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Anche l’acciaio si ritaglia spazio nella campagna elettorale del repubblicano Donald Trump per la sua corsa alla Casa Bianca. Secondo la stampa statunitense, infatti, nella sua visita a Pittsburgh – la città d’acciaio segnata da una profondissima crisi – il candidato avrebbe promesso alle migliaia di abitanti presenti un impegno personale volto al ritorno della siderurgia nella città della Pennsylvania.

La Commissione Europea ha annunciato di aver ricevuto una denuncia relativa alla difesa contro le importazioni di determinati barre e tondi per cemento armato originari della Repubblica di Bielorussia oggetto di dumping e che causano pertanto un grave pregiudizio all’industria dell’Unione.

Quando i problemi sono globali, anche le possibili soluzioni devono esserlo. Gli esempi di collaborazione tra siderurgie – e istituzioni – stanno diventando importanti, evidenziando come la crisi mondiale del settore sia tale da chiedere il graduale abbandono delle iniziative, poco fruttuose, individuate in precedenza, per l’adozione di nuovi strumenti collaborativi e sinergici.

Per averne la certezza si dovrà aspettare l’assemblea annuale di fine maggio. Tuttavia la designazione di Antonio Gozzi alla guida di Federacciai per il terzo mandato da parte del direttivo dell’associazione è di fatto quasi una riconferma.

La notizia è da prendere con le pinze, soprattutto dopo l’annuncio da parte di Tata Steel di valutare la cessione dei propri asset inglesi, tuttavia lo scenario dipinto da giornale tedesco Rheinische Post sembra tutt’altro che campato per aria. Il team editoriale della testata ha infatti dedicato un ampio servizio alla possibilità di una joint venture tra le divisioni siderurgiche di ThyssenKrupp e Tata, indiscrezione che però non ha avuto commenti da parte dei due gruppi interessati.

Anche la Cina decide di difendere le proprie produzioni di acciaio. Dopo le dure prese di posizione dei vari paesi a livello mondiale nei confronti dei prodotti siderurgici cinesi, Pechino ha deciso di rispondere, con dei dazi sugli acciai a maggior valore aggiunto che importa. Il provvedimento riguarda in particolare i laminati a grani orientati provenienti da Giappone, Corea del Sud e Paesi dell'Unione Europea, come annunciato dall’agenzia stampa Xinhua.

La ripresa c’è ma non permette alle imprese di operare con orizzonte definito, costringendole a navigare ancora a vista.

Una contrazione di 3,6 miliardi di euro. Tanto sono costate all’Italia, secondo l’Associazione Artigiani Piccole e Medie Imprese (CGIA) di Mestre, le sanzioni economiche alla Russia introdotte dall’UE a seguito della crisi politico-militare con l’Ucraina.

La Brexit che si sta concretizzando è quella di Tata Steel. L'intenzione del colosso indiano dell'acciaio di avviare la dismissione delle attività britanniche, con la conseguente perdita di migliaia di posti di lavoro, è soltanto l'ultimo di una serie di scossoni per la siderurgia del Regno Unito. Il settore sta entrando in quella che uno dei principali produttori cinesi ha definito «l'era glaciale» dell'acciaio globale.

Dopo l’acquisizione della maggioranza di Duferco, Hebei si appresta a mettere un piede in Europa anche dal punto di vista produttivo.

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