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Euro Sider Scalo

Euro Sider Scalo

Da oggi potrebbe partire la cassa integrazione straordinaria alla Leali di Odolo (BS). Questa è la richiesta della società siderurgica, che coinvolge tutti i 131 dipendenti del sito valsabbino con eventuale rotazione (come precisa il quotidiano Bresciaoggi) in linea con le esigenze tecnico-produttive.

 

 

Fonte: Siderweb.com

Rottame tedesco in discesa ad ottobre. Il prezzo per la materia prima da forno elettrico in Germania arretra ad ottobre dopo i recuperi registrati sul finale dell’estate. Le maggiori discese hanno coinvolto il cesoiato -9,2%, seguito da demolizioni, proler e torniture rispettivamente a -8,4%, -8,1% e -8,2%. Anche il lamierino cala del 7,8% mentre le cadute nuove limitano i danni ad un -4,6%. A livello annuale la prestazione peggiore tocca al lamierino che rispetto ad un anno fa paga un -11,8%.

 

 

Fonte: Siderweb.com

Buttrio (UD) – Le difficoltà del comparto siderurgico, specialmente europeo, spingono verso il basso le previsioni di Danieli per il 20121/13. La multinazionale friulana, che sabato ha presentato alla stampa i risultati del bilancio 2011/12 e le previsioni per l’anno prossimo, ha reso noto che «il settore steel making (ABS) opererà in calo l’anno prossimo per via dei volumi ridotti di produzione, mentre per il settore plant making si stima un 2012/13 in linea con l’esercizio appena chiuso». Ciò si incarnerà in ricavi di 2,9-3,1 miliardi di euro (dei quali 2,25-2,5 dal comparto plant making e 650-750 milioni dallo steel making), per un ebitda di 300-350 milioni di euro (di cui 70-80 dallo steel making) e un portafoglio ordini di 3,1-3,5 miliardi di euro (di cui 150-200 milioni dallo steel making). Per ciò che concerne i risultati del 2011/12, Danieli ha avuto ricavi per 3,081 miliardi di euro (-1,2%), un ebitda di 312,8 milioni di euro (-10,5%) e un utile netto di pertinenza del gruppo di 190,4 milioni di euro (-1,1%).

Nel corso della presentazione del bilancio Gianpietro Benedetti, presidente di Danieli, ha spiegato che nei prossimi anni «il mercato di riferimento sarà africano ed indiano», mentre «l’Europa sarà un mercato morto ancora per 3-4 anni» e qualche spunto più positivo potrà arrivare «dal service per la Cina». Carla Del Colle, presidente di ABS, ha invece spiegato che «attualmente siamo su una barca che davanti a sé ha molta nebbia – ha detto -. La nostra strategia in questo momento è orientata alla qualità, alla flessibilità ed alla diversificazione di prodotto e di mercato».

 

 

Fonte: Siderweb.com

Si moltiplicano le voci sul possibile destino del polo ternano dell’inox. Secondo alcune testate locali umbre, infatti, ci sarebbe una prima cordata interessata ad Acciai Speciali Terni: sarebbe l’inedita coppia composta dal colosso coreano Posco e dalla famiglia Rocca, azionista di riferimento di Tenaris e Techint.

In attesa di conferme (o di smentite) su queste indiscrezioni, il lavoro dell’antitrust Ue procede a marce spedite: il 26 ottobre ci sarà il parere del comitato consultivo delle concentrazioni sull’operazione Inoxum-Outokumpu, mentre il 16 novembre ci sarà la decisione definitiva della commissione antitrust.

 

 

Fonte: Siderweb.com

Si scoprono le carte nell’affare-Smederevo. L’acciaieria serba, pochi mesi fa tornata in mano statale, oggi in fase di privatizzazione e della quale si era recentemente parlato per l’interessamento di un produttore russo il cui nome non era stato svelato, è nelle mire di Uralvagonzavod. Uralvagonzavod è un’azienda russa a maggioranza statale, che tramite il proprio CEO Oleg Sienko ha confermato la possibilità che si instauri una seria trattativa per l’acquisto. Ma il dialogo è solo all’inizio, e probabilmente non sarà semplice a causa della vetustà degli impianti serbi e delle difficoltà dei mercati di sbocco dei prodotti dell’acciaieria.

 

 

Fonte: Siderweb.com

Valbruna investirà 9 milioni di euro sull’impianto di Bolzano. A tanto ammonterebbe il computo di quanto l’azienda intende stanziare per il rinnovo di macchinari, impianti e per la formazione della mano d’opera, per elevare ancora di più la qualità dei propri prodotti. La notizia apparsa sulle pagine del Sole 24 Ore arriverebbe da fonti sindacali che avrebbero annunciato che oltre ai 120 lavoratori oggi in contratto di solidarietà, a breve dovrebbero esserne aggiunti altrettanti in cassa integrazione, sui 450 complessivi dell’impianto altoatesino.

