News
Euro Sider Scalo

Euro Sider Scalo

Trenta giorni per rimuovere i rischi per la sicurezza. Questo il termine fissato nella riunione svoltasi nella Prefettura di Trieste a cui hanno partecipato Provincia, Comune e Autorità portuale, per il risanamento della Ferriera di Servola. Risanamento che secondo quanto diffuso da fonti stampa dovrebbe prevedere anche la conclusione della procedura Aia regionale.

Alla luce della tumultuosa situazione amministrativa dell’azienda, appare molto difficile che Lucchini possa intervenire nei tempi indicati, e qualora non dovesse farlo è stato concordato di «avviare l'azione sostitutiva prevista dalla legge per eliminare, attenuare e ridurre la diffusione della contaminazione originata dalle aree di proprietà e in concessione dell'azienda medesima, a tutela della salute e dell'ambiente» ad opera dell'Autorità portuale. Anche a Servola quindi sembra preannunciarsi un nuovo caso Ilva.

 

 

Fonte: Siderweb.com

Una riduzione dei volumi del 3%. Questo si aspetta Fitch per il comparto siderurgico europeo nel 2013, quando la debole domanda della zona euro trascinerà verso il basso l’intero comparto. La riduzione dei volumi eserciterà una pressione sul cash flow, mentre i margini potrebbero essere supportati dalla riduzione dei prezzi degli input produttivi.

 

 

Fonte: Siderweb.com

Venerdì, 14 Dicembre 2012 00:00

Eurofer - A novembre riprende quota il rottame

Dopo il calo del trimestre agosto-ottobre, a novembre riprende quota il rottame europeo. La certificazione statistica ufficiale arriva da Eurofer, che rileva per il mese scorso un incremento rispetto al mese precedente del 6,6% delle demolizioni, del 4,7% delle cadute nuove e dell’8,2% del frantumato. Rispetto a novembre 2011, invece, le variazioni sono più contenute: le cadute nuove pagano il 2%, il frantumato è più caro dell’1% mentre le demolizioni sono allo stesso livello di 12 mesi fa.

 

 

Fonte: Siderweb.com

Scende ancora ad ottobre la produzione industriale italiana. In accordo con i dati diffusi oggi dall’Istat, l’indice destagionalizzato rispetto a settembre paga un -1,1%. Un dato che se confrontato invece con quello di ottobre 2011 registra una picchiata addirittura del 6,2%, in linea con il calo relativo ai primi 10 mesi dell’anno di circa 6,5%.

Ancor più negativi i dati riferiti a  metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo  con un -1,3% mensile, un  -6,4% sul confronto annuale e un -7,4% nella comparazione a dieci mesi.

 

 

Fonte: Siderweb.com

Le materie prime attirano sempre più i colossi dell’acciaio. Jndal Steel ha infatti deciso di avviare un progetto da 500 milioni di dollari in Camerun per realizzare una centrale energetica, una ferrovia e un nuovo impianto di lavorazione del minerale. La notizia diffusa dalla radio statale camerunense parla di un impianto termico da 500 MW che verrà realizzato a sudest di Limbe, con la nuova via ferrata invece che collegherà la nuova miniera di Mbalam con la città costiera di Kribi dove sorgerà il nuovo impianto di lavorazione del minerale. L’accordo sarebbe stato sottoscritto martedì nell’incontro avvenuto tra il presidente di Jindal Naveen Jindal e il presidente del Camerun Paul Biya.

 

 

Fonte: Siderweb.com

A A novembre «c’è stato un riallineamento verso l’alto dei prezzi, sia in Italia sia all’estero, con aumenti più o meno simili sul mercato nazionale e in Europa. E tutto ciò è avvenuto nonostante la domanda di prodotto finito sia ancora molto debole e non si riescano a trasferire gli aumenti a valle della filiera». Così Maurizio Calcinoni, presidente di Nuovo Campsider, ha descritto l’andamento del mercato del rottame il mese scorso. A dicembre, invece, «le acciaierie osserveranno periodi di chiusura più lunghi rispetto alla consuetudine». Inoltre, «sono previsti arrivi di rottame e HBI (preridotto) via nave, dopo alcuni mesi in cui il materiale era arrivato in quantità limitate».

