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Euro Sider Scalo

Euro Sider Scalo

Pubblicati gli Extra di lega di Acciaierie Bertoli Safau per il mese di Ottobre 2012

Il verdetto dell’antitrusteuropea sulla fusione Inoxum e Outokumpu slitta  al 16 novembre. La notizia principale, però, non è l’ennesimo posticipo, ma i contenuti della proposta di Outokumpu alla Commissione Europea per la riduzione delle quote di mercato con la rinuncia alle operazioni in atto con Avesta, Nyby e Kloster facenti parte della rete del gruppo finlandese. Outokumpu punta sul dialogo con l’intenzione di finalizzare l’operazione di fusione entro la fine del 2012, anche se il quadro sembra complicarsi nonostante la commissione sia disposta ad effettuare immediatamente un nuovo test di mercato per capire l’efficacia della proposta fatta.

 

Fonte: Siderweb.com

«Aspetteremo fino a quando la Regione Friuli Venezia Giulia non approverà il documento d’intesa». Queste la parole di Alessandro Trivillin, ad di Acciaierie Bertoli Safau, che spiega come l’azienda abbia deciso di aspettare ancora qualche settimana prima di prendere una decisione definitiva sul maxi investimento da 450 milioni per la realizzazione di un impianto da 1,2 milioni di tonnellate per la produzione di acciai speciali.

«Il 13 settembre è stato effettuato un  passaggio cruciale con  la conferenza dei servizi a Roma – spiega Trivillin -. Ed ora per rendere esecutivo l’elettrodotto e avere un’idea di massima dei tempi di realizzazione manca solo il documento d’intesa che nelle prossime settimane dovrebbe essere approvato dalla Regione Friuli. Prima di prendere una decisione definitiva abbiamo quindi deciso di aspettare quel momento. Resta però chiaro che abbiamo comunque predisposto un piano di riserva nel caso la situazione si complichi nuovamente».

 

Fonte: Siderweb.com

«Il Gruppo Danieli continuerà a consolidare l’espansione internazionale, la competitività in termini di innovazione, tecnologia, qualità, costi produttività e servizio al cliente».

Questo l’obiettivo primario nella strategia del gruppo di Buttrio allegato alla presentazione del bilancio 2011-2012 chiuso lo scorso 30 giugno e approvato lunedì dal Cda dell’azienda Friulana.

Un bilancio che ha visto l’ultimo scorso esercizio chiudersi con ricavi a 3,08 miliardi di euro, -1,2% sull’anno precedente, tradottisi in utili in discesa dell’1,1% assestandosi a 190,4 milioni di euro. L’Ebitda è forse una delle voci a risentire maggiormente del ridimensionamento del giro d’affari con un -10,5% e una discesa da 349,5 a 312,8 milioni di euro. Un -22,4% invece per il Mol, sceso al di sotto dei 300 milioni di euro, mentre il calo più pesante è quello relativo all’utile operativo in discesa del 28,8% assestandosi a 210,8 milioni di euro.

Analizzando nello specifico i due filoni principali di Business dell’azienda vale a dire Plant making e Steel making si può notare come a differenza di alcuni anni fa è la divisione della produzione di acciaio guidata da Abs a registrare gli incrementi maggiori, con un +9% rispetto ai risultati 2011 e più di 891 milioni di euro di ricavi, che portano ad un Ebitda in crescita del 46%  111,7 milioni di euro e un risultato netto da quasi 35 milioni di euro che equivale ad un incremento del 77% rispetto al 30 giugno 2011.

I maggiori volumi di ricavo rimangono però legati alla divisione Plant making, che però al 30 giugno 2012 paga un 5% rispetto all’anno precedente con 2,19 miliardi di euro. L’Ebitda della divisione scende del 26% a 201 milioni di euro e per un risultato netto da 155,5 milioni di euro (-10%).

In leggera flessione rispetto ad un anno fa anche il portafoglio ordini sceso a 3,22 miliardi di euro, rispetto ai 3,38 miliardi di euro registrati a giugno 2011, su cui pesa la discesa degli ordini relativi agli acciai speciali scesi da 380 milioni di euro agli attuali 173 milioni di euro.

