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Euro Sider Scalo

Euro Sider Scalo

STOCCOLMA - L’azienda neozelandese A-Ward si è aggiudicata l’edizione 2012 dello Swedish Steel Prize. La società ha ottenuto il riconoscimento, ideato da SSAB con l’obiettivo di premiare le migliori applicazioni al mondo realizzate con acciai altoresistenziali, grazie al sistema di gestione dei rottami metallici Mi-Slide, che comprime e pressa il materiale direttamente all’interno dei container. Questa innovazione consente di realizzare una riduzione dei costi e dei tempi di carico dei container ed è stata progettata con l’utilizzo di due unità costruite con acciai altoresistenziali. «Siamo felici di annunciare la prima vittoria da parte della Nuova Zelanda – ha detto il presidente della giuria KG Ramström -. A-Ward ha dimostrato i vantaggi degli acciai altoresistenziali con un’innovativa soluzione. L’aumento della produttività e della vita del prodotto contribuiranno a rendere la nostra società più sostenibile».

Le altre due aziende nominate per lo Swedish Steel Prize sono state Borcad (Repubblica Ceca) e Gremo (Svezia).

 

 

Fonte: Siderweb.com

Un differenziale negativo del 7,6% nel terzo trimestre dell’anno. Questo quanto emerge dal confronto dei dati produttivi del comparto metalmeccanico con quello dell’analogo periodo 2011. Un dato che porta il gap con il picco pre crisi ad un -28%. Questo quanto emerge nell’aggiornamento dell’indagine di Federmeccanica i cui risultati sono stati diffusi oggi dalla stessa associazione.

 

«Complessivamente, nei primi nove mesi dell’anno, la flessione è risultata mediamente pari al 6,7% con punte superiori al 10% per le produzioni ricomprese nel comparto delle macchine elettriche ed elettrodomestici ed in quello relativo alle costruzione di autoveicoli e rimorchi – spiega il centro studi dell’associazione -. I risultati conseguiti risultano imputabili alla caduta della domanda interna che l’Istituto Nazionale di Statistica stima in 3,6 punti percentuali per l’anno in corso ed in larga misura ascrivibile alle misure poste in essere dal governo per il contenimento del deficit di bilancio, mentre si è registrata una buona tenuta delle esportazioni nonostante il peggioramento congiunturale osservato nel corso del 2012 nei principali paesi dell’area dell’euro verso cui esportiamo oltre la metà dell’intero fatturato metalmeccanico destinato all’estero.

 

Mediamente nel periodo gennaio-agosto le esportazioni sono cresciute del 3,8% con un incremento pari al +8,5% verso i paesi terzi mentre restano stabili quelle dirette ai paesi della UE.

Nello stesso periodo le importazioni metalmeccaniche sono diminuite del 14,3%, determinando un attivo della bilancia commerciale settoriale pari a 41 miliardi di euro rispetto ai circa 22 miliardi del 2011».

 

Fonte: Siderweb.com

Giovedì, 22 Novembre 2012 00:00

CCIAA - Parola d’ordine: stabilità

Sono orientati alla stabilità i prezzi rilevati dalla Camera di Commercio di Brescia. Secondo i dati pubblicati dalla Commissione Prezzi dell’ente, infatti, solo 4 prodotti fanno registrare un contenuto incremento (+5 euro/t) rispetto al livello raggiunto il 5 novembre: vergella da trafila e per rete, treccia e trefolo. Gli altri lunghi, invece, rimangono ancorati ai livelli di due settimane fa.

Fonte: Siderweb.com

Stoccolma - «Cinque anni fa esportavamo il 20% della nostra produzione, ora l’80%». «Il mercato interno è ormai fermo, dal 45% del nostro fatturato è sceso al 10%». «Senza l’estero saremmo chiusi». Parlando con alcuni utilizzatori di acciaio italiani invitati allo Swedish Steel Prize, organizzato da SSAB, sentire una di queste frasi è diventato ormai la norma. Oggi più che mai, nei settori del sollevamento, delle macchine per l’agricoltura, delle gru e dell’auto, la soluzione ai problemi del mercato interno si chiama export. Un export che, però, sta prendendo pieghe diverse e, in alcuni frangenti, inaspettate. Mentre nel più classico dei casi che si possa immaginare l’aumento delle vendite all’estero è dovuto ad una maggiore qualità del prodotto made in Italy, o ad un’estrema flessibilità e personalizzazione della produzione («la nostra massima produzione in serie è stata di quattro pezzi» ha raccontato, con una certa soddisfazione, un tecnico di una società che produce benne per escavatori), in altri, invece, sta accadendo l’opposto. Ovvero, non è la qualità, la tecnologia o l’innovazione a pagare ma, al contrario, la convenienza economica. «Abbiamo raggiunto nuovi mercati in espansione, dove però ci richiedono prodotti “di battaglia”, molto competitivi ma “basic”» ha riferito un operatore che produce macchinari utilizzati soprattutto per l’edilizia. L’Italia, quindi, per alcuni mercati specifici, circoscritti e per prodotti che si possono definire di media tecnologia (non troppo avanzati, quindi, ma nemmeno troppo basici, che hanno bisogno di un certo know-how ma senza un’eccessiva complicazione) è ancora considerato alla stregua di un produttore low cost. Per quanto potrà durare questa situazione? Quali prospettive potrà garantire all’industria del nostro paese? Queste domande rimangono ancora aperte e rappresenteranno una sfida per il futuro delle imprese che si trovano in questo limbo.

