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Euro Sider Scalo

Euro Sider Scalo

I fasti degli anni d’oro della metallurgia sono lontani. E lo saranno ancora per almeno 5-6 anni in Europa. Lo ha dichiarato il presidente di Eurofer Wolfgang Eder all’agenzia di stampa Reuters, precisando che nel Vecchio Continente non sono attesi segni di ripresa prima della metà del 2013 e che per ritornare vicini ai livelli di crescita fatti registrare prima del 2008 ci vorranno cinque-sei anni. «Oggi in Europa c’è una capacità produttiva di 210 milioni di tonnellate – ha concluso -, ma la domanda è di sole 150-160 milioni di tonnellate. Vedremo ancora chiusure».

 

 

Fonte: Siderweb.com

«Più competitività per il settore italiano delle fonderie». Questo chiede Enrico Frigerio, presidente di Assofond, durante il XXXI° Congresso di Fonderia che si è tenuto a Roma giovedì 4 e venerdì 5 ottobre. «Dalle nostre stime l’anno in corso vedrà la produzione del nostro settore perdere il 12% del totale dei getti, nonostante l’alta produttività dei nostri 30 mila operatori». Serve dunque «più competitività soprattutto rispetto alla “questione energia” perché al momento paghiamo, rispetto ai nostri concorrenti stranieri, un gap troppo elevato». I numeri elaborati nel 2011 dall’Istat infatti vedono l’Italia pagare 12,92 Eurocent/KWh, contro una media EU di 9 Eurocent/KWh. frigerio_assofond_interno_181Il presidente di Assofond commenta poi i numeri del comparto: «Il fatturato complessivo delle fonderie italiane si aggira intorno ai 7,5 miliardi di euro. Le esportazioni hanno perso il 2% in tonnellaggio nel confronto tra il primo semestre del 2012 e lo stesso periodo 2011 ma in valore hanno invece mostrato un recupero del 6%. Le importazioni hanno perso il 5% a livello quantitativo e hanno registrato una sostanziale stabilità in valore. Il contributo estero - spiega Frigerio - ha perso il suo vigore nel secondo semestre del 2011 ed in questa parte del 2012». La perdita di redditività dell’industria di fonderia è «messa in evidenzia dal peggioramento dell’Ebitda»: nel settore infatti il dato si aggira tra il 7 e il 9% dei ricavi mentre «il comparto avrebbe bisogno di un Ebitda del 15%». Da uno sguardo al ranking mondiale, il settore italiano delle fonderie vede, nel 2011, recuperare una posizione, togliendo alla Francia il nono posto, con 2,2 milioni di tonnellate prodotte e una quota di mercato del 2,5% sul totale mondiale. Il deterioramento congiunturale del 2012 è infine «confermato da una ripresa vigorosa dell’utilizzo degli ammortizzatori sociali», con le stime che, per l’anno in corso, prevedono un interessamento del 10% degli addetti diretti del comparto (circa 3.000 unità). Dunque da Roma l’auspicio del presidente di Assofond suona più come una scossa, soprattutto rivolto al mondo della politica, perché si faccia qualcosa per ridare competitività al settore.

 

 

Fonte: Siderweb.com

Anima per l'Italia. Questo é il nome del manifesto per il sostegno delle aziende della meccanica proposto da Sandro Bonomi, presidente di ANIMA, durante l'Assemblea Generale dell'associazione. Il documento, che si articola in svariati punti, prevede «una spinta all'export nazionale, l'investimento nelle eccellenze produttive del Made in Italy, la costruzione di un rapporto privilegiato tra scuola e impresa per la formazione di personale qualificato, agevolazioni per l'installazione di tecnologie per l'efficienza energetica realizzate in Italia, la tutela dei marchi del Made in Italy, una maggiore integrazione europea, rilanciare le filiere con l'abbassamento mirato delle tasse sulle imprese virtuose (che investono o assumono), favorire le ristrutturazioni edilizie che puntano all'efficienza energetica, eliminare l'eccesso di burocrazia, rivedere il sistema degli appalti (non puntando solo al massimo ribasso) e avere un'energia elettrica con costi europei. É un elenco con molti punti - spiega Bonomi -, che però sono necessari a garantire la competitività delle imprese italiane. Oggi sopravvive solo chi va veloce, e noi vogliamo continuare ad essere veloci e performanti».

 

Usa la metafora della corsa (in questo caso ciclistica) anche Giorgio Squinzi, presidente di Confindustria. «Non dobbiamo mai smettere di pedalare - ha detto -, continuando sul percorso di eccellenza che molte realtà hanno intrapreso. Questa é la via per il rilancio dell'industria: ci vuole minore tassazione per favorire ricerca ed innovazione, inoltre sarà necessario rafforzare le filiere per avere una massa critica sufficiente per affrontare i mercati esteri». Con questi accorgimenti, e potenziando il ruolo della domanda pubblica, «potremo riprendere la crescita. Confindustria si batte con orgoglio per questo».