 

 

Fonte: Siderweb.com

Le prime offerte sarebbero già arrivate da ArcelorMittal, US Steel, Nucor Corporation, POSCO, JFE Steel Corporation,  Baosteel e CSN. ThyssenKrupp Steel Americas si  aspetta di formalizzare la vendita dei propri impianti in Alabama e Brasile entro la fine dell’anno, anche se secondo  quanto raccontato dal direttore di produzione dell’impianto di Calvert Ron Stowe la finalizzazione dell’operazione potrebbe durare fino al 2014.

La valutazione complessiva degli impianti è di circa sette miliardi di dollari, anche se però al momento non è chiaro se le offerte pervenute finora si riferiscano a uno solo o entrambi i siti produttivi. Resta però il fatto che la divisione americana del colosso tedesco ha chiuso i primi nove mesi dell’anno con una perdita di 778 milioni di euro, perdita che sui 12 mesi secondo gli analisti dovrebbe raggiungere se non superare addirittura il miliardo di euro.

 

 

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Crescono sia l’import sia l’export italiano ad agosto, per un saldo commerciale di -598 milioni di euro. Questi i dati emersi dal report mensile dell’Istat, che ha visto un +4,4% nelle importazioni e un +3,9% nelle esportazioni. Rispetto al 2011 però i risultati vedono ancora una volta una forte vocazione alle esportazioni ed in particolare verso i paesi dell’Ue, con un avanzo per i prodotti non energetici nei primi otto mesi dell’anno pari a 3,8 miliardi di euro. Tra i paesi destinatari sale del 51% la Turchia, mentre a livello di import si nota un +36,8% nei prodotti in arrivo dalla Russia.

Nel mese di vacanza per eccellenza il comparto metalli segna un +13,1% nell’export,  e nei primi otto mesi dell’anno il saldo commerciale è positivo per quasi 10 miliardi di euro.

 

 

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I fasti degli anni d’oro della metallurgia sono lontani. E lo saranno ancora per almeno 5-6 anni in Europa. Lo ha dichiarato il presidente di Eurofer Wolfgang Eder all’agenzia di stampa Reuters, precisando che nel Vecchio Continente non sono attesi segni di ripresa prima della metà del 2013 e che per ritornare vicini ai livelli di crescita fatti registrare prima del 2008 ci vorranno cinque-sei anni. «Oggi in Europa c’è una capacità produttiva di 210 milioni di tonnellate – ha concluso -, ma la domanda è di sole 150-160 milioni di tonnellate. Vedremo ancora chiusure».

 

 

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«Più competitività per il settore italiano delle fonderie». Questo chiede Enrico Frigerio, presidente di Assofond, durante il XXXI° Congresso di Fonderia che si è tenuto a Roma giovedì 4 e venerdì 5 ottobre. «Dalle nostre stime l’anno in corso vedrà la produzione del nostro settore perdere il 12% del totale dei getti, nonostante l’alta produttività dei nostri 30 mila operatori». Serve dunque «più competitività soprattutto rispetto alla “questione energia” perché al momento paghiamo, rispetto ai nostri concorrenti stranieri, un gap troppo elevato». I numeri elaborati nel 2011 dall’Istat infatti vedono l’Italia pagare 12,92 Eurocent/KWh, contro una media EU di 9 Eurocent/KWh. frigerio_assofond_interno_181Il presidente di Assofond commenta poi i numeri del comparto: «Il fatturato complessivo delle fonderie italiane si aggira intorno ai 7,5 miliardi di euro. Le esportazioni hanno perso il 2% in tonnellaggio nel confronto tra il primo semestre del 2012 e lo stesso periodo 2011 ma in valore hanno invece mostrato un recupero del 6%. Le importazioni hanno perso il 5% a livello quantitativo e hanno registrato una sostanziale stabilità in valore. Il contributo estero - spiega Frigerio - ha perso il suo vigore nel secondo semestre del 2011 ed in questa parte del 2012». La perdita di redditività dell’industria di fonderia è «messa in evidenzia dal peggioramento dell’Ebitda»: nel settore infatti il dato si aggira tra il 7 e il 9% dei ricavi mentre «il comparto avrebbe bisogno di un Ebitda del 15%». Da uno sguardo al ranking mondiale, il settore italiano delle fonderie vede, nel 2011, recuperare una posizione, togliendo alla Francia il nono posto, con 2,2 milioni di tonnellate prodotte e una quota di mercato del 2,5% sul totale mondiale. Il deterioramento congiunturale del 2012 è infine «confermato da una ripresa vigorosa dell’utilizzo degli ammortizzatori sociali», con le stime che, per l’anno in corso, prevedono un interessamento del 10% degli addetti diretti del comparto (circa 3.000 unità). Dunque da Roma l’auspicio del presidente di Assofond suona più come una scossa, soprattutto rivolto al mondo della politica, perché si faccia qualcosa per ridare competitività al settore.

 

 

Fonte: Siderweb.com

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