A livello strategico il gruppo di Buttrio ha rilevato come a per la produzione di acciaio si sia dato il via agli investimenti per modernizzare il blooming esistente nello stabilimento di Cargnacco, a quelli per la ricerca metallurgica per potenziare la presenza e inserirsi nell’alta gamma degli acciai speciali europei, direzione in cui va anche l’acquisto della acciaieria croata di Sisak; resta in sospeso invece la destinazione del progetto «Rotoforgia» che prevede la realizzazione di una nuova officina meccanica da 200 per 60 metri per lavorare grandi profili e sagomarli a seconda delle richieste dei clienti.

Importanti investimenti e acquisizioni strategiche anche per la divisione Plant making, sia per l’ampliamento del centro di ricerche di Buttrio,che per il miglioramento dell’officina meccanica della sede con 40 milioni di euro destinati alla specializzazione nell’alta qualità, oltre che per le acquisizioni di: «Innoval Technology» in Inghilterra, Akros Henschel in Germania, mentre in Italia sono entrate a far parte del gruppo la Candotti di Gorizia, la Tonoli di Brescia  e un ramo della Olivotto Ferrè di Torino.

 

Fonte: Siderweb.com

L’annuncio dell’addio è arrivato con qualche mese di anticipo: il direttore dello stabilimento Lucchini di Piombino Giuseppe Giacomini si sarebbe dimesso dal proprio incarico. Incarico che però ricoprirà secondo quanto riportato dal quotidiano Il Tirreno fino a fine anno come richiesto dall’azienda. Giacomini secondo indiscrezione avrebbe maturato la decisione già ad inizio anno accettando l’offerta arrivata da un’importante azienda del panorama siderurgico internazionale.

 

Fonte: Siderweb.com

Una giornata ricca di eventi per festeggiare i vent'anni di attività dell'acciaieria di Riesa (Germania). Una festa per il gruppo Feralpi, per la famiglia Pasini e per tutti i collaboratori italiani e tedeschi. Era infatti il 1992 quando, da un ex stabilimento della DDR, veniva fondata la  ESF (Elbe-Stahlwerke Feralpi) a Riesa, in Sassonia.

Un impianto all'avanguardia sia in termini di produzione sia rispetto all attuale tema ambientale ma soprattutto lo stabilimento ha una posizione strategica per l approvvigionamento della materia prime e per gli sbocchi dei prodotti nei Paesi dell' est europeo, come spiega il Cfo del gruppo Feralpi, Alberto Messaggi: «I mercati di riferimento per questa acciaieria sono soprattutto la Polonia, la Repubblica Ceca ma anche il Belgio, la Francia e, ovviamente, il comparto tedesco che mantiene nonostante tutto un buon livello di consumo di acciaio. In questo impianto da forno elettrico- spiega Messaggi-  produciamo principalmente tondo per cemento armato, vergelle e reti».

Molti i personaggi dell acciaio italiano arrivati dal nostro Paese per visitare il sito e partecipare alla cerimonia che é iniziata in mattinata con i saluti di rito del presidente Giuseppe Pasini e con il ritiro del certificato Emas, consegnato dal presidente dell'istituto IHK, Guenter Bruntsch. Sul palco, allestito nel piazzale, si sono poi esibite orchestre tipiche sassoni mentre iniziavano le visite guidate all interno dello stabilimento di produzione. É stato inoltre presentato l'innovativo progetto H.REII: si tratta di un impianto sperimentato in ESF capace di impiegare il vapore del forno elettrico dell'acciaieria favorendo il recupero di energia dai circuiti di raffreddamento, un progetto nato dalla collaborazione tra Feralpi, Turboden e Tenova. Infine la mattinata ha visto sancire il gemellaggio tra Riesa e Lonato del Garda al municipio del comune tedesco.

 

Fonte: Siderweb.com

Pubblicati gli Extra di lega di Cogne Acciai Speciali per il mese di Ottobre 2012

Protesta alla Novolipetsk–Nlmk di Verona. Dopo una prima agitazione ieri mattina, oggi si sono aggiunte altre 8 ore di contestazione per lo stabilimento di Vallese di Oppeano per la richiesta di reintegro dei salari.

