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La bilancia commerciale italiana resta in attivo: a settembre 2016 il surplus ha toccato il doppio (+2.880 milioni) rispetto a quello dello stesso mese del 2015 (+1.426 milioni). Lo ha rilevato l’Istat nell’ultimo report sul commercio estero extra europeo.

Per il quarto mese consecutivo, in termini congiunturali, sono calate in modo consistente le importazioni (-4,1%) mentre sono cresciute le esportazioni (+0,5%).

Grazie ai primi due trimestri dell’anno, il 2016 ha visto la domanda di acciaio nettamente positiva. Completamente diverse invece le previsioni per il 2017 inserite da Eurofer nel consueto report trimestrale sul mercato siderurgico continentale.

 

Domanda reale: +2,6% nel 2016
Ritoccate addirittura al rialzo di uno 0,2% le previsioni dell’associazione europea dei produttori siderurgici per il 2016. Il dato annuale passa da un +2,4% del report di luglio all’attuale +2,6% sulla spinta dei dati rilevati nei primi sei mesi dell’anno in cui il tasso di crescita è stato superiore addirittura al 4%.

Anche i produttori di acciaio della regione araba invocano misure protezionistiche a difesa dall’import a basso costo della Cina. A dichiararlo a Dubai all’interno dell’Arab Steel Meeting Hassan Shashaa, portavoce di Emirates Steel, che ha evidenziato come anche i governi locali dovrebbero seguire l’esempio di Stati Uniti ed Europa.

Due giorni di straordinario rilievo nell’ottica del futuro dell’industria siderurgica europea. Per questa ragione sono stati 58 i più alti dirigenti in rappresentanza di quasi il 100% dell’output europeo a sottoscrivere una lettera nella quale si sottopongono tre richieste in previsione del Consiglio Europeo che si terrà i prossimi 20 e 21 ottobre. «Durante quell’incontro – si legge nella lettera – si prenderanno decisioni che potrebbero preservare un’industria siderurgica europea competitiva, sostenibile e innovativa. Compiere le giuste scelte potrebbe garantire che il settore e la sua supply chain possano crescere, investire, mantenere posti di lavoro».

Dopo il caso dei sottomarini Trident, i vertici dell’industria siderurgica britannica stanno facendo pressione sui vari ministeri per assicurarsi che l’acciaio prodotto in Regno Unito venga impiegato nella costruzione dei collegamenti ferroviari dell’alta velocità High Speed 2.
Liberty House Group e British Steel, in particolare, stanno premendo per diventare i fornitori principali del materiale necessario al progetto di collegamento tra Londra con le Midlands e il Nord del Paese. Un collegamento da 56 miliardi di sterline (62 miliardi di euro), che richiederà l’utilizzo di 2 milioni di tonnellate di acciaio e che è stato approvato dal Governo la scorsa settimana.

È la netta risalita sia dell’import che dell’export dai paesi terzi il dato più significativo dell’ultimo report mensile sul commercio estero di acciaio diffuso da Federacciai.
Il dato complessivo aggiornato a luglio sui flussi commerciali, mostra però un import in discesa dell’1,2% con 12,127 milioni di tonnellate di acciaio entrate in Italia in sette mesi, a fronte di 10,645 milioni di tonnellate di spedizioni, in recupero sul 2015 del 5,9%.

Un 2017 migliore del 2016 per la domanda mondiale di acciaio. Queste le attese della World Steel Association sintetizzate nello Short Range Outlook che accompagna l'Annual Meeting dell'associazione.
Da Dubai, infatti, l’associazione mondiale dei produttori siderurgici annuncia di attendersi nel 2017 un recupero della domanda di acciaio nell’ordine del +0,5%, pari a volumi di acciaio per 1,51 miliardi di tonnellate complessive.

Nella prima settimana di ottobre sul mercato siderurgico cinese si sono registrate leggere variazioni in aumento nei prezzi in dollari delle materie prime e dei principali prodotti siderurgici con due eccezioni.

Turbo &stop. I dazi antidumping - soprattutto sulla Cina - producono da sempre una doppia reazione: prima un'accelerata delle vendite, poi una brusca frenata. Con spegnimento del motore. A tutto vantaggio della produzione "Made in Ue". Il solo effetto-annuncio mette, da sempre, il turbo all'export dei prodotti "sotto osservazione"(prima che si chiudano i cancelli e sia troppo tardi). Ma già 5 mesi prima del debutto dei dazi provvisori, gli ordini normalmente si azzerano. E se i conti si potranno fare solo a fine anno, non stupisce che il lungo braccio di ferro tra Ue e Cina che ha in questi mesi moltiplicato i dazi antidumping sull'import in Europa di laminati a freddo e a caldo, possa aver giocato la sua parte nel drastico calo dell'export di Pechino diffuso ieri.

Un settembre a due facce. La nota relativa alle materie prime diffusa da Assofermet ha rimarcato come la prima parte del mese per i mercati di ghisa e rottame siano stati in sostanziale equilibrio, per poi rallentare.
«Il mese di settembre ha rilevato nella prima parte un mercato nel complesso equilibrato – spiega la nota – mentre nella seconda parte, le scarse vendite dei prodotti finiti hanno in parte frenato gli acquisti. L’andamento dei prezzi ha registrato una flessione che nella seconda parte del mese è risultata più contenuta.

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