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Giovedì, 26 Gennaio 2017 07:00

Gennaio 2017: la congiuntura siderurgica - L'andamento dei principali indicatori dell'acciaio italiano, europeo e mondiale

Lo scenario mondiale
Nei primi undici mesi del 2016 la produzione mondiale di acciaio è stata pari a 1.468 milioni di tonnellate, in leggero calo (-0,2%) rispetto allo stesso periodo del 2015, quando fu superiore di circa 3 milioni di tonnellate rispetto a quest’anno. Il calo della produzione è significativamente rallentato rispetto ai primi mesi dell’anno ed il tasso di utilizzo della capacità produttiva globale è tornato attorno al 70%, in particolare al 70,2% in settembre ed al 69,6% in ottobre.

Tra i primi undici produttori mondiali, quattro mostrano incrementi rispetto al corrispondente periodo dell’anno scorso (India, Turchia, Ucraina ed Italia), mentre sette peggiorano il proprio risultato (Cina, Giappone, USA, Russia, Corea del Sud, Germania e Brasile). A livello di macro aree, il sud America è quella che ha subito la maggiore riduzione della produzione (-10,9%), seguita dall’Africa (-5,9%), dall’UE (-3,5%), dal Nord America (-0,8%). L’area che mostra invece il miglior tasso di crescita è quella del Medio Oriente (+6,7%), seguita da quella degli altri paesi europei non UE (+5,5%), dall’Oceania (+0,7%), dalla CIS (+0,4%) e dall’Asia (+0,4%).

Nell’UE, la riduzione della produzione ha interessato 11 dei 20 Stati membri produttori di acciaio. I Paesi con il calo maggiore, escludendo la Croazia che ha azzerato la produzione, sono: Regno Unito (-31,1%), Ungheria (-26,9%), Bulgaria (-12,3%), Spagna (-8,3%), Francia (-5,3%) e Polonia (- 4,9%).

 

La siderurgia italiana
Nei primi undici mesi del 2016 la produzione di acciaio in Italia è risultata pari a 21,5 milioni di tonnellate, con un aumento del 4,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il tasso tendenziale di crescita del solo mese di novembre è risultato positivo dell’11,1%, di poco inferiore a quello del mese precedente (11,4%). Il tasso di utilizzo della capacità produttiva si è attestato intorno al 59,5%, 10 punti in meno rispetto alla media mondiale.

L’aumento dei volumi produttivi ha riguardato prevalentemente la produzione di acciaio con ciclo integrale, grazie alla ripresa della produzione di Ilva. La produzione di laminati piani a caldo è stata pari a 10,4 milioni di tonnellate tra gennaio e novembre, con un aumento del 9,8% rispetto allo stesso periodo del 2015. La produzione di laminati lunghi si è attestata a 10,5 milioni di tonnellate, con un incremento dello 0,7% rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente.

 

Le esportazioni
Nei primi dieci mesi del 2016 le vendite all’estero di prodotti siderurgici sono ammontate a 14,8 milioni di tonnellate, con un aumento del 6,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Le esportazioni nei Paesi dell’UE, pari al 71,6% del totale, sono cresciute dell’11,3%, mentre quelle verso i Paesi extra UE sono diminuite del 2,8%. Le vendite all’estero di laminati piani sono aumentate del 7%, mentre quelle di laminati lunghi sono cresciute dell’8,3%. Le esportazioni di semilavorati (lingotti, billette e bramme) sono aumentate del 18,3%, mentre quelle di tubi hanno registrato un incremento del 4,1%, imputabile soprattutto ai tubi saldati.

 

Le importazioni
Nei primi dieci mesi di quest’anno le importazioni di prodotti siderurgici si sono attestate a 14,9 milioni di tonnellate, con un incremento del 10,4% rispetto allo stesso periodo del 2015. La crescita è da imputarsi sia alle importazioni dai Paesi extracomunitari, salite del 15,8%, sia dai Paesi comunitari, aumentate del 7%. Le importazioni di prodotti piani sono diminuite del 4,6%, mentre quelle di prodotti lunghi sono calate del 4%. L’import di questi ultimi si è ridotto per quanto riguarda i Paesi comunitari, mentre è aumentato per quanto concerne i Paesi extracomunitari. L’import di prodotti piani dai Paesi Ue è diminuito, mentre quello proveniente dai Paesi extra Ue è cresciuto. Le importazioni di semilavorati sono cresciute del 2,9% grazie al contributo dei Paesi Terzi.

Le previsioni a breve termine
Nel primo trimestre del 2017 si prevede un aumento del consumo apparente di acciaio di circa il 2% rispetto allo stesso periodo del 2016. Ad influire su tale incremento della domanda di acciaio sono, in particolare, il settore della produzione di tubi (che nei primi tre mesi dello scorso anno aveva registrato un calo della produzione del 3%) e il settore della fabbricazione di autoveicoli, nonostante il dimezzamento del tasso di crescita dell’attività rispetto al primo trimestre del 2016. La produzione di acciaio dovrebbe pertanto crescere di circa l’1,5% sul primo trimestre dello scorso anno, con un incremento maggiore della produzione di laminati piani rispetto a quella di laminati lunghi.

 

Prezzi: dicembre record. E a gennaio si sale ancora
Sembrano aver messo il turbo i prezzi italiani dell’acciaio al carbonio. Secondo le rilevazioni effettuate da Siderweb e condensate nel SiderIndex (ovvero l’indice che misura le quotazioni medie alla tonnellata dei prodotti siderurgici in acciaio al carbonio sul mercato italiano), infatti, i prezzi medi di dicembre sono stati pari a 367,12 euro la tonnellata, con un netto aumento rispetto al livello di novembre, quando si fermarono a 329,06 euro la tonnellata. In termini percentuali, si tratta di un rincaro dell’11,6%. Nelle prime due rilevazioni di gennaio il trend prosegue e si rafforza: il SiderIndex è salito a quota 396,63 euro la tonnellata il 18 gennaio, facendo registrare il valore più alto da gennaio 2013.

Tornando al mese di dicembre e analizzando l’andamento dei singoli prodotti, si nota che sono i piani a mostrare il maggior sprint. A dicembre, infatti, i coils si apprezzano di circa 75 euro la tonnellata rispetto al mese di novembre, mentre le lamiere da treno si accontentano di +35 euro la tonnellata. Nel comparto dei lunghi si segnalano aumenti compresi tra poco meno di 10 euro la tonnellata (tondo per cemento armato) e circa 20 euro la tonnellata (laminati mercantili e vergella da trafila). Per quanto concerne il rottame, infine, il valore medio registrato per la materia prima delle categorie 01-E3, 33-E40, 50-E8, 41-E5M (le quattro principali qualità di rottame vendute sul mercato nazionale) è stato di 222,2 euro la tonnellata ad dicembre, contro i 211,1 euro la tonnellata di novembre, per una variazione del +5,3%.

 

 

Fonte: siderweb.com

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