 

Tornando ad uno sguardo più ampio sui comparti utilizzatori di acciaio, gli intervistati hanno rilevato che per ciò che concerne l’automotive la Germania rimane ancora il paese nel quale si registra una migliore situazione, a livello europeo. Anche se inizia ad affacciarsi un primo elemento di preoccupazione all’orizzonte: molte case, infatti, hanno allungato i termini di pagamento nell’ultimo periodo. Si tratta di una variazione che ha portato a saldare le fatture a 45 giorni, una tempistica da favola per la media italiana, ma che certamente può rappresentare una (seppur piccola) nuvola sull’auto teutonica. A rimanere del tutto avulso da questo rallentamento è l’alto di gamma tedesco, che continua a viaggiare a gonfie vele. In Italia, invece, l’automotive è penalizzata dai bassi livelli produttivi e dalla lunghezza dei pagamenti, mentre in Francia le realtà che lavorano con Renault vivono una situazione migliore rispetto a quelle che lavorano con PSA.

 

Per ciò che concerne il settore del movimento terra, invece, il mercato italiano è fermo mentre per le macchine agricole fino a fine settembre si è registrato in Italia un buon carico di ordini, che successivamente è scemato. «Nel quarto trimestre il 60% dei nostri ordini è stato posticipato al I° trimestre 2013» ha spiegato un operatore, che ha anche aggiunto che le prime stime per l’inizio dell’anno prossimo sono per una riduzione a due cifre della produzione rispetto allo stesso periodo del 2012, quando però si era registrato un trend molto positivo.

 

 

Fonte: Siderweb.com

Duferdofin Nucor avrebbe comunicato ai propri clienti un ritocco al rialzo i propri listini dal primo dicembre. Rincari che dovrebbero essere quantificati in circa 20 euro la tonnellata, alla cui base ci sarebbero gli incrementi avuti nelle ultime settimane dal rottame. L’azienda inoltre non esclude ulteriori rincari da gennaio 2013 armonizzati all’andamento della materia prima. A ruota come avvenuto nel caso del ritocco degli extra lega a maggio potrebbero quindi muoversi anche gli altri produttori,  che già in occasione delle interviste sul mercato, recentemente effettuate da Siderweb, non avevano nascosto la necessità di recuperare ossigeno, ma ci si trovava in una fase in cui si attendeva che il competitor facesse il primo passo. Il ghiaccio ora è stato rotto e probabilmente si potrebbe vedere un effetto domino, resta però da capire se la mossa dei produttori potrà stimolare almeno in parte la domanda, depressa ormai da diversi mesi.

 

 

Fonte: Siderweb.com

Un accordo che potrebbe nascere come frutto di una logica win-win. In un colpo solo potrebbero infatti essere risolte le cessioni annunciate degli stabilimenti Us Steel di Kosice e ThyssenKrupp in Alabama. I rumor, nonostante le smentite tedesche, sarebbero apparsi sulla stampa slovacca in cui sarebbero stati citati tra i possibili compratori della maggior azienda privata locale anche realtà ucraine o russe, comprese tra la  «serie di offerte» annunciate dal portavoce del locale ministero dell’economia alla stampa. Alla base della cessione ci sarebbe, oltre alla stagnazione di mercato, il termine degli incentivi sul fronte energetico concessi all’azienda nei 12 anni di permanenza sul suolo slovacco. Incentivi che il governo avrebbe fatto sapere di non voler confermare per trattenere il colosso americano.

 

 

Fonte: Siderweb.com

Sabato, 17 Novembre 2012 00:00

Salzgitter - Conti 2012 in rosso

Sale a 42,6 milioni di euro la perdita della tedesca Salzgitter nei primi nove mesi dell’anno, nonostante l’incremento del 9% nelle vendite, che hanno superato gli 8 miliardi di euro. A pesare in maniera particolare è il terzo trimestre dell’azienda, chiuso con una perdita netta di 25,7 milioni di euro, rispetto all'utile di 21 milioni dell'anno precedente.

