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Verso l’alto sia nel confronto congiunturale che in quello tendenziale. Secondo i dati forniti dall’American Iron and Steel Institute, la produzione siderurgica delle acciaierie statunitensi nella settimana che si è chiusa lo scorso 3 dicembre ha toccato quota 1,635 milioni di tonnellate, con un impiego di capacità pari al 68,9%.

Un consolidamento del trend. Così la nota di mercato per le materie prime diffusa mensilmente da Assofermet descrive l’andamento del mercato dei rottami in Italia. Uno scenario però in cui la situazione sembra subire qualche cambiamento: «il mercato turco, così come quello del Nord Europa – spiega la nota -, registra nell’ultima settimana una battuta d’arresto negli acquisti, che appare al momento come una pausa di riflessione piuttosto che un’inversione di tendenza.

L’industria metallurgica britannica non sta perdendo solo volumi e peso sul panorama internazionale, con in particolare la siderurgia fiaccata da una pesantissima crisi, ma anche i suoi simboli.
Nelle scorse ore, infatti, la stampa internazionale ha riferito la chiusura della fonderia “più famosa del mondo”.

Nella prima settimana di dicembre si sono registrate variazioni in aumento nei prezzi in dollari delle materie prime e dei principali prodotti siderurgici ad eccezione del rottame sul mercato cinese.

È nato giovedì scorso il secondo produttore mondiale di acciaio. Viene dalla Cina e, come già ampiamente anticipato nelle scorse settimane, è il risultato della fusione di Baosteel Group, con sede a Shanghai, e Wuhan Iron and Steel Corporation, che ha sede nella provincia di Hubei.

Prezzi alla produzione giù a ottobre 2016: l'indice è sceso dello 0,1% rispetto a settembre; dello 0,6% nei confronti dello stesso mese del 2015. Lo dice l'ultimo report dell'Istat.

I prezzi di prodotti industriali venduti sul mercato interno sono diminuiti dello 0,2% rispetto a settembre e dello 0,7% in termini tendenziali.

Un rallentamento dello 0,4% è stato rilevato dal Centro Studi di Confindustria sulla produzione industriale nel mese di novembre nel confronto con il mese precedente. Proprio ottobre aveva fatto registrare una variazione positiva dello 0,7% su settembre.

Nel quarto trimestre del 2016, continua la nota, la variazione congiunturale acquisita dell’attività è di +0,5%.

Liberty House potrebbe acquisire presto un nuovo «pezzo» degli asset inglesi di Tata Steel. A renderlo noto la stessa azienda indiana che sul proprio portale on-line ha pubblicato una nota stampa in cui annuncia la firma di una lettera di intenti da 100 milioni di sterline con l’azienda guidata da Sanjeev Gupta ora soggetta a due-diligence ed approvazione per la cessione degli asset special steel.

Un’ondata di rincari sta investendo il comparto siderurgico a 360°. Un terremoto rispetto al trend ribassista visto sino all’inizio del trimestre conclusivo dell’anno, spinto apparentemente dai sensibili rincari di coke, minerale ed energia, che si sono propagati dapprima alle produzioni da ciclo integrale, quindi ai piani, poi al rottame e di riflesso ai lunghi. Rincari che in entrambi i casi si sono verificati non solo a livello italiano, ma globale.
Ne sono una testimonianza i sensibili aumenti nelle quotazioni anche delle billette di importazione, ad esempio, che portano i trasformatori nazionali a rivolgersi per la ricerca dei semilavorati sul mercato interno piuttosto che all’estero.

Ci sono voluti 10 mesi per la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’Ue delle motivazioni per la richiesta della Commissione UE al Belgio di provvedere al recupero di 211 milioni di euro concessi come finanziamento dalla regione Vallonia alle aziende siderurgiche del Gruppo Duferco in violazione alla normativa sugli aiuti di stato.

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