 

Daniela Mainini, presidente del Consiglio Nazionale Anticontraffazione, ha invece ricordato il peso della contraffazione sul settore industriale italiano, precisando che l'impatto in termini di mancata crescita é di 13 miliardi di euro annui, per 100.000 posti di lavoro persi. Per far fronte a questa piaga «ci vorrà una svolta culturale. La lotta a questo fenomeno, inoltre, é una delle chiavi della crescita futura del nostro paese».

 

Alberto Grossi (direttore generale della direzione consumatori e utenti dell'Autorità per l'Energia Elettrica ed il Gas) ha sottolineato le possibilità di crescita connesse alla ristrutturazione delle infrastrutture energetiche, del gas e degli acquedotti, mentre Andrea Bianchi (direttore generale per la politica industriale e la competitività del ministero dello Sviluppo Economico) ha spiegato le misure contenute nel decreto sviluppo per favorire la crescita del Pil, in particolare l'orientamento dei finanziamenti pubblici verso progetti di ricerca e sviluppo e la volontà di riformare il rapporto tra pubblico e privato, orientandolo ad una maggiore fiducia, trasparenza e efficienza.

 

 

Fonte: Siderweb.com

«Siamo molto dispiaciuti di essere stati messi nella posizione di dover cedere Terni. Non è stata una scelta ma una necessità, al fine di soddisfare le richieste della Commissione Europea». Con questa motivazione Mika Seitovirta, Ceo di Outokumpu, commenta la proposta, fatta dalla stessa società finlandese all'Unione Europea, di cedere l’impianto di Terni. In un comunicato infatti l’azienda, che controlla la Thyssen di Terni, ha fatto sapere di aver proposto la cessione del sito produttivo di acciaio inox e alcuni centri servizio europei per ottenere il via libera alla transazione. Per salvaguardare Terni la società aveva proposto altri correttivi che sono stati respinti dalla Commissione Europea. «Ora - spiega Mika Seitovirta - ci troviamo ad affrontare una situazione in cui non abbiamo altra scelta che cedere Terni per ottenere l'approvazione della transazione con Inoxum». «Con questa transazione - continua il Ceo di Outokumpu - avremo un portafoglio completo di prodotti di acciaio inossidabile e in lega ad alto rendimento». La decisione della Commissione Europea potrebbe arrivare entro il 16 novembre 2012 dopo di che, Outokumpu, avrebbe sei mesi per completare la cessione di Terni. «Ci impegniamo - spiega infine Seitovirta - a fare del nostro meglio per trovare un buon compratore per questo eccellente sito, e sono fiducioso che ci saranno diverse parti interessate a dare un buon futuro e portare avanti la storica tradizione nella produzione di acciaio inossidabile a Terni».

 

 

Fonte: Siderweb.com

Taglio del nastro ieri per  il primo impianto a forno elettrico in Ucraina dall’indipendenza. Il maggior investimento privato mai fatto nella repubblica dell’ex Urss è pari a ben 700 milioni di dollari, pagati dalla Interpipe Steel. Impianto che parla anche italiano alla luce della sua realizzazione «chiavi in mano» targata Danieli. L’acciaieria installata a Dnepropetrovsk è dedicata alla produzione di acciai speciali e ha una capacità produttiva da 1,32 milioni di tonnellate annue, e una spiccata vocazione per il contenimento di emissioni e consumi energetici in virtù dei 60 milioni di metri cubi annui di gas che è in grado di far risparmiare rispetto a impianti comparabili.

L’investimento inaugurato alla presenza del patron di Danieli Gianpietro Benedetti è stato inoltre definito dal fondatore di Interpipe Steel Victor Pinchuk come un emblema dell’innovazione industriale ucraina.

Se la divisione plant making di Danieli prosegue la propria corsa, quella steel making non perde centro terreno. L’ad della controllata Acciaierie Bertoli Safau Alessandro Trivillin ha confermato l’avvio produttivo della acciaieria croata di Sisak, acquisita per 30 milioni di dollari dall’americana Commercial Metals Company. L’impianto anche in questo caso si concentrerà sulla produzione di acciai speciali e, come spiegato da Trivillin a Siderweb, dovrebbe raggiungere la piena operatività nel 2013.

 

 

Fonte: Siderweb.com

Venerdì, 12 Ottobre 2012 00:00

Lucchini - Richiesto un vertice a Bruxelles

«Inserire il caso Servola nel tavolo di lavoro a livello europeo». Questo l’appello lanciato dall’europarlamentare Debora Serracchiani e rivolto al vicepresidente della Commissione europea, Antonio Tajani, responsabile per l'industria e l'imprenditoria. «Appare estremamente opportuno - si legge nella richiesta della Serracchiani -, portare a conoscenza della Commissione Europea la grave crisi che sta investendo lo stabilimento della Ferriera di Servola del Gruppo Lucchini, e quello della Jindal Saw Italia Spa, la ex Sertubi Spa». L’europarlamentare chiede dunque a Tajani di inserire il caso della Ferriera triestina all’interno dei temi che verranno trattati i prossimi 10 e 11 ottobre in Lussemburgo. Un appello affinché la siderurgia triestina venga inserita nel Piano europeo a cui si sta lavorando, inclusa la segnalazione di fondi comunitari cui ricorrere ai fini di una riconversione dello stabilimento di Servola.