 

 

Fonte: Siderweb.com

È stato il ministro dell’Economia del Qatar Youcef Hussein Kamel a confermare, nel corso di una visita a Algeri, la realizzazione della nuova acciaieria da 5 milioni di tonnellate, compartecipata tra Algeria e Qatar, nel paese nordafricano.

Viene quindi confermato e rafforzato quanto sottoscritto nel memorandum d’intesa di luglio, in cui era stata annunciata la costruzione della nuova struttura. L’acciaieria sorgerà a Jijel e nella prima fase avrà una produzione di 2,5 milioni di tonnellate annue, per poi passare a 5 milioni di tonnellate, saturando in pratica la domanda interna algerina. Brutte notizie quindi per i prodotto di acciaio italiani che vedono nella piazza algerina uno dei principali mercati di sbocco e un polmone di ossigeno nel regime di stagnazione in cui permane il consumo interno.

 

 

Fonte: Siderweb.com

Continua il percorso di avvicinamento alla 5° edizione di Made in Steel, la conference and exhibition dedicata alla filiera dell’acciaio che si terrà presso i padiglioni di fieramilanocity dal 3 al 5 Aprile 2013. Il grande afflusso di richieste di spazi espositivi ha portato l’organizzazione dell’evento ad ampliare la superficie del padiglione 4 di altri 790 metri quadrati. Un incremento che dà ragione alla formula innovativa di Made in Steel, il binomio conference and exhibition, oltre alle direttrici che faranno da perno tematico e di business dell’edizione 2013: transportation, power and utilities e building. Anche la decisa spinta verso l’internazionalizzazione sta trovando sempre maggiori conferme. Il board di Made in Steel ha, infatti, stretto un accordo con le Camere di Commercio italiane negli Emirati Arabi Uniti, in Svezia, in Germania, in Brasile, in India e in Turchia. Queste partnership garantiranno ad espositori e visitatori dell’evento la possibilità di entrare in contatto con l’intero mondo siderurgico da cui attingere concrete opportunità di business, oltre ad informazioni e prospettive di fondamentale importanza. Rappresenterà, soprattutto, un’occasione imperdibile per gli operatori domestici del settore. Viva la soddisfazione del consigliere delegato Fabio Rocca: «si tratta di un passaggio fondamentale nella storia della nostra manifestazione». Una svolta determinante nell’evoluzione della manifestazione dedicata alla filiera dell’acciaio che «agevolerà incontri tra le aziende espositrici ed i rappresentanti istituzionali di paesi esteri, favorendo il trasferimento di know how e l’individuazione di opportunità - continua Rocca - soprattutto per quelle realtà che cercano nel mercato estero uno sbocco fondamentale per il rilancio del proprio business». La rilevanza internazionale di Made in Steel è confermata anche dalla presenza di Fabio Rocca, consigliere delegato della conference and exhibition della filiera siderurgica, all’interno dell’International Steel Trade Day che si terrà a Düsseldorf il prossimo 21 novembre. La relazione, che verrà sostenuta dal consigliere, rappresenta un altro fondamentale tassello all’interno della partnership stretta con Eurometal, l’associazione dei distributori di acciaio europei che raggruppa 3.500 aziende per un fatturato di 70 miliardi di euro. Il suo intervento incarnerà un’esclusiva opportunità per raggiungere, inoltre, le quattro branche che compongono l’organismo continentale: Dismet, l’associazione dei distributori europei di acciaio, tubi e metalli,  Eassc che riunisce i centri servizio piani europei, la federazione continentale Nat.Fed che raccoglie tutte le associazioni nazionali dei distributori siderurgici e il gruppo di studio STSG che rappresenta i trader europei.

 

 

Fonte: Siderweb.com

Garantire una migliore sicurezza sul posto di lavoro e migliorare l’efficienza del processo produttivo. Con questi obiettivi e con questa motivazione la Ferriera Valsabbia ha messo in campo investimenti per un valore complessivo intorno ai 20 milioni di euro per ristrutturare l’impianto di Odolo, in provincia di Brescia. brunori_ruggero_159La società, presieduta da Giovanni Battista Brunori e guidata da Ruggero Brunori, ha deciso infatti qualche mese fa di ristrutturare l’acciaieria, allungando le ferie ai 300 addetti per permettere di effettuare i lavori. In due mesi circa l’impianto è stato migliorato con l’istallazione di un nuovo forno elettrico da 900 tonnellate con riempimento automatico della siviera e con diverse innovazioni al processo di fusione. Sono stati sostituite diverse parti impiantistiche sia idrauliche che elettriche ed è stata inoltre collocata  una nuova gru per il carico del rottame. «Sono molto soddisfatto per il risultato dei lavori - ha spiegato sulle pagine dei giornali locali Ruggero Brunori, ad del gruppo -, che hanno permesso di fare un passo avanti importante soprattutto sul fronte sicurezza».

 

 

Fonte: Siderweb.com

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