Lunedì, 10 Dicembre 2007 00:00

Focus sulla settimana dal 03/12/07 al 07/12/07

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Ennesimo passo verso il mercato d’Oriente per ArcelorMittal. Il primo produttore siderurgico al mondo ha siglato un accordo di cooperazione con China Oriental Group Company e con le sue controllate.

ArcelorMittal condividerà con la società cinese il know how tecnologico di cui dispone per sostenere la crescita di China Oriental Group che punta a diventare un leader nel campo della produzione di laminati di grosse dimensioni.

Scende l’extra rottame di ArcelorMittal per il mese di dicembre. La componente aggiuntiva del prezzo delle travi, infatti, sarà di 117 euro la tonnellata, contro i 121 euro/t del mese di novembre. Si tratta del livello più basso dal febbraio 2007.

Novembre in calo per il rottame europeo. Secondo quanto reso noto da Eurofer, infatti, il mese scorso le quotazioni medie della materia prima in Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito hanno subito un calo compreso tra il 2,2% delle cadute nuove ed il 2,6% del frantumato rispetto ai livelli raggiunti ad ottobre.

Come sarà il 2008 d’acciaio? Una domanda, molte risposte. In un mondo siderurgico che ormai non conosce limiti geografici, i fondamentali restano buoni. In altre parole: consumo globale in netta ascesa, sostenuto da ottime performance di paesi noti e meno noti. Se la cavalcata Del BRIC (Brasile, Russia, Cina ed India) è cosa nota, forse lo è meno che c’è un intero globo che ferve, compresa la tanto snobbata Africa Nera. Se ne è parlato durante l’undicesimo “Steel Market Outlook”, appuntamento organizzato da Siderweb.com in collaborazione con Isfor 2000, istituto di formazione bresciano che ha ospitato l’incontro.

Si tinge ancora di rosso la variazione dei prezzi dei prodotti lunghi. Le rilevazioni della Commissione Prezzi della Camera di Commercio di Brescia, infatti, sono quasi interamente votate al ribasso. Che i prodotti in questione siano travi, tondo c.a. o laminati, la sostanza non cambia: le quotazioni si smussano ancora.

Sarà una fine d’anno senza fibrillazioni di rilievo quella che caratterizzerà il mercato del rottame. Questa, in sintesi, la visione del’imminente futuro secondo Nuovo Campsider.

«Per il mese di novembre – ha detto a Siderweb il presidente di Campsider, Cesare Pasini – abbiamo rilevato, nel mercato italiano, quotazioni in linea col mese precedente. Solo le categorie di rottame di qualità pregiata hanno risentito di alcune tensioni». Sul versante dei volumi, «i parchi rottame alle acciaierie – ha detto – sono ben riforniti e gli arrivi costanti, anche se la questione legata alla natura giuridica del rottame è ancora irrisolta».

Sarà la vicinanza della pausa invernale l’elemento determinante delle politiche di acquisto per il rottame. Così si apre la nota di mercato redatta da Assofermet. «Da un lato – si legge in nota - , la necessità di arrivare al periodo delle festività di fine anno con

scorte sufficienti a superare il rallentamento della logistica, determina una prevalenza della domanda sull’offerta che mette i prezzi in tensione. Dall’altro lato, la prevista fermata della produttività attenua la necessità di approvvigionamenti».

In questo contesto, «le categorie di maggior pregio potrebbero apprezzarsi in misura maggiore di quelle di qualità inferiore, pur in un livello di quotazioni che non dovrebbe discostarsi molto da quello di novembre».

Cresce l’export italiano di acciaio nei Paesi extracomunitari. Tra gennaio ed ottobre, infatti, le vendite all’estero di prodotti siderurgici “made in Italy” sono ammontate a 4,319 milioni di tonnellate, con un incremento dell’1,9% rispetto allo stesso periodo del 2006. Nei primi dieci mesi dell’anno la bilancia commerciale italiana è stata in rosso per 7,061 milioni di tonnellate, contro i -5,718 milioni di tonnellate dello scorso anno.

Rallenta ancora il ritmo delle importazioni italiane dai Paesi Terzi ad ottobre. Secondo i dati doganali, infatti, nei primi dieci mesi dell’anno i prodotti siderurgici provenienti dai Paesi extracomunitari entrati in Italia sono stati 11,38 milioni di tonnellate, con un incremento del 14,3% rispetto al 2006. A settembre, invece, si era registrato un +21,1%.

Dopo un ottobre con il freno tirato, gli arrivi di acciaio e rottame a Porto Marghera ripartono a novembre. Lo scalo veneto, nel mese preso in esame, ha accolto sulle sue banchine 275.078 tonnellate di prodotti siderurgici, con un incremento del 42,5% rispetto al mese precedente. Nei primi undici mesi dell’anno i volumi delle importazioni passate attraverso Porto Marghera sono ammontati a 2.813.753 tonnellate, 3.021 tonnellate in meno rispetto allo stesso periodo del 2006.



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Letto 7065 volte Ultima modifica il Venerdì, 15 Marzo 2013 11:21
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