«La revisione da parte di Enel delle tariffe agevolate per la fornitura di energia elettrica al polo produttivo –dice Giovanni Bellan della segreteria provinciale di Fim Cisl -, ha spinto la dirigenza aziendale a programmare una diversa turnazione delle attività per gli operai. L'effetto immediato è stato che l'azienda ha scelto di non chiamare i dipendenti al lavoro il sabato e la domenica. Ciò ha provocato parecchie difficoltà, poiché gli operai, con il cambio di turno, si sono visti fortemente penalizzati, visto che il loro stipendio si è ridotto di un terzo. Quindi è stato deciso di allestire il presidio». I rappresentati delle parti sociali hanno anche incontrato i lavoratori di Aso–Sps, rimarcando che in questa azienda ci sarebbe  «un rallentamento degli investimenti». Notizia che ha fatto scattare agitazioni anche nella società che sorge a fianco della Nlmk.

 

Fonte: Siderweb.com

Beltrame punta a ristrutturarsi per diventare più forte. Un po’ come quando su una pianta è giunto il momento di potare i rami che non portano frutti, per renderla più forte eliminando la dispersione di energie. Forse l’immagine potrà essere un po’ forte, ma è in questa direzione che vanno le scelte di riorganizzazione messe in campo dal board dell’azienda vicentina che punta a concentrarsi sul proprio core business, la produzione di laminati mercantili.

Ben si capisce quindi come mai l’azienda abbia deciso per la chiusura della ex Sidermarghera, specializzata nella produzione di parti per cingolati di macchine movimento terra, il cui mercato ormai si e spostato quasi totalmente ad oriente, rendendo non competitivi i prodotti e facendo risultare inutili e non remunerativi eventuali investimenti per il rilancio dell’azienda.

«L'interruzione della produzione è, infatti, irreversibile – precisa l’azienda in una nota -. Pur avendo tentato in tutti i modi di rilanciare lo stabilimento, predisponendo tra l’altro un piano di investimenti che avrebbe dovuto vedere impegnati circa 6 milioni di euro nel biennio compreso tra maggio 2011 e maggio 2013, Acciaierie Beltrame considera impossibile l'ottenimento del pareggio di bilancio in una situazione congiunturale che, almeno per quanto riguarda il settore dell'acciaio, non accenna a migliorare, anche a causa della concorrenza sleale degli impianti dell'estremo oriente. Il risultato di questa situazione, ormai economicamente insostenibile, è che, solo nel primo semestre 2012, contrariamente alle aspettative, l'impianto di Porto Marghera ha dovuto registrare un ulteriore flessione del 20-30% nel settore "movimento terra" con un conto economico che ha consuntivato perdite per 3 milioni di euro. Al fine di ridurre il più possibile l'impatto sociale derivante dalla chiusura dell’impianto e per valutare eventuali future manifestazioni di interesse da parte di imprenditori industriali, l’azienda, così come anticipato nell'incontro tenutosi in Prefettura lo scorso 7 settembre, conferma la disponibilità a sospendere la procedura di mobilità e ad attivare la procedura di cassa integrazione straordinaria per cessazione di attività».

In Italia inoltre resta ancora aperto anche il punto interrogativo sullo stabilimento toscano di San Giovanni Valdarno, sul futuro del quale dovrebbe tenersi un nuovo vertice nella sede della Regione Toscana il 20 settembre.

Ma la razionalizzazione delle strutture produttive del gruppo riguarda però anche l’Europa come conferma il responsabile delle risorse umane dell’azienda Roberto Valente.

«L’intenzione dell’azienda è quella di concentrarsi sulla produzione di laminati mercantili, da sempre il nostro core business. Non possiamo però ignorare come il difficile contesto produttivo imponga di fare scelte che vadano nell’ottica della migliore efficienza e della razionalizzazione. In questo senso vanno anche le chiusure dei laminatoi in Belgio e Lussemburgo della controllata Lme (Laminés Marchands Européens), concentrandosi invece sull’ottimizzazione dei siti francesi in cui vi erano già sia l’acciaieria che due laminatoi».

 

Fonte: Siderweb.com

Dal 2013 l’Iran non importerà più acciaio. L’annuncio arriva dal ministro dell’Industria Reza Fatemi-Amin che ha rimarcato come dal momento in cui i progetti locali per la produzione di acciaio diventeranno operativi, il paese islamico chiuderà le proprie frontiere all’import siderurgico.

Il mercato delle esportazioni globali perderà quindi i 7 milioni di tonnellate annue dirette verso l’Iran, che invertirà la tendenza e avanzerà verso il progetto di divenire uno dei maggiori paesi esportatori di acciaio entro il 2016.

 

Fonte: Siderweb.com

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