaminatore, ITLA RLT Spa, per una capacità complessiva di 100 mila tonnellate annue.

CNS, situata a Grassobbio (Bg), è un centro di servizio del Gruppo Falck e conta una capacità produttiva di circa 40 mila tonnellate annue tra coils, nastri e lamiere e bandelle laminati a caldo in acciai non legati per usi generali, in acciai speciali, oltre a coils e nastri laminati a freddo non legati per uso generale.

ITLA RLT Spa, sempre del Gruppo Falck e collocata ad Oggiono (Lc), è un rilaminatore a freddo e centro di ricottura di nastri laminati a freddo e a caldo in acciai speciali. La capacità annua si aggira sulle 60 mila tonnellate annue.

Beltrame ritocca gli extra dimensionali sui laminati mercantili. L’azienda veneta ha reso noto che correggerà verso l’alto la componente aggiuntiva del prezzo a partire dal 25 febbraio.

«Questa manovra si è resa necessaria – ha spiegato a Siderweb Enrico Fornelli, direttore commerciale di Beltrame - per recuperare gli aumenti dei costi di produzione».

Siamo in una situazione nella quale il surriscaldamento dei costi, la scarsezza delle scorte da parte della produzione e le spinte internazionali legate alla domanda dei Paesi emergenti stanno prevalendo  - ha continuato Fornelli - e nel quale il legame tra consumo italiano e l’evoluzione delle quotazioni nel nostro Paese si sta facendo più flebile».

Per il prossimo futuro «mi aspetto che questa situazione di mercato possa continuare– ha previsto -: il laminato è destinato a salire ancora».

Dopo ThyssenKrupp, Nippon Steel e Posco anche l’Ilva raggiunge l’accordo per il contratto di fornitura di minerale ferroso per l’anno 2008.

L’azienda italiana ha infatti accettato le condizioni di Vale e pagherà un rincaro della materia prima del 65% rispetto allo scorso anno.

Tra lo stabile ed il rialzo. Questa è l’evoluzione dei prezzi dei prodotti lunghi in Italia nelle ultime due settimane. Secondo la rilevazione della Commissione Prezzi della Camera di Commercio di Brescia ad inizio febbraio le quotazioni dei prodotti da forno elettrico hanno subito un incremento generalizzato, con la sola eccezione del tondo per cemento armato, del trafilato a freddo e della rete, rimasti stabili.

Tirano il freno a mano le importazioni italiane di prodotti siderurgici dai Paesi Terzi nel primo mese dell’anno. A gennaio gli acquisti di acciaio da parte dei clienti italiani hanno toccato i 882.536 tonnellate, il 29,8% in meno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

È contrassegnato dal segno meno il comparto dei metalli e dei prodotti in metallo a dicembre. Secondo le rilevazioni Istat, infatti, nel mese preso in esame gli ordinativi del settore sono diminuiti dell’1,6% rispetto allo stesso periodo del 2006. Negativa anche la situazione del fatturato, con un +3% annuale.


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