Lunedì, 02 Luglio 2007 00:00

Focus sulla settimana dal 25/06/07 al 29/06/07

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Un miliardo di dollari per gli Usa. Sarà questa la somma che Severstal investirà nella modernizzazione dell’ex Rouge Steel, acquistata tre anni or sono dal gruppo russo.

Nei prossimi tre anni, infatti, Severstal spenderà 450 milioni di dollari per ridurre le emissioni, i costi di produzione ed aumentare la gamma dei prodotti. Altri 500 milioni di dollari saranno impiegati a partire dal 2009 per nuove tecnologie per la ricottura, lo stampaggio e la saldatura.

Nucor cresce. Il produttore statunitense, infatti, ha reso noto di aver acquistato Magnatrax per 280 milioni di dollari cash. Magnatrax, presente in 7 siti produttivi negli Usa, è un fornitore di strutture metalliche per il mercato delle costruzioni civili.

Il forte  incremento del prezzo del nickel nei primi mesi dell’anno è stato causato dal gap tra una domanda crescente di acciaio inossidabile, proveniente soprattutto dalla Cina, ed un’offerta incapace di allinearsi al rialzo.

Secondo le previsioni dell’Abare però, questo “dislivello” si assottiglierà nel 2008 quando l’offerta sarà superiore grazie alla nascita di nuove miniere. Di conseguenza anche le quotazioni ne risentiranno. Secondo gli studiosi infatti, il prezzo medio del nickel nel corso del prossimo anno sarà di 35.000 dollari alla tonnellata.

Si ferma la galoppata dei prezzi dello zinco. Secondo l’Australian Bureau of Agricultural and Resource Economics (Abare) infatti, le quotazioni del non ferroso, dopo la forte impennata fatta registrare nei primi mesi dell’anno, hanno subito una battuta d’arresto.

Nonostante lo stop, secondo gli esperti, il prezzo medio dello zinco nel corso del 2007 si attesterà a 3.580 dollari alla tonnellata, il 9% in più rispetto alla media del 2006.

Lo stesso discorso non riguarderà però il 2008. Secondo l’Abare infatti, grazie al futuro incremento della produzione, e di conseguenza, ad una offerta che potrà soddisfare la domanda, la media delle quotazioni del metallo sarà di 3.000 dollari alla tonnellata, il 17% in meno rispetto al 2007.

Sale lievemente il prezzo del rottame tedesco a giugno. Nel mese in corso le quotazioni della materia prima teutonica hanno fatto segnare un passo avanti compreso tra il +0,8% mensile del cesoiato e del lamierino e il +2,4% delle torniture.
Nei primi sei mesi dell’anno, tutte le categorie rilevate hanno mostrato un passo avanti.

La “mens” della Danieli si metterà in moto anche ad Est. La società di Buttrio ha infatti inaugurato in Ucraina la nuova struttura estera di progettazione, assistenza e vendita che si aggiunge a quelle già operanti in Polonia e Cina (Pechino). Il processo di internazionalizzazione del Gruppo farà un ulteriore passo avanti il prossimo 7 luglio, giorno in cui sarà inaugurato ufficialmente lo stabilimento produttivo Danieli Far East in Thailandia. L’operazione rientra in un piano ben più ampio che, avviato quattro anni fa, punta ad allargare i confini geografici della struttura e ad accrescere la competitività di Danieli. Presto, infatti, i rami si allungheranno fino a Calcutta e a Shanghai.

Trafilix passa agli annali un 2006 florido ricco di investimenti e con una “chicca” in più: lo stabilimento in Repubblica Ceca. L’operazione risale al 2006 ma è operativa solo dal febbraio 2007: è la Trafil Czech, società che ha sede a Klando in Repubblica Ceca e specializzata in trafilati a freddo, pelati e rettificati. L’obiettivo è quello di puntare a raggiungere una produzione di circa 40 mila tonnellate l’anno nell’arco dei prossimi due o tre anni.

Padana Tubi ha fatto della solidità patrimoniale un “must” dati gli oltre 44 milioni di euro in depositi bancari ed i nulli debiti verso le banche che si leggono nel bilancio 2006 del produttore siderurgico il cui patrimonio netto è cresciuto del 25% per attestarsi a 251 milioni di euro. È un dato importante che ben si inserisce in un rendiconto economico che vede la Spa reggiana archiviare un anno con  ricavi per 620 milioni di euro, il 45,6% in più dell’anno precedente. Il valore della produzione ha raggiunto i 640,2 milioni di euro (+52,2%). Sul versante dei costi, la società ha sborsato 550 milioni di euro (+38,3%) di cui 485 come acquisti, 31,9 per servizi e 18,1 per il personale. Le imposte hanno “pesato” per 33,5 milioni di euro portando l’utile netto a quota 54,2 milioni di euro.

È un buon consolidato quello del Gruppo Co.Ge.Me (ingloba l’82,7% della Siderimpex). Crescono i ricavi e gli utili con una redditività che si mantiene su buoni livelli. Il quadro di sintesi non può che tener conto di un mercato senza dubbio in fase positiva che ha contribuito ad alimentare carnet d’ordini, vendite e fatturato. Non è un caso che il Gruppo, guidato da Mauro Oliani, abbia registrato volumi di vendita complessivi cresciuti del 4,2% con un attivo in salita del 21% (attestandosi a 58,2 mln euro) soprattutto grazie all’incremento dei volumi delle scorte.