 

 

 

Fonte: Siderweb.com

Lunedì, 10 Dicembre 2012 00:00

CCIAA - Quotazioni tra lo stabile e il rialzo

Salgono la maggior parte dei lunghi in Italia. Secondo la rilevazione della Camera di Commercio di Brescia, infatti, tra il 19 novembre ed il 3 dicembre le quotazioni di molti prodotti hanno registrato variazioni al rialzo. Travi, larghi piatti e vergelle rincarano tra i 5 e i 10 euro la tonnellata mentre il tondo e la rete elettrosaldata migliorano di 5 euro la tonnellata solo sul valore minimo. Invariati treccia, trefolo e la vergella di acciaio non legato ad alto carbonio destinata alla trafilatura.

 

 

 

Fonte. Siderweb.com

Dopo quasi dieci giorni di stop delle quotazioni l’effetto Ilva si fa sentire in tutta la sua forza, accelerando probabilmente un processo di riallineamento dei prezzi nazionali con quelli europei già annunciato prima dei sequestri. Processo di riallineamento che vede un cambiamento repentino anche nei listini di Marcegaglia, come annunciato a Siderweb dall’amministratore delegato dell’azienda Antonio Marcegaglia.

«Vorrei innanzitutto spendere alcune parole sulla vicenda Ilva – spiega Marcegaglia -, vicenda che lascia ancora una sensazione di preoccupazione per la mancanza di certezza sugli sviluppi dell’immediato futuro, ritengo comunque l’atto del Governo con questo decreto legge coraggioso e doveroso e credo possa contribuire a mantenere l’Ilva come un asset industriale importante per il paese. Vorrei anche esprimere la mia solidarietà agli imprenditori coinvolti in questa delicatissima vicenda. Tornando al mercato, l’incertezza generata da questo braccio di ferro impatta soprattutto sulle tempistiche, con rallentamenti sia nel riavvio degli impianti, che nelle consegne che inevitabilmente colpiranno tutta la filiera. Un impatto in parte già visto la scorsa settimana con rincari di 20/30 euro la tonnellata sui listini, che da subito avranno un ulteriore incremento di 40/50 la tonnellata a seconda delle varie tipologie di prodotto, con quindi un coils a caldo che supererà i 500 euro la tonnellata ed uno zincato a 560/570 euro la tonnellata. Prezzi che, probabilmente velocizzati proprio dallo stop dell’Ilva, non sono fuori dal mondo ma correggono l’anomalia vista nei mesi precedenti in cui quotazioni le italiane sono state le più basse al mondo, e che invece con questi rialzi si riallineano ai prezzi applicati nel resto d’Europa. Un riequilibrio per altro già annunciato anche da ArcelorMittal prima dello stop Ilva. È chiaro che il contesto di fondo rimane difficile e che i livelli della domanda rimangono deboli. Si erano però raggiunti livelli di vendita sottocosto non più accettabili alla luce dei prezzi delle materie prime».

Anche i tubi quindi vedranno i nuovi livelli di sconto assestarsi al 50%/51%, rimarcando come gli effetti si applichino a tutta la filiera dei piani.

«Vorrei sottolineare – prosegue Marcegaglia – che questi aumenti non sono in nessun modo speculativi, o meglio i livelli di prezzo raggiunti non hanno nulla di speculativo».

Resta però da capire ora quali saranno le reazioni a valle e come il sistema di commercianti e centri servizio reagirà alle nuove richieste della produzione.

«Ritengo pericoloso alla luce dei nuovi listini – conclude Marcegaglia -, l’atteggiamento avuto finora a valle della filiera in cui vi è stata forse troppa attenzione ai volumi».

 

 

Fonte: Siderweb.com

Resterà fermo dal 1 dicembre al 10 gennaio il polo produttivo della Acciaierie di Calvisano. La fermata extra-large, non è però imposta dalla difficile congiuntura del mercato ma da un nuovo investimento da 2,5 milioni di euro per il revamping della macchina di colata continua teso al miglioramento della qualità interna e superficiale dei prodotti, «Mirando ad uno sviluppo della qualità superficiale e della struttura di solidificazione – spiega l’azienda in una nota-, mediante il sensibile miglioramento degli aspetti inerenti le macrosegregazioni, la riduzione della porosità centrale e della difettosità di pelle e sottopelle».

