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Nella prima settimana di dicembre si sono registrate variazioni in aumento nei prezzi in dollari delle materie prime e dei principali prodotti siderurgici ad eccezione del rottame sul mercato cinese.

È nato giovedì scorso il secondo produttore mondiale di acciaio. Viene dalla Cina e, come già ampiamente anticipato nelle scorse settimane, è il risultato della fusione di Baosteel Group, con sede a Shanghai, e Wuhan Iron and Steel Corporation, che ha sede nella provincia di Hubei.

Prezzi alla produzione giù a ottobre 2016: l'indice è sceso dello 0,1% rispetto a settembre; dello 0,6% nei confronti dello stesso mese del 2015. Lo dice l'ultimo report dell'Istat.

I prezzi di prodotti industriali venduti sul mercato interno sono diminuiti dello 0,2% rispetto a settembre e dello 0,7% in termini tendenziali.

Un rallentamento dello 0,4% è stato rilevato dal Centro Studi di Confindustria sulla produzione industriale nel mese di novembre nel confronto con il mese precedente. Proprio ottobre aveva fatto registrare una variazione positiva dello 0,7% su settembre.

Nel quarto trimestre del 2016, continua la nota, la variazione congiunturale acquisita dell’attività è di +0,5%.

Liberty House potrebbe acquisire presto un nuovo «pezzo» degli asset inglesi di Tata Steel. A renderlo noto la stessa azienda indiana che sul proprio portale on-line ha pubblicato una nota stampa in cui annuncia la firma di una lettera di intenti da 100 milioni di sterline con l’azienda guidata da Sanjeev Gupta ora soggetta a due-diligence ed approvazione per la cessione degli asset special steel.

Un’ondata di rincari sta investendo il comparto siderurgico a 360°. Un terremoto rispetto al trend ribassista visto sino all’inizio del trimestre conclusivo dell’anno, spinto apparentemente dai sensibili rincari di coke, minerale ed energia, che si sono propagati dapprima alle produzioni da ciclo integrale, quindi ai piani, poi al rottame e di riflesso ai lunghi. Rincari che in entrambi i casi si sono verificati non solo a livello italiano, ma globale.
Ne sono una testimonianza i sensibili aumenti nelle quotazioni anche delle billette di importazione, ad esempio, che portano i trasformatori nazionali a rivolgersi per la ricerca dei semilavorati sul mercato interno piuttosto che all’estero.

Ci sono voluti 10 mesi per la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’Ue delle motivazioni per la richiesta della Commissione UE al Belgio di provvedere al recupero di 211 milioni di euro concessi come finanziamento dalla regione Vallonia alle aziende siderurgiche del Gruppo Duferco in violazione alla normativa sugli aiuti di stato.


Ottobre positivo quello da poco terminato in termini di produzione di acciaio mondiale. Secondo i dati diffusi dalla World Steel Association, infatti, l’output totale del decimo mese del 2016 ha toccato i 136,523 milioni di tonnellate, in aumento del 3,3% rispetto al medesimo periodo del 2015, quando furono sfornati 132,128 milioni di tonnellate. Ad eccezione del Sud America, tutte le macro aree prese in esame hanno evidenziato incrementi produttivi.

Si riprende con il secondo miglior risultato di crescita mensile del 2016 la produzione italiana di acciaio che, nel decimo mese dell’anno, fa segnare un +11,4%, contro il -5,2% di settembre.
Secondo i dati diffusi da Federacciai, l’output mensile di acciaio dei produttori italiani è stato di 2,133 milioni di tonnellate, un numero che porta la quota dei primi dieci mesi del 2016 a 19,451 milioni di tonnellate prodotte, il 4,2% in più rispetto ad un anno fa.

«L'industria siderurgica statunitense dovrebbe risultare l’unico beneficiario della presidenza Trump». Parole e musica di Seth Rosenfeld, analista del colosso Jefferies, trascritte su una nota agli investitori diramata il giorno dopo la vittoria a sorpresa del candidato repubblicano, Donald Trump.

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