Migliorano i “numeri” del bilancio di Commerciale Siderurgica Bresciana nel 2006. L’azienda presieduta da Mario D’Aprile, infatti, ha messo a bilancio un fatturato di 89,19 milioni di euro, con un incremento del 24,2% rispetto all’esercizio precedente. In crescita anche il costo della produzione (+23,6% a 86,44 milioni di euro). Dopo il pagamento delle imposte per 1,33 milioni di euro, l’utile d’esercizio è stato di 1,43 milioni di euro, con un aumento del 48,2% rispetto al 2005.

Potrebbero essere presto messe a tacere le voci di chi prospetta un calo nei prezzi dei laminati mercantili. Parola di Beltrame o, meglio, di Enrico Fornelli, direttore commerciale del gruppo siderurgico vicentino. La ragione è presto detta ed in piena linea con la più classica delle teorie economiche: meno produzione, meno offerta, meno spinte ribassiste.

Il Gruppo Beltrame, infatti, «fermerà lo stabilimento francese di Valenciennes per otto settimane a partire dalla fine della prima settimana di agosto» ha detto Fornelli a Siderweb. La fermata servirà per sostituire interamente il forno ed apportare modiche impiantistiche al laminatoio.

L’impatto sui prezzi potrebbe non essere lontano. «L’ammanco produttivo – ha detto Fornelli – alleggerisce la pressione sulle vendite. Pertanto, il primo effetto sui prezzi sarà la tenuta ed il consolidamento dei prezzi attuali. In seguito, non sono esclusi possibili ed imminenti ritocchi al rialzo dei listini».

C’è acciaio inox ed acciaio inox. Salvatore Salerno, direttore di Federacciai, lancia un appello sulla pericolosità di alcuni acciai inossidabili di importazione venduti come prodotti di qualità (serie 300) essendo, in concreto, prodotti di caratura ben inferiore (serie 200).

«Si segnala un numero crescente di prodotti contraffatti venduti con certificazioni di qualità false che non rispecchiano la vera natura del prodotto» ha detto Salerno a Siderweb. «Ad essere gabbate – continua il direttore – sono molte imprese utilizzatrici, anche medio-piccole, che ricorrono a acciai inossidabili importati dal Far East a prezzi nettamente più bassi di quelli e europei ma che celano molte insidie perché il composto metallurgico non rispecchia ciò che indica il certificato». Meccanica, edilizia, manifattura, grandi opere: settori diversi accomunati dallo stesso problema degli acciai “taroccati”. Come muoversi allora? «È necessario – ha aggiunto – un controllo più capillare a livello doganale. Le autorità doganali si sono dimostrate pronte a collaborare, nonostante i controlli tecnici comportino costi elevati».

Nel frattempo, le imprese italiane «potrebbero evitare rischi rivolgendosi all’acciaio “Made in Italy” che è senza dubbio di assoluta qualità».

Continua la crescita della produzione siderurgica in Italia. Nei primi cinque mesi dell’anno, infatti, l’output di acciaio tricolore è stato di 13,851 milioni di tonnellate, con un incremento del 2,8% rispetto allo stesso periodo del 2006. Il mese di maggio, però, è stato in controdendenza: le acciaierie hanno sfornato 2,775 milioni di tonnellate, contro i 2,843 milioni di tonnellate del maggio 2006.

Il tondo soffre ed i produttori scendono in campo. Secondo quanto appreso da Siderweb, infatti, alcune delle principali acciaierie del nord Italia hanno sospeso la vendita di tondino a partire da questa settimana, nel tentativo di ridare fiato ai prezzi, da settimane in continuo calo.

Un consumo apparente in rallentamento non può che lasciar conseguenze. È il caso della vergella per rete che risente oggi di una domanda più flebile che ha portato le quotazioni a perdere almeno  40 euro la tonnellata nell’arco di un mese. Ad oggi, il prezzo sul mercato nazionale si aggira sui 480 euro/t (franco acciaieria italiana). La vergella da trafila, invece, viene quotata attorno ai 500-510 euro/ton.

L’influenza dell’import (e dei prezzi) dalla Cina si sente perché è proprio in questo periodo che arriva in Europa la vergella importata dal Paese asiatico in febbraio a prezzi ben più bassi degli attuali.

Altro elemento da tenere sotto osservazione è il costo della logistica che da un lato ha visto lievitare i noli marittimi e dall’altro – fattore tipicamente italiano – sconta porti stracolmi di acciaio (vergella compresa) con conseguenti costi e ritardi nelle consegne.

Le billette nazionali hanno perso terreno lasciando sul campo qualcosa come 40 euro/t in un mese e arrivando a piazzarsi oggi sui 380 euro/t effettivo.

Le billette provenienti dal CIS sono attualmente offerte per l’export al prezzo di 485-490 dollari/t FOB Mar Nero per le consegne di tardo luglio. I compratori del Medio Oriente e dell’Europa non sembrano propensi ad acquistare le billette del CIS a causa della debolezza del mercato dei lunghi e dei sufficienti stock. Le offerte per l’Italia sono a 515-520 dollari/t CFR.

Non si arresta la crescita dei prezzi alla produzione del comparto dei metalli e dei prodotti in metallo. Secondo le rilevazioni dell’Istat, infatti, a maggio si è verificato un incremento dello 0,7% mensile e dell’8,9% annuo degli input produttivi del settore.



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Letto 5972 volte Ultima modifica il Venerdì, 15 Marzo 2013 11:21
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