«L’investimento porterà indubbi vantaggi competitivi per l’azienda – spiga l'amministratore unico di acciaierie di Calvisano Giovanni Pasini -. Aumenteremo infatti la flessibilità dell’acciaieria puntando su una maggiore gamma di qualità, diversificando quindi l’offerta dei prodotti in segmenti di mercato da cui prima eravamo assenti. L’investimento si mantiene del solco di quello che da sempre caratterizza un valore aggiunto di Acciaierie di Calvisano, vale a dire mantenere un’ampia gamma di prodotti in modo da poter soddisfare in maniera puntuale i nostri clienti».

 

 

Fonte: Siderweb.com

Mercoledì, 05 Dicembre 2012 08:34

L’acciaio divide l’Europa

L’Unione Europea è accomunata dalla tempesta che sta travolgendo gli impianti siderurgici continentali, ma si divide nel tentativo di sfuggirle.

Sembra essere questo il messaggio nascosto tra le righe di ciò che sta avvenendo in ambito siderurgico. Perché se è vero che l’Italia si trova a fare i conti con la crisi derivante dalla situazione dell’Ilva, è evidente che anche gli altri stati della comunità non se la passano particolarmente bene, a partire dalla Francia, costretta a fronteggiare la decisione di Arcelor Mittal di chiudere due altoforni a Florange, in Lorena.

Il presidente francese Francoise Hollande sta cercando un punto d’intesa con il magnate del colosso indiano Lakshmi Mittal, senza finora raggiungere un accordo. Il governo transalpino avrebbe trovato compratori per l’intero sito, ma Mittal non intende vendere in blocco tutto l’impianto. Una delle soluzioni paventate è quella di nazionalizzare temporaneamente le installazioni, ipotesi comunque poco gradita alla multinazionale indiana, che minaccia di abbandonare la Francia, mettendo a repentaglio 20 mila posti di lavoro.

C’è chi vede nell’instabilità del vecchio continente un’opportunità di portare acqua al proprio mulino, come il sindaco di Londra, Boris Johnson, che, in visita in India, non ha usato mezzi termini nel consigliare a Mittal di portare le sue attività fuori dalla Francia, nella speranza, forse, di convincerlo a trasferire tutto in Gran Bretagna, dove l’industriale ha anche la residenza.

Di certo lo stesso Regno Unito non vive giorni felici, da quando anche Tata Steel (altro gruppo indiano) ha annunciato la chiusura di alcuni impianti nell’ambito di una ristrutturazione che mira a mantenere la società competitiva sul mercato.

Sul fronte teutonico, la ThyssenKrupp ha chiuso stabilimenti in Italia (Terni e Berco) così come in patria (Bochum e Krefeld), ed in risposta ad una contrazione produttiva nazionale che sfora il 7 %, sta valutando la possibilità di tagliare ulteriormente i costi, a partire dagli onerosi siti americani. Il gruppo tedesco, secondo alcune indiscrezioni, potrebbe anche rivolgere le proprie attenzioni verso est, dove ormai il baricentro della produzione di acciaio mondiale si è stabilmente insediato e dove impiega già 19 mila dipendenti.

La situazione impone misure eccezionali volte a salvaguardare la posizione storicamente predominante dell’Europa e dell’America nel settore siderurgico.

Dal canto loro, infatti, gli Stati Uniti stanno reagendo con l’introduzione di dazi sulle importazioni dalla Cina (in vigore per alcuni prodotti fin dal 2010).

L’Unione Europea, fino ad oggi troppo statica e divisa sulle politiche da adottare, sembra aver finalmente deciso di muoversi: l’ipotesi è di puntare la strategia per rilanciare la produzione continentale, oltre che sull’introduzione di dazi, sui costi ambientali, come l’imposizione di una tassa sull’esportazione di rottame verso India e Cina.

 

A. Sabini Fender

Pagina 89 di 99

icon80x80

 

appstore

googleplay

windows-badge

Calendario News

« Luglio 2018 »
Lun Mar Mer Gio Ven Sab Dom
            1
2 3 4 5 6 7 8
9 10 11 12 13 14 15
16 17 18 19 20 21 22
23 24 25 26 27 28 29
30 31          

Questo sito web utilizza i cookies per gestire l'autenticazione, la navigazione, e altre funzioni. Navigando sul nostro sito, accetti che possiamo utilizzare questi tipi di cookies. Per saperne di più sui cookies che utilizziamo vedi la nostra privacy policy.

Accetto i cookies da questo sito.