Martedì, 29 Novembre 2005 16:12

Focus sulla settimana dal 05/03/07 al 09/03/07

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Baoshan Iron & Steel (Baosteel), Nippon Steel e Arcelor-Mittal raddoppieranno la capacità produttiva della linea produttiva dedicate al rivestimento di lamiere per il mercato dell’automotive. Nel 2009 si raggiungerà quota 1,6 milioni di tonnellate. Attualmente, la joint-venture Baosteel-NSC/Arcelor Automotive Sheet Co (BNA) comprende due linee produttive con una capacità combinata di 800 mila tonnellate l’anno.

Salzgitter fa shopping. Il produttore tedesco ha infatti comunicato di aver rilevato il 78% della holding industriale dell’acciaio Kloeckner Werke. Non è ancora noto, tuttavia, l’importo della transazione che deve ancora essere approvata dall’Antitrust.

Non è stata unanimità ma poco è mancato perché lo fosse. Oltre il 97% degli azionisti di Corus ha promosso l’offerta lanciata dal gigante indiano Tata Steel per l’acquisizione della società ormai non più anglo-olandese.

Nei primi undici mesi del 2006, l’Ue ha visto crescere  - e di molto – le importazioni di acciaio inossidabile. Secondo le rilevazioni dell’ISSB (Iron & Steel Statistics Bureau), da gennaio a novembre, l’Ue ha importato 913 mila tonnellate di inox contro le 625 mila tonnellate del corrispondente periodo dell’anno precedente: è un balzo in avanti del 46%. Il principale fornitore è il Sud Africa con 199 mila tonnellate. Tuttavia, sono le importazioni dalla Cina quelle che hanno assistito al maggior incremento a 145 mila tonnellate.

Continua la “galoppata” del nickel. Secondo l’Abare, nei primi mesi del 2007, le quotazioni hanno subito una forte impennata facendo registrare il prezzo medio di 36.750 dollari alla tonnellata, il 52% in più rispetto al 2006. Questo incremento è causato dal gap tra una domanda crescente di acciaio inossidabile, proveniente soprattutto dalla Cina e dall’India,  ed un’offerta incapace di allinearsi al rialzo. Il mondo assorbirà , nel 2007,  l’8,54% in più di nickel rispetto all’anno precedente toccando il milione e 463 mila tonnellate che cresceranno ancora del 4,37% nel 2008.

Nel 2007 l’output farà un passo in avanti (+ 5,86%) con una produzione di 1,43 milioni di tonnellate. A contribuire alla produzione di nickel sarà anche l’intensificarsi dell’attività di estrazione.

Il prezzo dello zinco, dopo la galoppata del 2006, terrà il passo per l’intero 2007. Questa è la previsione dell’Australian Bureau of Agricultural and Resource Economics (Abare), secondo cui le quotazioni del minerale rimarranno a livelli elevati. L’incremento del prezzo sarà legato allo squilibrio tra domanda ed offerta, che sta provocando un deciso calo degli stock mondiali.

Il tasso di incremento per il 2007 sarà del 2,54%, portando il consumo di zinco a 11,35 milioni di tonnellate. A trainare la richiesta saranno Cina ed India.

L’incremento dell’output di zinco a livello globale è stato del 4% nel 2006 a 10,7 milioni di tonnellate e del 5,66% nel 2007 a 11,3 milioni di tonnellate. Secondo l’Abare, saranno le nuove miniere a contribuire maggiormente all’aumento della produzione.

Non lascia spazio ad interpretazioni il quadro del mercato del rottame dipinto da Eurofer. Le tre categorie prese in esame (demolizioni, cadute nuove e frantumato) hanno fatto registrare forti rialzi nel mese di febbraio.

Il gruppo siderurgico Marcegaglia, guidato dal suo presidente Steno Marcegaglia, è in piena fase espansiva e per alimentare il processo di crescita ha stanziato qualcosa come un miliardo di euro, da distribuire nell’arco di quattro anni, per rafforzarsi tanto nell’acciaio al carbonio quanto in quello inossidabile.

In primo luogo, l’azienda punta a crescere in Brasile. Ammonta a 150 milioni di euro l’importo destinato al potenziamento nel settore dei tubi.

C’è poi la Polonia dove il gruppo mantovano ha firmato un contratto per l’acquisto di un terreno da un milione di metri quadrati dove realizzerà un complesso da 200 mila metri quadrati.

A Casalmaggiore, si investiranno 100 milioni di euro per ampliare la struttura di ulteriori 70 mila metri quadrati. A Ravenna, per un importo che spazierà dai 300 ai 500 milioni di euro, si amplierà la struttura di 100 mila metri quadrati con due nuove linee di zincatura ed un nuovo laminatoio a freddo. Altri 20/30 milioni di euro saranno convogliati a Lomagna, mentre 50 milioni di euro serviranno per realizzare un impianto a Boltiere (Bergamo) per raggiungere la leadership nella produzione di tubi trafilati.

A Gazoldo, l’investimento sarà di 250 milioni di euro per portare la capacità di laminazione a freddo dalle attuali 110 mila tonnellate alle future 350 mila tonnellate entro settembre 2008.

A Forlì proseguirà la fase di “laserizzazione” con tre nuove linee laser che porteranno la struttura finale a 20 linee laser, 3 TIG, 8 ad alta frequenza.

Con i nuovi investimenti, il fatturato della divisione inox dovrebbe passare dai 600 milioni di euro del 2006 al miliardo di euro. L’intero Gruppo Marcegaglia, nel frattempo, dovrebbe archiviare l’esercizio 2006 con ricavi per circa 3,3 miliardi di euro.

Fatturato, ricavi e redditività mettono il sorriso sul volto della SSAB Swedish Steel S.p.A. La filiale italiana del gruppo svedese SSAB Swedish Steel specializzato negli acciai altoresistenziali, mette in archivio un 2006 che spazia tra la positiva crescita dei “numeri” nel conto economico ed una redditività in grado di portare l’Ebit al 10% del fatturato (era pari al 5% nel 2005).

Il fatturato 2006 si è attestato a quota 103,2 milioni di euro evidenziando una crescita di circa il 7% rispetto all’anno precedente, in linea con il trend fatto registrare dai volumi di vendita.

Febbraio si è mantenuto in linea con le anticipazioni di un mese fa: trend rialzista che, tuttavia, smorzerà i toni in marzo. Questa è la fotografia fatta da Assofermet del mercato del rottame italiano. Le proiezioni per il mese in corso sono orientate verso i valori massimi registrati nel mese di febbraio, con un trend in moderato rialzo.

Tuttavia, precisa Assofermet, qualora il consistente fabbisogno dell’elettrosiderurgia nazionale dovesse incontrare qualche difficoltà di approvvigionamento, non sono da escludere ulteriori aumenti di maggiore entità.

Rimangono tra lo stabile ed il rialzo i prezzi dei prodotti lunghi in Italia. Questo è il responso della Commissione Prezzi della Camera del Commercio di Brescia.

Secondo le ultime rilevazioni dell’ente camerale, il prodotto che fa segnare il miglior exploit è la rete elettrosaldata, che sale a 360-380 euro/t, con un progresso di 30-40 euro/t rispetto al 19 febbraio. Seguono la vergella da trafila dolce (+20-30 euro/t), il trafilato a freddo per cemento armato (+30-20 euro/t), il tondo per cemento armato (+20 euro/t) e la vergella (+10 euro/t). Stabili gli altri prodotti.  



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