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Euro Sider Scalo

Euro Sider Scalo

Non c’è tempo da perdere. Lo sa bene il commissario ministeriale Piero Nardi, che già ieri era presente in Lucchini per raccogliere nel più breve tempo possibile il maggior numero di elementi sullo stato dell’azienda. Il commissario nominato lo scorso 21 dicembre dal ministro dello sviluppo economico Corrado Passera,

Pubblicati gli Extra di lega di Cogne Acciai Speciali per il mese di Gennaio 2013

Pubblicati gli Extra di lega di Acciaierie Bertoli Safau per il mese di Gennaio 2013

Cresce l’attenzione del Parlamento Europeo alla siderurgia. I rappresenterai di PPE e S&D hanno presentato congiuntamente una Proposte di Risoluzione Comune per la tutela dell’acciaio europeo in cui spicca la richiesta di monitorare da vicino le situazioni di Florange, Liegi, Terni, GalaHi, Schifflange, Piombino, Campia Turzii, Rodange, OHelu Rosu, Trieste, Silesia, ResiÑa, Targoviste, Cãlãrasi, Hunedoara, Buzãu, Braila, Borlange, Lulea, Oxelosund e altrove, «la cui integrità è a rischio, onde assicurare che la competitività del settore siderurgico europeo e la sua importanza in quanto settore occupazionale non siano minacciate ».

Il documento che tra gli italiani vede la firma di Amalia Sartori, Roberta Angelilli (presidente della Commissione industria del Parlamento Europeo) e Patrizia Toia,  «Chiede alla Commissione di fornire, a breve termine, un quadro chiaro della situazione per quanto riguarda i principali cambiamenti che si verificano nel settore siderurgico in Europa; sottolinea che è importante che la commissione controlli gli sviluppi in corso con attenzione al fine di salvaguardare il patrimonio industriale europeo e la mano d'opera interessata», oltre a invitare «La Commissione a monitorare le attività di ristrutturazione o di delocalizzazione e a garantire, caso per caso, che siano svolte nel pieno rispetto del diritto dell'Unione in materia di concorrenza; è del parere che debbano essere monitorati anche eventuali abusi di posizione dominante sul mercato».

Un documento che va nella direzione tracciata dall’annunciato piano di rilancio del settore che dovrebbe essere presentato entro giugno 2013.

 

 

Fonte: Siderweb.com

Esiste un posto dove le acciaierie hanno utilizzato l’intera capacità produttiva nel 2012. Dove l’edilizia sta vivendo una congiuntura positiva e dove l’industria consuma acciaio. E questo posto è a pochi chilometri dall’Italia: in Baviera. Lo hanno spiegato a Siderweb Jochen Henze (direttore commerciale di Lech Stalwerke) e Maurizio Romani (responsabile per le vendite in Italia). «Il 2012 è stato un anno positivo per la nostra acciaieria – ha dichiarato Henze (nella foto a destra) -: lahenze_jochen_171212_200 capacità d’utilizzo degli impianti è stata sfruttata appieno e abbiamo prodotto circa 1,1 milioni di tonnellate di acciaio liquido. Delle nostre due linee produttive, il tondo per cemento armato e le barre in acciaio speciale, la prima ha registrato un incremento dei volumi, mentre la seconda ha leggermente rallentato». Per il 2013 le prospettive per Lech-Stahlwerke continuano ed essere buone: «il soddisfacente andamento dell’edilizia in Baviera e l’export di auto di alta gamma tedesche continueranno a sostenere la richiesta, che potrebbe risentire solo marginalmente del rallentamento del comparto degli autocarri». Qual è il segreto per continuare a crescere nonostante la crisi? «Per sopravvivere Lech Stahlwerke ha puntato molto sulla specializzazione, ampliando la gamma e incrementando la percentuale dei prodotti a maggior valore aggiunto. Per questo motivo negli anni scorsi abbiamo potenziato le nostre linee di finitura, al fine di «verticalizzare la produzione, fornendo prodotti finiti più pregiati ai nostri clienti». Per ciò che concerne il punto di vista di un’azienda tedesca sul mercato italiano, Romani (foto a sinistra) ha sottolineato che «rispetto al nostro mercato interno in Italia la situazione è diversa perché molti settori sono in crisi e con sovraccapacità. C’è una crescente difficoltà di molti clienti come gli stampatori, che sono messi sotto pressione dai loro clienti. Inoltre, per le barre di qualità, in Italia c’è una forte competizione sui prezzi». Per ciò che concerne maurizio_romani_small_171212_200la liquidità, ha continuato Romani, «noi lavoriamo solo con clienti assicurati. Se in Italia la liquidità rappresenta un grosso problema, in Germania la situazione è migliore, anche se si inizia a vedere qualche piccola incrinatura». Per il futuro, un altro aspetto importantissimo da seguire, oltre alla gamma, alla qualità ed alla solidità finanziaria, sarà «la flessibilità, necessaria a causa delle forti riduzioni di stock da parte dei clienti». Per ciò che concerne il comparto automotive «a livello globale la vendita di vetture salirà ancora – ha detto Henze – e le stime attuali indicano che entro il 2020 si raggiungerà quota 100 milioni di autoveicoli venduti all’anno. C’è ancora molto spazio per l’acciaio, per le forge e per la subfornitura in generale, anche perché certamente non assisteremo ad una fuga totale dall’Europa da parte delle case automobilistiche. Sicuramente sarà però necessario continuare a specializzarsi e ad innalzare costantemente sia il livello della qualità che la puntualità delle consegne».