 

Fonte: Siderweb.com

Mercoledì, 03 Ottobre 2012 13:14

Crisi - Anche la Cina avvia tagli produttivi

Dopo gli stop europei arrivano anche quelli cinesi. Il colosso del dragone Baosteel ha infatti annunciato di aver fermato un impianto per piani da 3 milioni di tonnellate annue. Tagli produttivi senza indicare entità e siti sono stati annunciati anche da Hebei Iron & Steel, dovuti al calo della domanda del settore edilizio. Tagli produttivi che già da qualche mese hanno avuto immediate ricadute sui prezzi del minerale di ferro a livello globale. Inoltre ai livelli attuali di remunerazione le miniere interne alla Cina hanno deciso di fermare la produzione alla luce degli elevati costi estrattivi, giustificabili solo nel caso che i prezzi della materia prima restassero sui picchi visti nei primi mesi dell’anno.

 

 

Fonte: Siderweb.com

La medaglia d’argento della cinese Hebei nell’olimpo della siderurgia mondiale è ora a rischio. È stata infatti formalizzata oggi l’annunciata fusione tra Nippon Steel e Sumitomo Metal Industries, che porta alla nascita in Giappone del secondo gruppo dell’acciaio mondiale. Basta guardare i dati 2011 diffusi dalla WSA per rendersi conto che sommando le 33,4 milioni di tonnellate di Nippon Steel alle 12,7 milioni di Sumitomo, si raggiungono 46,1 milioni di tonnellate di produzione, quasi due milioni in più del gruppo cinese Hebei.

L’operazione stima un cost-saving per la nuova società da circa 1,9 miliardi di dollari annui, dopo la ristrutturazione della compagnia che dovrebbe durare tre anni. Un target necessario per permettere all’azienda sia la sopravvivenza che il mantenimento di competitività nei confronti delle acciaierie situate nei mercati emergenti.

«Siamo convinti che saremo in grado di sopravvivere alla fortissima competizione globale come il gruppo dell'acciaio meglio integrato» ha ribadito il Ceo della nuova società Shoji Muneoka nel corso della cerimonia di fusione a Tokyo.

 

Fonte: Siderweb.com

Esportazioni italiane d’acciaio ancora positive. Nonostante il rallentamento si mantiene in crescita il volume di export nei confronti de i paesi comunitari e extracomunitari. Secondo i dati pubblicati da Federacciai gli scambi UE nel periodo di riferimento gennaio-luglio l’export con  7,87 milioni di tonnellate si è mantenuto in crescita del 2,2% grazie soprattutto ai notevoli volumi di piani scambiati, che hanno toccato i 3,9 milioni di tonnellate. In netta  flessone invece l’import che con poco più di 5 milioni di tonnellate perde l’8,5% sul 2011 a causa del -22,7% nei volumi di lunghi in entrata.

Scambi extra Ue – La stessa tendenza anche se con numeri differenti per gli scambi extra Ue, che vedono le esportazioni in otto mesi crescere del 26,9% sul 2011, con un leggero rallentamento rispetto a luglio, ma comunque con oltre 4 milioni di tonnellate spedite. Spicca il +57,3% dei lunghi. A 4,13 milioni di tonnellate invece l’import, in discesa complessivamente del 38,8% a causa del -54,1% di piani.
Fonte: Siderweb.com

Che la Leonessa d’Italia avesse un’anima d’acciaio non è una novità. Che quell’anima di acciaio riesca a mostrarsi oltre che nelle eccellenze siderurgiche anche in una vena più artistica è una cosa già meno nota.

Brescia ospiterà dal 4 al 7 ottobre dalle 20.30 alle 23 Fer, parola dialettale per definire il ferro, che punta a raccontare storie di ferro, lavoro, arte in quei capannoni dismessi di via Gioberti 16 che videro l’acciaio bresciano muovere i primi passi. Un percorso artistico composto da sei tappe, di cui le prime cinque nelle quali i visitatori potranno scoprire le installazioni video e audio dove ogni artista ha inteso rappresentare la sua percezione di fabbrica, di lavoro. Per poi accedere nello spazio centrale, più ampio, nel quale potrà assistere allo spettacolo teatrale Da le sès a le dò e da le dò a le sès (dalle sei alle due e dalle due alle sei). Con la regia di Silvio Gandellini, l’attore Enrico Re e i musicisti compositori Fabrizio Saiu e Maurizio Rinaldi daranno vita a questo atto unico in dialetto bresciano. Il racconto di un sogno ad occhi aperti durante la veglia di Natale del 1981 all’interno di una fabbrica occupata. Maggiori informazioni e prenotazioni sul sito http://www.eventofer.it/

 

 

Fonte: Siderweb.com

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