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Indiscrezioni confermate. Donald Trump ha esentato l’Unione Europea dai dazi del 25% sull’acciaio (e quelli del 10% sull'alluminio) basati sulla Section 232 americana. Un provvedimento che aveva portato a una forte tensione e alla minaccia di una vera e propria guerra commerciale.

Per le aziende americane ci sarà tempo fino al 18 maggio 2018 per chiedere l’esenzione dai dazi sulla Section 232.

Lo ha chiarito oggi il Dipartimento del Commercio americano, che sul proprio portale web ha pubblicato il documento completo in cui descrive la procedura di esenzione.

Si chiude con un deficit di poco più di 10 milioni di tonnellate il commercio estero italiano di materie prime, semilavorati e prodotti finiti in acciaio nel 2017. Secondo i dati Istat elaborati dall’Ufficio Studi di Siderweb, infatti, a fronte di importazioni complessive di 28,65 milioni di tonnellate (+3,6% rispetto al 2016), le esportazioni sono state pari a 18,49 milioni di tonnellate (+2,3%), per uno sbilanciamento di 10,16 milioni di tonnellate, contro i -9,57 milioni di tonnellate dell’anno precedente.

L’overcapacity rimane uno dei principali problemi della siderurgia globale. Ma nell’ultimo biennio qualcosa sembra essersi mosso, e si nota qualche progresso. Questo ciò che è emerso dall’analisi di Daichi Mabashi, membro della segreteria dell’OCSE, presentata durante il recente Steel Committee che si è tenuto nei giorni scorsi a Parigi.

Che volumi riguardano le misure antidumping varate dall’amminstrazione Trump? Quali saranno le conseguenze per i Paesi esportatori negli USA? Quali sono i volumi a rischio per l’Italia? Cosa succederà alla siderurgia americana? Queste alcune delle domande cui l’approfondimento realizzato dall’Ufficio Studi Siderweb sui dazi alle importazioni di acciaio ed alluminio punta a rispondere.

«È positivo che ci siano più donne in posizioni di comando, perché il business migliora. Nella mia carriera, sono stata aiutata da donne laboriose, libere e forti, che non pensavano che ci fosse qualcosa che non potevamo fare».

Un approccio sui «Three traks of work». Vale a dire: salvaguardia, ricorso a WTO e misure di risposta. Questa la proposta avanzata dal presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker, dal vicepresidente Jyrki Katainen e dal commissario al commercio Cecilia Malmström, in risposta agli eventuali dazi americani sull’acciaio su cui il collegio commissariale europeo ha dato il pieno appoggio.

I dazi doganali sulle importazioni di prodotti siderurgici negli Stati Uniti, che l’amministrazione Trump intende introdurre, avranno conseguenze tutto sommato marginali sulle esportazioni di tali prodotti da parte delle imprese siderurgiche italiane.

Non si è fatta attendere la reazione dei produttori europei di acciaio rappresentati da Eurofer all’annuncio dell’ormai prossimo varo dei dazi americani sull’acciaio.

Un 2017 in lieve aumento, mentre a gennaio 2018 le banchine di Porto Marghera hanno lavorato forsennatamente per movimentare prodotti in acciaio. Questo, in breve, l’andamento delle importazioni di materie prime, semilavorati e materie prime siderurgiche nello scalo veneto.

 

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