 

 

Fonte: Siderweb.com

L’investimento per voestalpine sarebbe ancora in corso di valutazione, tuttavia secondo il magazine austriaco trend ammonterebbe a 1 miliardo di dollari. Investimento che prevedrebbe l’apertura di un nuovo sito produttivo nella parte sud degli Stati Uniti. Secondo la testata straniera, che però omette la fonte, il nuovo impianto dovrebbe permettere al trasformazione del minerale attraverso l’utilizzo di gas naturale, un metodo che permetterebbe la riduzione dei costi energetici e delle emissioni. L’azienda non avrebbe però ne confermato ne smentito l’indiscrezione.

 

 

Fonte: Siderweb.com

Nell’acciaio c’è ancora spazio per il risparmio energetico. Anche nella produzione primaria e nella laminazione. Le parole d’ordine per ottenere un taglio dei costi, e contemporaneamente riuscire a diminuire le emissioni di gas serra, sono due: recupero del calore e tecnologia ORC. Lo ha spiegato a Siderweb Marco Baresi, responsabile Affari Istituzionali di Turboden, che nei giorni scorsi ha presentato i risultati del progetto H-REII (Heat Recovery in Energy Intensive Industries). Secondo i dati elaborati, «se riuscissimo ad applicare la tecnologia ORC nei settori dove essa è implementabile (soprattutto vetro, cemento ed acciaio) si potrebbe ottenere in Italia un potenziale teorico pari a oltre 500 MW elettrici, corrispondente ad una produzione annuale di quasi 4 TWh elettrici, il 3% del fabbisogno attuale». Ciò, inoltre, potrebbe generare un volume d’affari complessivo di 1,5 miliardi di euro. L’acciaio, in quest’ambito, potrebbe svolgere un ruolo da assoluto protagonista, ottenendo, nell’ipotesi di impiego degli impianti per 5.000 ore annue, minori emissioni per 232.000 tonnellate di CO2 (il 46% del totale del risparmio ottenibile) e un risparmio energetico di 572 GWh (46%). Se l’impiego degli impianti salisse a 8.000 ore annue, il contributo del settore acciaio salirebbe a 371.000 tonnellate di CO2 e a 916 GWh di elettricità. Questi dati, sottostimati, sono relativi ai soli forni elettrici e forni di riscaldo. «Abbiamo rilevato ancora qualche resistenza all’applicazione di queste tecnologie nel settore siderurgico – ha detto Baresi -, anche se qualcosa si sta muovendo: a gennaio installeremo gli impianti per il recupero del calore e la generazione di elettricità in un laminatoio di Nat Steel (Gruppo Tata) a Singapore, mentre il primo impianto di recupero calore da forno elettrico è in fase di ultimazione a Riesa (per il Gruppo Feralpi)». Il vantaggio per chi installa questa tecnologia «sta nel recupero del calore, nella generazione di qualche MW di energia elettrica che può anche costituire una mini-riserva nel caso di interrompibilità, nel risparmio sui costi per la depurazione dei fumi». Secondo i calcoli del recente rapporto Energy Efficiency del gruppo Energy & Strategy del Politecnico di Milano, cui hanno partecipato i partner del progetto H-REII «chi applica la tecnologia per il recupero di calore ha un incremento dei margini aziendali che va dal 3% al 14%». Quali sono oggi i maggiori ostacoli all’introduzione dell’ORC? «Attualmente mancano strumenti di policy di lungo periodo per il recupero di calore che, rientrando nell’ambito efficienza energetica, non viene  di fatto sovvenzionati dagli stati al pari o in misura comparabile alle fonti rinnovabili Oggi però si sta muovendo qualcosa: in Italia e nello specifico anche in Lombardia il recupero di calore è inserito nei documenti di pianificazione energetico ambientali e può beneficiare del meccanismo incentivante dei Titoli di Efficienza Energetica; molto resta invece da fare a livello europeo. Uno strumento potrebbe essere ad esempio il piano d’azione per l’acciaio che la Commissione Europea vorrebbe approvare entro giugno 2013».

