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Acciaio probabile protagonista anche del G7 in programma i prossimi 26 e 27 maggio a Ise-Shima (Giappone). Secondo indiscrezioni pubblicate dall’agenzia Reuters, i paesi industrializzati della terra dovrebbero analizzare in quell’occasione un progetto di testo per esercitare pressione alla Cina sulla soluzione del problema relativo all’overcapacity nell’acciaio.

Dopo marzo, anche il quarto mese del 2016 ha visto una frenata di arrivi sulle banchine dello scalo siderurgico di Porto Marghera. In termini tendenziali, il calo si è attestato ad un -33%. In accordo con i dati diffusi dall’Autorità Portuale, sono arrivate quasi 130 mila tonnellate di materiale in meno. In totale sono state sdoganate poco più di 261,5 mila tonnellate.

Questa volta l’acciaio ha fatto sentire il proprio peso. Almeno stando alle dichiarazioni di voto dei vari parlamentari europei, quasi tutti concordi sulla mancanza dei requisiti di base da parte dell’economia cinese per la concessione dello status di economia di mercato allo stato attuale delle cose. Nel corso delle dichiarazioni di voto sulla risoluzione non vincolante approvata oggi, in molti hanno comunque manifestato la disponibilità a riparlarne nel momento in cui vi sarà una vera svolta per l’economia cinese. Ma non ora.

Il vertice sulla siderurgia mondiale dello scorso 18 aprile ha già prodotto un primo effetto. L’appuntamento che a visto riunirsi a Bruxelles i rappresentanti dell’acciaio globale ha infatti portato alla creazione di un gruppo internazionale per affrontare il tema dell’overcapacity nell’acciaio a cui aderiscono associazioni e Governi di: Canada, Unione Europea, Giappone, Messico, Repubblica di Corea, Svizzera, Turchia e Stati Uniti.

Lo scenario mondiale
Nel primo trimestre del 2016 la produzione mondiale di acciaio è stata pari a 385,7 milioni di tonnellate, con un decremento del 3,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il tasso di utilizzo della capacità produttiva globale è così sceso al 67%, confermando il trend decrescente in corso dal 2011. Il primo trimestre di quest’anno è stato caratterizzato ancora dal calo della produzione cinese che, con un output di 192 milioni di tonnellate, è diminuita del 3,2%, corrispondente a 6,4 milioni di tonnellate in meno.

Un 2016 in linea con il 2015. Questo, in sintesi, il messaggio di fondo contenuto nel report annuale diffuso da Eurofer. Un report che affronta ed approfondisce le tre criticità rimarcate dal presidente e direttore dell’associazione europea Geert va Poelvoorde e Axel Eggert e vale a dire dumping, Mes alla Cina e revisione del sistema ETS.

La diminuzione dei prezzi dell’acciaio sui mercati internazionali pesa sui bilanci di Jacquet. Il gruppo francese ha infatti reso noto che, nel primo trimestre del 2016, ha fatto registrare un fatturato di 422,6 milioni di euro, con un incremento del 33,5% rispetto allo stesso periodo del 2015 (quando però l’azienda non aveva ancora consolidato l’acquisizione di sei magazzini di Schmolz+Bickenbach in Germania, Austria, Olanda e Belgio), mentre l’ebitda è sceso da 14,5 milioni di euro a 8,8 milioni di euro (-39,3%).

L’andamento positivo del settore auto non si ferma. I dati relativi alle immatricolazioni diffusi dal Ministero dei Trasporti e commentati dall’ANFIA mostrano come il settore si mantenga in crescita, con il buon andamento della domanda di autovetture che ha innescato una spirale positiva soprattutto per la produzione, in crescita del 65% nel 2015 e del 31% nel primo bimestre 2016, considerando solo il comparto delle auto.
Ad aprile 2016 il mercato italiano dell’auto totalizza 166.966 immatricolazioni, con una crescita dell’11,5% rispetto allo stesso mese del 2015, in accordo con i dati ministeriali.

Utilizzare creatività, entusiasmo e competenze sempre più aggiornate per avere un diverso approccio alla soluzione dei problemi. È un trend che nelle imprese internazionali si sta sempre più diffondendo, il Tata innoverse per citarne un caso. Un trend che ha trovato terreno fertile anche in Friuli ed in particolare all’interno delle Acciaierie Bertoli Safau.

La difesa doganale dell’acciaio «Made in Europe» fa un passo avanti. La Commissione europea ha infatti pubblicato, il 28 aprile, il regolamento di esecuzione 2016/670 che «introduce una vigilanza preventiva sulle importazioni di determinati prodotti siderurgici originari di alcuni paesi terzi».

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