Lunedì, 21 Gennaio 2008 00:00

Focus sulla settimana dal 14/01/08 al 18/01/08

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Vittorio Malacalza non sembra resistere al fascino dell’acciaio. Anzi, dopo la cessione della Trametal agli ucraini di Metinvest, il dinamico imprenditore italiano sembrerebbe pronto ad una nuova avventura proprio in ambito siderurgico. Malacalza potrebbe rafforzare la partnership con Baosteel integrando l’attività commerciale con quella, ben più pesante, della produzione.

In particolare, i cinesi potrebbero affiancare Malacalza nella costruzione di un nuovo grande laminatoio per la produzione di acciaio di qualità. Secondo le indiscrezioni, l’investimento complessivo dovrebbe essere di 600 milioni di euro per la realizzazione di un laminatoio a freddo che potrà lavorare fino a un milione e mezzo di tonnellate di acciaio l’anno e che sarà collocato nella vasta area di Ferrania dove già oggi la fabbrica produce (e continuerà a farlo) energia grazie ad una nuova centrale a biomasse.

Una campata in più per il capannone della Acciaitubi (tubi saldati e zincati) di Terno d’Isola. L’immobile della società guidata da Marco Berera sarà ampliato di 2.800 metri quadrati che andranno ad aggiungersi ai precedenti 20 mila. Il piano di sviluppo di Acciaitubi (che conta circa sessanta dipendenti), però, va ben oltre i semplici “muri”. L’azienda, infatti, punterà sulla crescita qualitativa del prodotto grazie a nuovi macchinari ed attrezzature che arricchiranno la struttura nel corso del 2008.

Due operai sono morti nella notte a Porto Marghera, mentre stavano lavorando nella stiva della nave panamense World Trader. Secondo una prima ricostruzione Paolo Ferrara, 47 anni, e Denis Zanon, 39, sarebbero morti per asfissia a causa dell'alta concentrazione di anidride carbonica nella stiva 4 che conteneva grano.

Le banchine del porto sono state bloccate a causa di uno sciopero indetto immediatamente dopo la diffusione della notizia della morte dei due operai. I camion che dovevano caricare o scaricare merci sono stati fermati fuori dall'area portuale. Filt Cgil, Fit Cisl e UIltrasporti hanno indetto poi uno sciopero in tutti i porti italiani con modalità da definire localmente. Per martedì 29 gennaio è indetta una assemblea unitaria dei quadri e dei delegati per decidere le ulteriori iniziative da intraprendere a sostegno della sicurezza nei porti.

Un mercato che brilla e che continuerà con grande probabilità a farlo anche per il 2008. È positivo il rating al settore siderurgico dato da Euler Hermes

Dall’inizio di questo decennio, il consumo apparente di acciaio aumenta del 6,5% l’anno (vale a dire due volte più velocemente rispetto al PIL mondiale), gonfiato a causa dello sviluppo intensivo di una serie di attività basate sull’acciaio nei paesi di nuova industrializzazione (NIC). Per soddisfare il fabbisogno, la maggior parte dei paesi produttori aumenta la propria capacità.

Quest’anno, la produzione mondiale di acciaio batterà, quindi, un nuovo record, superando il miliardo e 300 milioni di tonnellate (+6,7%).

La tendenza continua ad essere favorevole, a breve termine. Tuttavia, un rallentamento della domanda nei NIC potrebbe determinare uno squilibrio problematico della domanda e dell’offerta.

L’aumento delle esportazioni cinesi verso l’Europa (+100% in un anno) o gli Stati Uniti (+130%) continua a preoccupare i produttori locali. Vi è poi la questione dell’accesso strategico alle materie prime, tra cui i minerali di ferro (i tre leader controllano il 35% della produzione mondiale) o l’energia,  sempre più rari e costosi, che potrebbe penalizzare l’uso dell’acciaio a più lungo termine. Infine, le industrie siderurgiche, i cui paesi hanno ratificato il protocollo di Kyoto, si battono per restare competitive, con l’Unione Europea che ha recentemente fissato un nuovo obiettivo di riduzione del 20% delle proprie emissioni di gas serra entro il 2020, rispetto al 1990. Si profila quindi, una serie di sfide per la filiera.

Fa un piccolo passo avanti il rottame europeo a dicembre. Secondo le rilevazioni di Eurofer, il mese scorso le quotazioni medie della materia prima in Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito hanno subito un rincaro dello 0,9% rispetto a novembre per le demolizioni e il frantumato e dello 0,4% mensile per le cadute nuove. 

Sono i lunghi i protagonisti del mercato italiano alla riapertura. Nei primi giorni del nuovo anno, infatti, i prodotti da forno elettrico hanno mostrato gli spunti più interessanti, con prezzi in deciso aumento complice un rottame in tensione rialzista. Il grande protagonista della riapertura è il tondo per cemento armato, che dopo aver raggiunto dei livelli molto bassi a fine dicembre sta recuperando terreno in fretta. Bene anche i laminati mercantili  che hanno recuperato una ventina di euro la tonnellata nelle ultime settimane, tornando intorno a quota 300 euro (prezzo base).

Sul versante delle travi, invece, l’attenzione è rivolta agli extra: i produttori si stanno impegnando per far attecchire i nuovi listini degli extra dimensionali, mentre per ora le quotazioni base sono sostanzialmente stabili.

Per ciò che riguarda i prodotti da altoforno, invece, si registra una situazione meno “bollente”. Al momento attuale le quotazioni dei piani sono stabili mentre i tubi saldati stanno mostrando maggiore tensione.

A dicembre le prime avvisaglie, a gennaio la conferma: il mercato del rottame resta in tensione rialzista. Lo conferma anche il report di Nuovo Campsider.

«Oggi – ha spiegato a Siderweb il presidente, Cesare Pasini – il mercato è condizionato dagli ordini d’acquisto effettuati dalle acciaierie turche. È un fattore che impatta sulla piazza comunitaria. Ecco perché “tira aria di rialzi”». In Italia, però, ci sarebbe un elemento in grado di limitare la pressione. «Le acciaierie hanno buone scorte di rottame e questo – ha concluso – potrebbe calmierare il mercato nazionale».

Dopo il rallentamento di ottobre, mese nel quale l’Italia aveva importato solamente 13.785 tonnellate di inox, riprendono quota gli arrivi di inossidabile extracomunitario a novembre. Nel mese preso in esame, infatti, sono giunte nei porti italiani 18.871 tonnellate di inox, con un incremento del 37% rispetto al mese precedente. Rimane sostenuto, invece, il ritmo delle importazioni comunitarie di inossidabile. Ad ottobre le consegne delle acciaierie europee ai clienti italiani hanno toccato quota 54.149 tonnellate, in linea con la media annuale.

Battuta d’arresto per la produzione del comparto dei metalli e dei prodotti in metallo a novembre. Nell’undicesimo mese del 2007, infatti, l’indice corretto per i giorni lavorativi del settore ha fatto registrare un calo di 3,4 punti rispetto al mese precedente e di 8,6 punti rispetto al 2006.

È ancora contrassegnato dal segno più il comparto dei metalli e dei prodotti in metallo a novembre. Secondo le rilevazioni Istat, infatti, nel mese preso in esame gli ordinativi del settore sono cresciuti del 12,6% rispetto allo stesso periodo del 2006. Positiva anche la situazione del fatturato, con un +1,4% annuale.

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Letto 5912 volte Ultima modifica il Venerdì, 15 Marzo 2013 11:21
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