L’Italia, nel settore del recupero del calore «è certamente  leader mondiale – ha concluso Baresi -. Oggi, in Europa e a livello internazionale, c’è una crescente necessità di creare e consolidare delle aziende “verdi”: questo è il momento di prendere la palla al balzo e di rilanciare una parte dell’industria nazionale, che non potrà che trarne beneficio».

 

 

Fonte: Siderweb.com

La notizia di questi tempi non è tanto il nuovo impianto di Acciaierie Venete quanto forse il fatto che una banca, Mediocredito Italiano, abbia concesso ben 24 milioni di euro di finanziamento per l’investimento.

«L’aver proseguito negli importanti investimenti programmati, anche in presenza di periodi difficili come quelli che stiamo vivendo, – spiega Alessandro Banzato, Amministratore Delegato di Acciaierie Venete Spa – testimonia la grande attenzione posta dal nostro Gruppo alla continua innovazione tecnologica e di processo. In questo contesto, ancora una volta abbiamo potuto apprezzare la tempestività di risposta offerta da Mediocredito Italiano».

«Questa operazione rappresenta la nostra volontà di dare slancio alle imprese che puntano al proprio sviluppo – dichiara Carlo Stocchetti, Direttore Generale Mediocredito Italiano –. Il supporto ad Acciaierie Venete è il risultato della stretta interazione tra le banche sul territorio, che affiancano competenze specialistiche alla relazione quotidiana con il cliente».

Il finanziamento verrà utilizzato per completare un sofisticato impianto di colata continua per la produzione di semilavorati tondi in acciaio di grandi dimensioni, da impiegare ad esempio nella realizzazione di componenti per generatori eolici di grossa taglia. La ‘Fase 2? del progetto riguarda ora la modernizzazione e il potenziamento del laminatoio (investimento già annunciato in un’intervista del di ceo Siemens Vai Giuseppe Ferrario), un intervento complesso che consentirà di laminare blumi di grandi dimensioni, fino al diametro massimo di 600 mm. Con l’installazione della nuova gabbia sbozzatrice a monte del treno continuo attuale si intendono perseguire diversi risultati, tra cui una maggiore produttività con incremento fino al 30/40% della produzione laminata e una maggiore flessibilità, con l’ampliamento della gamma di laminati provenienti dalla stessa sezione di semiprodotti di partenza. Il sistema inoltre sarà composto da una placca di raffreddamento controllato, un forno di riscaldo, una gabbia reversibile di grandi dimensioni ed una serie di accessori che renderanno l’impianto unico in Europa.

 

 

Fonte: Siderweb.com

Giovedì, 20 Dicembre 2012 00:00

Buon Natale da EURO sider SCALO

EURO sider SCALO augura a tutti un sereno Natale ed un 2013 ricco di gioie e soddisfazioni

La Cina punta a migliorare i propri approvvigionamenti di materia prima grazie alla compartecipazione in progetti estrattivi in Western Australia. In particolare è interessata all'iron ore e ai progetti in difficoltà a causa di problemi infrastrutturali e della mancanza di manodopera. Tra le aziende in maggiori difficoltà, figura Citic Pacific che si è dovuta rivolgere al tribunale per dispute con il suo partner locale, Clive Palmer, relative al suo progetto Sino Iron, come riportato da il Sole 24 Ore. A supporto dell’azienda australiana si sarebbe resa disponibile la potente agenzia di pianificazione cinese Ndrc (National Development and Reform Commission).

«Gli investimenti non devono rallentare a causa delle recenti sfide economiche del breve periodo – ha commentato Wang Jianjun, vice-capo della divisione degli investimenti esteri della Ndrc –. Bisogna invece prepararsi per la domanda di minerali ferrosi nei prossimi cinque o dieci anni».

Wang ha anche sostenuto che la Cina dovrà importare più della metà di minerali ferrosi necessari al suo sviluppo nel 2020 (le previsioni parlano di un fabbisogno di 1,2 miliardi di tonnellate) e che lo sviluppo di miniere controllate da Pechino è necessario per spezzare il monopolio di fatto goduto da Bhp Billiton, Rio Tinto e Vale. Le tre società controllano circa il 70% del mercato mondiale dei minerali ferrosi. L'azione fa parte di una più ampia operazione di sostegno alle società cinesi che stanno sperimentando difficoltà nel far partire progetti all'estero. Basti pensare che Pechino ha investito più di 8 miliardi di euro in investimenti nel Western Australia, in Canada e in Africa Occidentale negli ultimi cinque anni.

 

 

Fonte: Siderweb.com

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